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09 09 2010 |
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Quo vadis, baby?
Gabriele Salvatores, 2005 Angela Baraldi, Gigio Alberti, Claudia Zanella, Andrea Renzi, Elio Germano, Luigi Maria Burruano.
L’infanzia turbata dalla morte della madre (suicidio) e poi dai duri rapporti col padre “capitano” (Burruano), rapporti che tuttora perdurano, proietta in Giorgia (Baraldi) una strana inquietudine, che la rende curiosa sulla fine della sorella Ada (Zanella), “suicidatasi” a Roma 16 anni fa, dopo la contrastata fuga dalla famiglia. Giorgia, guarda caso, fa la detective nello stesso studio del padre. Quando un amico le fa avere una scatola di lettere e di vhs-diario di Ada, scatta l’indagine autobiografica. Un po’ italiano (fatti “privati”, di tipo “autobiografico”), un po’ americano (Detective story), il film si propone soprattutto come sperimentale. A cominciare dal titolo, che cita il Bertolucci dell’Ultimo tango, Salvatores esibisce impudicamente la sua ricerca stilistica (di Italo Petriccione la fotografia). Non è solo questione di riprese in digitale: è il mantenere in primo piano, rispetto alla narrazione, il valore stesso della scelta delle immagini e il problema del “fare film” inteso come “fare cinema”. Il risultato non è del tutto omogeneo, ma, in un certo senso, il regista si mette in questione, come al “primo film”.
Franco Pecori 27 maggio 2005
La storia del cammello che piange
Die Geschichte vom weinenden Kamel Byambasuren Davaa, Luigi Falorni, 2005 Nomadi della Mongolia meridionale (documentario).
Deserto del Gobi, Mongolia meridionale. Popolazioni nomadi vivono in modo che sa ancora di primitivo mentre i figli sognano il televisore e i videogiochi che vedono nelle rare occasioni in cui vanno, affrontando le dune sul dorso dei cammelli, fino al villaggio più grande: qualche tenda in più, una motocicletta, uno spaccio dove si possono comprare le pile elettriche chieste dal nonno. Ma al di là dei sogni, la base resta l’allevamento dei cammelli. Il documentario, bellissimo, racconta con spirito poetico le fatiche quotidiane di una famiglia di pastori nella cura amorevole dei propri animali. Candidato all’Oscar 2005, il film è un nobile esempio di documentarismo di scuola inglese, il cui punto più luminoso è, nella storia, “The man of Aran” (Robert J. Flaherty, 1934). Mantenendo la giusta “distanza” dalle cose, la cinepresa s’incanta a guardare la vita e ne coglie, senza sforzo, il senso più intimo. Qui siamo colpiti dalla sofferenza di un cammello femmina nel partorire e nel rifiutare il latte al suo piccolo. Poi dal “miracolo” che il suono rituale di un “violino” riesce a fare: il neonato potrà poppare dalla madre. Ma è anche tutto il resto del film, che non è fiaba, ad insegnarci molto. Franco Pecori 27 maggio 2005
Star Wars: Episode III, La vendetta dei Sith
George Lucas, 2005 Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel Jackson, Frank Oz.
Futuribile e medievale, dark e rosa, il film conclusivo della saga lucasiana svolge, al dunque, il tema del potere e dell’amore, guardando ad un futuro/passato («tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana») con un occhio strano, che attinge ad un armamentario post-tecnologico stralunato (mantelli e spade laser) e costruisce uno spettacolone impressionante strutturato su idee tradizionali. Il patto faustiano con il lato oscuro della Forza porta Anakin all’inferno, ma dalla sua Amidala nasceranno due gemelli redentori.
Franco Pecori 20 maggio 2005
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Marco Tullio Giordana, 2005Â Matteo Gadola, Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Vlad Alexandru Toma, Ester Hazan, Marcello Prayer, Andrea Tidona, Adriana Asti.
La meglio gioventù se n’è andata e le nuove generazioni vivono in un mondo difficile. Sandro, 13 anni, figlio di benestanti bresciani (bravo il debuttante Matteo Gadola), esce dall’infanzia ovattata ed entra in una brutta avventura. Durante una gita in barca a vela col padre (Boni), cade in mare ed è dato per disperso. Passa in acqua una notte piena di angoscia (la più intensa sequenza del film) e poi viene ripescato da un barcone di clandestini. Sandro ha un contatto duro, drammatico, con una vita che non immaginava, solo nell’inferno della migrazione, straniato nella contiguità di gente diversa. Il suo occhio “vergine” lo porta a credere in due ragazzi rumeni, Radu e Alina, ma quell’amicizia gli svelerà , nel finale, l’incubo della precarietà degradata dei “rifugi” metropolitani, dove la ragazzina è dovuta “crescere” in fretta. Sandro, ancora bambino, ci trasmette un Sos che non possiamo ignorare. Al di là di molte immagini “già viste” nelle attualità televisive, nei momenti di più schietta intenzione autoriale, Giordana sa cogliere, nella tradizione neorealistica, la speranza di un futuro migliore.
