Fossati, musica globale
   Â
                                      Â
Not one word - Non una parola: il titolo del CD di Ivano Fossati sottolinea la scelta strumentale del cantautore colto, di radice genovese. Sono passati 30 anni da Jezabel. Lo spirito delle origini, un po’ hippy e un po’ mistico, lascia il posto ad una ricerca che segue l’evoluzione “globale” della musica contemporanea: freemusic, “colta”, folk. Rispetto agli anni ‘70-’80, restano le tracce “americane” (blues e rock), ma la prospettiva cresce soprattutto in funzione armonica. Nell’impatto melodico-armonico-ritmico predomina il piano, tracciando l’eloquenza di un approfondimento appassionato e lucido. Â
Franco pecori
Franco Pecori Ivano Fossati, musica globale Rai Televideo, 30 maggio 2001
30 maggio 2001
Il vero jazz, che sarà mai?
Un jazzista non vi dirà : io faccio il vero jazz      Â
                                      Â
Come ogni anno arriva la stagione dei grandi concerti di jazz. Chi li ascolta e anche chi li organizza tende a ritenersi vero intenditore. Ma se vi invitano ad un concerto di “vero” jazz, diffidate. Il “vero” jazz non esiste. Un conto è dire «mi piace questo jazz», altro conto è dire «questo è vero jazz». Negli anni ‘30, il critico francese Hugues Panassié volle prescrivere come vero jazz il jazz tradizionale e, di conseguenza, il New Orleans Revival. Il concetto è ancora oggi duro a morire. Il jazz, intanto, ha avuto i suoi sviluppi, in una prospettiva non lineare. Un jazzista, comunque, non vi dirà mai: «io faccio il vero jazz».
Franco Pecori Il vero jazz, che sarà mai? Rai Televideo 25 maggio 2001
Che cos’è il jazz
25 maggio 2001
Miniritratti, Renato Carosone
  Napoletano non-rock
La Napoli, e l’Italia, segnata dalle bombe e dall’invasione del boogie e non immemore del Teatro dei Pupi. Su questo terreno prosperò il fiore di Renato Carosone. Tu vuò fa’ l’americano cantò con allegra ironia, sostanziando di humor partenopeo un suo blues implicito. Dai primi trionfi nell’Africa imperiale ai locali della Milano alla moda, Carosone schivò sempre il conformismo. Non accettò i Platters e nemmeno il successo alla Carnegie Hall di New York lo convertì alla nuova musica. Adesso che se n’è andato, quel suo mericano (senza la “a”) sarà per questo meno sbeffeggiabile?Â
Franco Pecori Carosone, napoletano non-rock Rai Televideo 20 maggio 2001
20 maggio 2001