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10 09 2010
 
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The Transporter

film_thetransporter.jpgThe Transporter

Cory Yuen, 2003

Jason Statham, Shu Qi, Tcheky Karyo

Funzionale. La funzione del “trasporto” - neutra per definizione - si fa finzione e nasce il “Trasportatore”. L’attore (Statham) è lo stesso del remake di Italian Job, uscito di recente da noi, ma, riguardo al ruolo, niente di più lontano. Qui il protagonista incarna, se così si può dire, la contradizione tra il suo personaggio-funzione e le relazioni umane che la sceneggiatura lo porta ad avere. La suspence che ne deriva è più concettuale che narrativa. Il punto di rivelazione è quando Frank scopre che nel pacco che trasporta c’è qualcosa di vivo, una donna. Frank viaggia in Mercedes e non guarda mai nei pacchi che trasporta. E’ un ex agente delle Forze Speciali e ufficialmente vive della pensione dell’Esercito. Ma ben altre sono le entrate extra. Perciò ha stabilito che gli conviene non ficcare il naso negli affari altrui: niente nomi, nessuna informazione sul carico da trasportare. Questo comportamento gli permette di affrontare con distacco anche gli scontri più feroci. La regìa marcata Hong Kong (Yuen) lo aiuta. Il gioco si interrompe, la regola si infrange per il corpo progioniero di una donna. Aperto il pacco, sarà come smontare il giocattolo. Ci divertiremo a vedere come funziona.

Franco Pecori

18 luglio 2003

L’ultimo bicchiere

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Last Orders

Fred Schepisi, 2003

Michael Caine, Bob Hoskins, David  Hemmings,

Ray Winston, Helen Mirren.

 

Struggente. Drammatico con humor. Il racconto puntuale di un rapporto complesso tra amici, rivissuto nella memoria, attraverso un intenso tessuto di flash-back. Vic, Lenny e Ray si ritrovano per eseguire le ultime volontà di Jack, che ha voluto le proprie ceneri disperse in mare, nella piccola cittadina di Megate. Con loro c’è il figlio adottato, Vince. E non c’è Amy, la moglie, che ha scelto di fare un’ultima visita a June, la figlia disabile mentale, da sempre. Grandi attori per un film tutt’altro che di fine stagione. Ricordi e confessioni emergono, con umorismo e precisione. Lucidi e quasi geometrici, antichi sogni, progetti, segreti, crudeli verità e discrete tenerezze compongono, nel viaggio verso Megate, il quadro progressivo di vite vissute e mancate. Mai un’insistenza, nessuna sottolineatura inutile turba la trama dei sentimenti. I personaggi sono “ricostruiti” nel tempo - bambini, giovani, adulti, maturi - con una sorta di pudore, che ne rafforza la consistenza umana, evitando i pericoli della “letteratura”. La “verità” dei ricordi si confronta con quella del presente e non cede alla nostalgia. Tra amici, l’ultimo bicchiere non ubriaca.

Franco Pecori

4 luglio 2003