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10 09 2010
 
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In questo mondo di ladri

film_inquestomondodiladri.jpgIn questo mondo di ladri

Carlo Vanzina, 2004

Carlo Buccirosso, Valeria Marini, Biagio Izzo, Enzo Iachetti, Max Pisu, Ricky Tognazzi, Leo Gullotta.

 

Il residence non esiste. L’acquisto in multiproprietà si rivela una truffa per i cinque “acquirenti”, che si ritrovano a Livigno, sulle Dolomiti, pieni di rabbia. Otterranno giustizia? E’ un problema. Alla Polizia c’è una montagna di denunce. Ci penserà Gastone (Tognazzi), vicino di casa, bidonista della porta accanto, ad organizzarli per la rivincita verso “questo mondo di ladri”. Finiranno ai Caraibi, nell’isola che c’è, «dove i più grandi ladri del mondo seppelliscono i loro tesori». Indeciso nella denuncia dei ladri, il film è gradevole per la raffica di battute, che soprattutto nella prima parte, occupano ogni riga della sceneggiatura. Lo script parla il linguaggio strettamente attuale, esibendo alla perfezione il piccolo immaginario umoristico dell’italiano medio in piena evoluzione. Nella seconda parte Vanzina sembra costretto a seguire l’evolversi della situazione, alquanto macchinosa. Si avverte una certa preoccupazione di non uscire dalla “correttezza”, che oggi sembra d’obbligo quando si affrontano temi di riferimento sociale, specie se vestiti con l’abito della commedia.

 

Franco Pecori

29 ottobre 2004

2046

film_2046.jpg2046

Kar-Wai Wong, 2004

Tony Leung, Gong Li, Zhang Zi Yi, Faye Wong, Takura Kimura,

Carina Lau, Chang Chen, Maggie Cheung.

 

“Perché non può essere com’era prima?” - Lui non si voltò. Finale struggente, sentimento scolpito nelle battute di un fumetto, che sintetizza una lunga azione spiraliforme, svolta con eleganza da alta moda e con spudoratezza degna della più sontuosa avanguardia. Proveniente da Cannes, dove ha fatto discutere, il film del cinese Wong è un bellissimo fumettone, che propone con sfrontato decadentismo una storia di amore mancato, intrecciata con la nostalgia perversa di un disperato e impossibile recupero del tempo passato. Il numero del titolo ha un doppio significato: è l’anno di un viaggio nel futuro, da cui “nessuno mai è tornato”, ed è anche la stanza di un sudicio albergo di Hong Kong, dove nel 1966 lo scrittore Chow Mo Wan (Leung) si appoggia invano per dare forma alle sue fantasie. E gli tornano in mente le donne che ha avuto e non amato, confuse, nella scrittura del romanzo, in un tunnel fantascientifico che le ripropone anche in forma di androidi. Ad ogni epoca i suoi Gable, i suoi Bogart, i suoi Leung. Qui l’esotico sfonda nel paradosso, fino a fare di “Casta diva” un “anello” musicale per la pura vendita del fascino. Si salvi Bellini.

 

Franco Pecori

29 ottobre 2004

Les choristes - I ragazzi del coro

film_leschoristes.jpgLes Choristes

Christophe Barratier, 2004

Gérard Jugnot, François Berléand, Kad Merad, Jean-Paul Bonnaire, Marie Bunel, Carole Weiss, Jacques Perrin.

 

Salvate i bambini, “Save the Children”. Matrimonio di solidarietà tra la Filmauro, distributrice del film, e l’organizzazione per la difesa dei diritti dei bambini, presente con i suoi rappresentanti all’anteprima di Roma. Il film, nominato agli Oscar per la Francia, è perfettamente consonante. Il sorvegliante di un istituto di rieducazione riesce, contro il sistema repressivo del direttore, a “recuperare” con la musica i bambini “difficili”. Troppo facile essere dalla parte “giusta”? Sì, sulla carta. Ma Barratier, regista-musicista, riesce a far salire in primo piano le emozioni, raccontando il “miracolo” pedagogico d’un insegnante di musica rimasto senza lavoro, non lasciando mai prevalere la “tesi” e seguendo invece il filo narrativo nella sua progressiva “verità”. Man mano che il film procede, dimentichiamo la morale “scritta” ed entriamo a contatto con i sentimenti, dei ragazzi del coro e del loro insegnante Mathieu. Specialmente bravo Jugnot, a far vivere di vita propria il personaggio, dolce e fermo nel non piegarsi a regole che ritiene sbagliate.

 

Franco Pecori

29 ottobre 2004

Shall We Dance?

film_shallwedance.jpgShall We Dance?