Franco Pecori 13 maggio 2005
I colori dell’anima - Modigliani
Ci sono tutti al Café Rotonde: Picasso, Utrillo, Soutine, Cocteau, Rivera, Stein, Modigliani. Pittori tirati giù dalla Storia dell’arte. Ma di arte, di che cosa fosse l’arte a Montparnasse nel 1919, nemmeno una parola. Molto ambiente, invece: la vita sregolata, l’odio mitologico tra “lo spagnolo” Pablo e “l’italiano” Modì. E soprattuto l’amore immenso e maledetto dell’ebreo Modigliani per la cattolica Jean Hebuterne. Forti sentimenti, pazzie, ubriacature, disperazioni, incomprensioni. Bravo Garcia, anche se, alla lunga, prevedibile.
Franco Pecori 13 maggio 2005
Nessun messaggio in segreteria
«La gente litiga, piange, soffre…mica per amore: per mancanza di talento». La commedia comincia così, col commento di Sonia (Falchi), la spogliarellista. A chi è rivolta la provocazione? Il tema vero sembra la timidezza esagerata di Piero (Favino). IL compito che il pensionato 70enne Walter (Delle Piane) si dà , di aiutare Piero a vivere (per ogni giovane che lavora c’è un anziano che sta in pensione), è solo un pretesto sociologico. Ed è l’occasione di un ruolo leggero per il bravo attore. I due registi, che passano al lungometraggio dalla pubblicità , riescono meglio nelle sequenze brevi, dove prevale la battuta brillante, l’allusione secca, il sottinteso tematico legato ai caratteri. Sono meno convincenti quando il film si dispiegherebbe in un racconto più cadenzato. Ben tratteggiata la situazione di Francesca (Indovina), operatrice ecologica, e di sua figlia Sara (Murgia), esempio di famiglia non borghese in embrione, due persone ben disposte alla semplice felicità . Mastandrea è utilizzato per una trovata un po’ forzosa, che lo vede nei panni di un immaginario Piero, sdoppiato in un ragazzo senza complessi.
Franco Pecori 6 maggio 2005
Le crociate
Ridley Scott, 2005 Orlando Bloom, Eva Green, Liam Neeson, Jeremy Irons, Ghassan Massoud, Brendam Gleeson, David Thewlis.
Riabilitazione del Saladino? Diciamo che il vero titolo, l’originale, del film è Kingdom of Heaven, Regno del Cielo, titolo che suggerisce una dimensione più profonda che non il riesame spettacolare di un periodo storico; e che Scott, regista non solo de Il gladiatore ma anche de I duellanti e di Blade Runner, ambienta nella fase più oscura delle Crociate (siamo nel 1184, quasi 90 anni dalla chiamata di Urbano II alla Guerra Santa) la storia di un giovane in cerca di verità , che va a Gerusalemme per guardarsi dentro. Il giovane maniscalco Balian (Bloom),in un momento critico della sua vita, viene riconosciuto dal padre, cavaliere tornato da Gerusalemme a cercare altri crociati, e ne eredita la spada. In Terra Santa troverà un mondo di valori distorti, dove «uccidere un infedele è la via al Paradiso». Toccherà a lui la difesa disperata della città dai musulmani guidati dal Saladino (Massoud). E lo farà prefigurando uno spirito nuovo: «Non per le mura ma per il popolo». Questa “nobiltà ” gli verrà riconosciuta dal vincitore, il “feroce” Saladino, civile e raffinato politico. Quanto allo “spettacolo”, le capacità del regista sono confermate in pieno.
Franco Pecori 6 maggio 2005
Dietro l’angolo
Assenza del padre. Scritto con sentimento, il film di Roberts, sceneggiatore che passa alla regia, mescola dramma e commedia, con l’aria autobiografica e “indipendente” di molte “opere prime” europee. Chiave del racconto è la ricomparsa misteriosa di Turner (Walken) nella vita del figlio Jason (Lucas), proprio mentre il nonno Henry (Caine) si appresta, con grande ironia, a dare l’addio al mondo. Jason e Turner, insieme a Zach (Bobo), ultimo nato della famiglia, spargeranno le ceneri del vecchio lungo un viaggio fino ad Albuquerque. Sarà un viaggio esistenziale.
Franco Pecori 6 maggio 2005
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