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10 09 2010
 
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Cuore sacro

film_cuoresacro.jpgCuore sacro

Ferzan Ozpetek, 2005

Barbara Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Camille Dugay Comencini, Gigi Angelillo, Erica Blanc, Michela Cescon, Elisabetta Pozzi.

 

Folle altruista, così rischia di finire Irene (Bobulova), quando sente l’azienda di famiglia pesare sulle sue spalle come l’ingiustizia del mondo. “Brava” negli affari, Irene scopre che essere duri e spietati, come vorrebbe la zia (si rivede Gastoni), non si può fino in fondo, se dentro si sente battere il cuore “sacro”, il cuore umano che spesso si nasconde, ma che pure in ognuno c’è. La rivelazione ha il volto di una bambina (Comencini), ladra altruista, che Irene incontra per la strada. Angelo di strada, La piccola Benny porta in dote una “saggezza” sfrontata che conduce direttamente al cuore del problema: un popolo di poveri attende il cibo. Che fare? No Global? La tentazione è forte, il gesto “francescano” è un impulso dissacrante. Si può finire male, ma che fare? Ozpetek, qui più omogeneo che in La finestra di fronte, sembra voler prendere su di sé tutto il male della corruzione e dei “falsi in bilancio”. Ma attinge al mistero della “bontà” forse con qualche insistenza esplicativa di troppo.

 

 

 

Franco Pecori

25 febbraio 2005

Shark Tale

Shark Tale
Eric “Bilbo” Bergeron, Victoria Jenson, Rob Letterman, 2004
Animazione - nella versione originale: Jack Black (vc), Robert De Niro (vc), Angelina Jolie (vc), Martin Scorsese (vc), Will Smith (vc), Renée Zellweger (vc).

 

Risposta della Dreamworks al Nemo della Disney. Presentato a Venezia lo scorso settembre in una fragorosa anteprima a Piazza San Marco, il film è un capolavoro di tecnologia digitale che si regge sulla trovata di dare ai protagonisti acquatici, squali e tutta la popolazione di pesci, le sembianze di attori famosi, doppiati dalle loro stesse voci. Equivalente importanza ha l’impianto parodistico: nella città sommersa,i pesci come gli uomini. Oscar è il pesciolino (voce italiana di Tiziano Ferro) ambizioso,che si trova per caso a vestire i panni dell’eroe. Diventa amico di Lenny (voce di Luca Laurenti), squalo vegetariano (!), figlio-vergogna di Don Lino, il “boss” a cui ci si inchina dicendo “baciamo le pinne”. Pesce piccolo e ambizioso, Oscar rischia di provare sulla propria pelle quanto sia dura la vita se non si hanno “appoggi”. Ma poi, alla fine, si accorgerà che non è necessario guardare troppo in alto né troppo lontano per trovare la felicità. Gradevole la grafica computerizzata, anche se a tratti l’impressione è come di “fiore finto”.

 

Franco Pecori

25 febbraio 2005

Million dollar baby

film_milliondollarbaby.jpgMillion dollar baby

Clint Eastwood, 2005

Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel.

Oscar: film, Clint Eastwood (re), Hilary Swank (atr), Morgan Freeman (atnp). David Donatello: film str.

 

Continua la mirabile progressione di Eastwood verso l’intensità dei sentimenti e verso la maturità della visione del mondo, sostenuta da uno stile, ormai compiuto, che produce senso mentre dal senso trae forza estetica, al di là dei generi cui si ispira. Qui la coppia di vecchi pugili (lui e Freeman) non tragga in inganno. Si va ben oltre il solito film del boxeur “vissuto”, con un’ultima storia da raccontare. Freeman non è solo un’ottima “spalla”, è lo “sguardo” stesso del racconto, amaro e tenero, drammatico e spiritoso, dolorosamente necessario. Come in “Mystic River”, sofferenze nascoste, forse pene non espiate, pesano sulla vita dei protagonisti. C’è una figlia, in fondo all’anima di Frankie, che lo fa vivere sulla difensiva: “proteggere se stessi” è il suo motto, non solo per il ring. E la ragazza, che lo supplica di allenarla, lui la sente come una cupa minaccia. Infatti, Maggie (ottima Swank) si porta dietro una storia dura. Arriverà fino al match per il titolo, ma pagherà un prezzo molto più alto della “borsa” incassata. Il finale proietta sul film l’ombra tragica di un tema che invita alla discussione e che non riveliamo.