Peter Chelsom, 2004

Richard Gere, Jennifer Lopez, Susan Sarandon, Stanley Tucci, Anita Gilette, Bobby Cannavale, Lisa Ann Walter, Omar Benson Miller.

 

Un Gere sognatore, una Sarandon sbigottita, una Lopez appassionata, una riflessione sul matrimonio con finale nel binario, supercorretto. Chelsom, dopo Serendipity - 2001 -,  racconta ancora una storia ottimista, basata sull’avverarsi improvviso di un sogno, un qualcosa che cambia la vita. Qui la materia è la danza, quella delle scuole di ballo di medio livello (il fenomeno è vasto), il “liscio” che toglie i pensieri e fa sentir bene la gente comune, di varia estrazione, che non sarà famosa. Avvocato civilista a Chicago, John (Gere) è insoddisfatto della sua vita grigia e decide di realizzare il suo sogno di ballare. Complice lo sguardo di Paulina (Lopez) dalla finestra della scuola dove la giovane insegna, si lancia nell’avventura, senza dirlo alla moglie (Sarandon). La famiglia non è in gioco. La commedia è costruita sul tratto credibile dei personaggi, anche comprimari, che vanno al ballo ciascuno con la propria motivazione, cercando un risarcimento segreto. Gere sfrutta le sue doti fisiche, Sarandon è brava a restare al suo posto di moglie, mentre Lopez resiste all’improbabile amore con Gere, aggrappandosi alla passione per la danza.

 

Franco Pecori

29 ottobre 2004

The Village

film_thevillage.jpgThe Village

Night Shyamalan, 2004.

Bryce Dallas Howard, William Hurt, Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Brendan Gleeson, Sigourney Weaver.

 

Il regista indiano, autore de Il sesto senso e di Signs, continua a cercare suggestioni misteriose e a svolgere il tema, composito e complesso, della dimensione “altra”. Questa volta, la storia entra più da vicino nel merito della vita associata, focalizzandosi su di una situazione paradossale, all’interno di quello che ha tutta l’aria di essere un villaggio nella Pennsylvania di fine Ottocento. C’è un segreto, che non possiamo rivelare, tuttavia essenziale per la profondità del contenuto. Quel villaggio ci parla anche dell’oggi. «Salvare il villaggio», è la parola d’ordine che i pochi abitanti si sono dati per resistere alla “paura” proveniente dal bosco circostante. Il limitare di quel bosco è fissato anche come confine invalicabile, se non si vuole finire sotto le unghie delle feroci “creature innominabili” che là abitano. Ma il segreto non è solo questo. «Ci sono segreti in ogni angolo del villaggio», l’ignoto avvolge la vita dei protagonisti. Sembra venire da fuori ed è anche nell’animo di ciascuno. Il filo della morale è dipanato dalla creatura più indifesa, la giovane cieca Ivy (Bryce Dallas Howard), che trova dentro di sé la forza del disvelamento finale.

 

Franco Pecori

29 ottobre 2004

Ovunque sei

film_ovunquesei.jpgOvunque sei

Michele Placido 2004

Stefano Accorsi, Barbara Bobulova, Violante Placido, Stefano Dionisi.

 

La vita e la morte. A volte si vive come se si fosse morti, trascinandosi la vita. Tema rischioso, da trattare sul filo dell’ambiguità. Tema pirandelliano (”La carriola”), che è piaciuto a Placido, tanto da scommetterci un film con Accorsi. Accolto male a Venezia per certe “ingenuità” della sceneggiatura, Ovunque sei c’è e non c’è, un po’ come il personaggio di Matteo, che ha una gran voglia di sparire. Il regista lo fa “morire” in un incidente. Medico, durante un turno di notte in ambulanza, si inabissa nel Tevere e sembra risolvere le sue crisi esistenziali. Grazie all’incidente, Matteo entra in un’altra dimensione. Esiste e non esiste. Il suo matrimonio con Emma (brava Bobulova), il nuovo rapporto con l’allieva (Violante Placido), il patetico tentativo del chirurgo che opera nell’ ospedale insieme con Emma: tutto, a questo punto, dovrebbe salire il gradino dell’ambiguità. Ma il film è carente in verosimiglianza. Alcune battute risultano didascaliche mentre dovrebbero essere allusive. Sin dall’inizio, la costruzione dei dettagli non sembra adeguata alla svolta narrativa che seguirà. Resta il nobile tentativo di un film-scommessa.

 

Franco Pecori

22 ottobre 2004

Se mi lasci ti cancello

film_semilasciticancello.jpgEternal Sunshine of the Spotless Mind

Michel Gondry, 2004

Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Elijah Wood, Tom Wilkinson.