 

Franco Pecori

18 febbraio 2005

Sideways - In viaggio con Jack

film_sideways.jpgSideways
Alexander Payne, 2004
Paul Giamatti, Thomas Haden Church,Virginia Madsen, Sandra Oh.

Giamatti continua a coltivare i suoi personaggi depressi. In American Splendor (Sundance e Cannes 2003), intristito nell’ufficio documentazione di un ospedale per veterani, subiva il confronto col successo improvviso di un suo amico, autore comico. Qui, restando in atmosfera “indipendente”, viene valorizzato dal Payne di A proposito di Schmidt per un “approfondimento” letterario, tra passione per il vino e disperata vita da insegnante medio con vocazione di romanziere. E anche qui, obliquamente, c’è un alter ego, stavolta vitale e scapestrato (Church). Il romanzo (autobiografico) di Miles non verrà mai pubblicato e il suo amico Jack dovrà rassegnarsi al matrimonio, dopo la settimana di addio al celibato passata insieme tra vigne ed enoteche. Bugiardo bambinone, Jack dà sfogo agli istinti con la sensuale Stephanie (Oh) e Miles, esistenzialista del vino, sfiora l’avventura seria con Maya (Madsen), cameriera filosofa. Lieve e fluido come un pezzo di jazz in 4/4 suonato con le spazzole, il film sfiora lateralmente la serietà - un po’ come le cose di Woody Allen, ma con minore furbizia e con un senso della vita più convincente. E’ il volto di un’America altra, proprio “sideways”.

 

Franco Pecori

18 febbraio 2005

Il mercante di Venezia

film_ilmercantedivenezia.jpgThe Merchant of Venice

Michael Radford, 2005

Al Pacino, Jeremy Irons, Joseph Fiennes.

 

Venezia 1596. La città fa i conti con le fiorenti iniziative mercantili, che producono anche qualche problema di convivenza, specialmente con gli ebrei, i quali praticano l’usura, proibita invece per i cattolici. Inutile raccontare la commedia di Shakespeare. Diciamo che Pacino nei panni dell’usuraio Shylok dà ancora una grande prova e che il regista Radford riesce a mantenere uno sguardo dialettico, affrontando il tema dei rapporti tra denaro e valori morali.

 

 

Franco Pecori

11 febbraio 2005

Neverland - Un sogno per la vita

film_neverland.jpgFinding Neverland

Marc Forster, 2004

Johnny Depp, Kate Winslet, Julie Christie, Radha Mitchell, Dustin Hoffman.

 

«Un uomo che gioca tutto il giorno con i bambini». La signora Emma Du Maurier (Christie), madre della giovane vedova Sylvia (Winslet), non è contenta che la figlia frequenti sempre più spesso James Matthew Barrie (Depp), commediografo scozzese di successo, sposato, il quale sembra essere molto interessato, oltre che a Sylvia, ai suoi 4 figlioli. Siamo nella Londra degli albori del Novecento e sta per andare in scena una stranissima pièce che sconvolgerà le attese dell’alta società con un gioco di sfrenate e puerili fantasie. Assistiamo, in altre parole, alla nascita di “Peter Pan”, lo vediamo venir fuori dal quaderno di appunti del suo autore. James incoraggia i suoi piccoli amici a inscenare continuamente commedie: «In gran parte - dice - dovete immaginare, com’è giusto che sia». Insomma, li conduce fino all’Isola che non c’è, al Paese del Mai, che invece, forse, è il solo che c’è. Realtà e fantasia si rincorrono sotto specie dell’arte in un film emozionante, semplice, dalla forte capacità evocativa. Grandi gli attori, Depp in testa. Una parola in più merità Hoffman, fresco come acqua di sorgente, nella piccola parte dell’impresario teatrale.

 

Franco Pecori

4 febbraio 2005