 

«Non so proprio da dove cominciare», disse tra sé lo sceneggiatore Charlie Kaufman, mettendosi all’opera. In verità, il compito non si presentava facile. Storia complicata e paradossale, per quanto semplice nella sostanza: è sempre difficile togliersi dalla mente qualcuno che si ama, anche se si tratta di un rapporto venutosi a deteriorare. Con nella testa già due film sofisticati, come Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, Kaufman si apprestò a continuare per la sua strada. Lo sceneggiatore prese atto che una certa Clementine (Winslet), non potendone più delle baruffe con il suo Joel (Carrey), aveva deciso di cancellarlo dalla memoria, con l’aiuto di un certo dottor Mierzwiak (Wilkinson). Ora, pensò Kaufman, anche Joel vorrà fare piazza pulita dei propri ricordi, ma ci riuscirà? Si rese conto che lo attendeva un duro lavoro. Il regista ci fa vedere una catena di “cancellazioni”. E più i ricordi brutti se ne vanno, più emergono quelli dolci e teneri. L’amore non si cancella. Jim Carrey, proveniente da Una settimana da Dio, conferma la sua vocazione a sperimentare diverse forme di simpatia.

 

Franco Pecori

22 ottobre 2004

Una casa alla fine del mondo

film_unacasaallafinedelmondo.jpgA home at the end of the world

Michael Mayer, 2004

Colin Farrell, Robin Wright Penn, Dallas Roberts, Sissy Spacek.

 

Jefferson Airplane, Bob Dylan, Paul Simon, Leonard Cohen, Patti Smith, The Band. Sono solo alcuni degli interpreti della straordinaria colonna musicale. E se la musica è così importante, rivelatrice di un’epoca, anche il film non si sottrae all’esame della storia. Gli anni vanno dai ‘60 agli ‘80, dalla vita di provincia (Cleveland) alla New York “psicotica”, spinta da un nervosismo senza direzione apparente. Il peso degli anni è già sulle spalle di Bobby ragazzino, che viene “educato” dal fratello maggiore alla morale hippy. In preda all’euforia, il ragazzo fa una morte “scema”, lasciando il piccolo da solo, all’impatto con una realtà non così dolce come sembrava nell’infanzia. A Bobby (ora è Farrell) resterà la ferita di un amore incerto quanto appassionato, sospeso tra omosessualità e inespressa nostalgia di affetti tradizionali. Lo stile del film (passato a Venezia nella sezione Mezzanotte) segue la traccia letteraria del romanzo di Michael Cunningham (premio Pulitzer per The Hours). Farrell esprime con espressione contenuta l’implosione dei sentimenti e l’ansia di fuga verso una casa lontana, alla fine del mondo.

 

Franco Pecori

15 ottobre 2004

Collateral

film_collateral.jpg

Collateral

Michael Mann, 2004

Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg.

 

Passato a Venezia, fuori concorso. Si vede subito, dalla prima sequenza, che Vincent (Cruise) è uno deciso: sguardo dritto, passo veloce, incontra un “passante” che gli dà una borsa. Dentro c’è l’elenco di 5 “testimoni” in un’inchiesta sul narcotraffico. Da eliminare. Vincent prende un taxi. Il giallo si evolve in un’avventura tragica, in cui progressivamente rimane coinvolto Max, il tassista part-time (Foxx), la cui vita viene sconvolta, mentre scopriamo una Los Angeles notturna, cruda, violenta, indifferente, spietata. Non manca il consueto conflitto tra polizia ed Fbi. Molto coinvolgenti le sequenze di “spostamento” nelle zone della metropoli e tecnicamente evolute le scene dei delitti, specie tra la folla dei locali pubblici. Ma Mann vuole andare oltre il puro meccanismo e “approfondisce” i caratteri, sia del killer professionista sia di Max. I due si aprono man mano ad un “percorso” di autocoscienza, fino a sfiorare la filosofia, una sorta di esistenzialismo attualizzato, che tiene anche conto del cinema noir classico.

Franco Pecori

15 ottobre 2004

De-Lovely

film_delovely.jpgDe-Lovely
Irwin Winkler, 2004
Kevin Kline, Ashley Judd, Jonathan Price, Kevin McNally, Sandra Nelson.

Night and Day, Begin the Beguine, I Love Paris, queste ed altre 28 canzoni-capolavoro si possono ascoltare nel musical sulla vita del compositore americano Cole Porter (1892-1964). Le intrepretazioni sono, tra di altri, di Robbie Williams, Elvis Costello, Morissette, Lara Fabian, Natalie Cole. Anche soltanto per la musica, il film è da vedere. Quanto alla storia di Porter, Winkler ci riporta all’America ‘20-’60, con una vicenda ironica e impietosa, che parla, come dice la canzone Love for sale, di ogni amore, tranne quello vero.

 

Franco Pecori

15 ottobre 2004
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