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09 09 2010
 
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La guerra dei mondi

film_laguerradeimondi.jpgWar of the Worlds

Steven Spielberg, 2005

Tom Cruise, Justin Chatwin, Dakota Fanning, Tim Robbins, Mirando Otto, David Alan Basche, Yul Vasquez, James DuMont, Daniel Franzese.

 

Ostili e invidiosi. Per nulla ingenui e tantomeno “teneri”, i marziani di questa guerra 2005 sono i parenti cattivi di E.T.: covano la conquista della Terra da tempi lontani, avendo nascosto nel sottosuolo i loro “tripodi”, terribili macchine, alte come i palazzi, capaci di incenerire qualsiasi cosa. La loro furia catastrofica è esagerata quanto il fracasso prodotto dalla loro attività. Il rumore colpisce allo stomaco e inebetisce. Paralizzati dalla paura, i cittadini americani nel film e gli spettatori di tutto il mondo nelle sale pregano che finisca. Dopo il film, si è tentati di andare a casa, chiudere la porta e non uscire per un bel po’. Passerà lo spavento? Con l’aiuto di Dennis Muren (otto Oscar per gli effetti speciali, tra cui E.T. e Jurassic Park), il regista ci fa sentire il mondo crollarci addosso. E contro i mostri invasori c’è solo la forza d’animo di un padre (Cruise) che cerca di salvare i propri figli. Se lo “spettacolo” è avvincente (ma i “bip” dei marziani di Byron Haskin, del 1953, resta indimenticabile), la storiellina padre-figli è da “prima serata” Tv, generalista. Non a caso Ray copre spesso gli occhi della piccola figlia, per risparmiarle l’orribile scena.

 

Franco Pecori

29 giugno 2005

La maschera di cera

film_lamascheradicera.jpgHouse of Wax

Jaume Collet-Serra, 2005

Elisha Cuthbert, Brian Van Holt, Chad Michael Murray, Paris Hilton, Jared Padalecki, Jon Abrahams, Robert Ri’chard.

 

Tutto risale al 1974, quando Vincent era legato al seggiolone dai genitori. Ma non è questo il valore del film. Molto più di una maschera, la cera è elemento fondante (e fondente) di un’apocalisse orrorifica, tanto orribilmente spettacolare da coprire, alla lettera, il volto psicologico della storia, la molla recondita (ma nemmeno tanto) della malvagia perversione dei mostri protagonisti. Si comincia in modo banale, sembra. Una gita di ragazzi che vanno a vedere una partita. L’introduzione è un po’ lenta, con la presentazione dei caratteri e della situazione. Ma poi si va velocemente verso l’abisso. Tutto quello che sembrava ovvio e scontato diviene fonte di apprensione. Gesti e modi dei personaggi, i loro piccoli problemi di relazione, sono esibiti con una semplicità esagerata per essere “vera”. Sentiamo che stanno per arrivare cose molto strane. Lo scenario si fa sempre più tetro, i ragazzi si ritrovano “prigionieri” in un villaggio fantasma. E si scatena una serie progressiva di impatti violenti, degni dell’horror più aggiornato sulle tecnologie d’avanguardia. La cera si scioglie…

 

Franco Pecori

27 giugno 2005

Le pagine della nostra vita

film_lepaginedellanostravita.jpg

The Notebook

Nick Cassavetes, 2005

Ryan Gosling, Rachel McAdams, James Garner, Gene Rowlands,

Sam Sheppard, Joan Allen, David Thornton, James Marsden.

 

Allie ha 19 anni. Figlia di borghesi, carattere esplosivo, s’innamora perdutamente di Noah, giovane falegname. Siamo negli anni ‘40. La scintilla scocca a Seabrook, nel Nord Carolina, un’estate in villeggiatura. I genitori di Allie, soprattutto la mamma, non vedono futuro nell’amore della loro figlia per quel giovane così “semplice”. La storia ci è narrata da un maturo signore, che la legge, oggi, ad una donna in una casa di risposo. La donna, senza più memoria, si emoziona al racconto e, a tratti, sembra ricordare. Energia e sogno vanno insieme in questo film dal tocco “indipendente”, che ridà alla parola “sentimentale” un senso, nel contesto post-moderno del rimescolio dei generi. Cassavetes, figlio di John, autore nel ‘59 del rivoluzionario “Shadows”, gestisce con sensibilità contemporanea il complesso tema dei sentimenti, che possono legare le emozioni di genitori e figli in un’unica esperienza. Coinvolgente l’apporto degli attori. E non è un film ingenuo. A ben vedere, si può cogliere l’imput per una discussione su ciò che unisce e ciò che divide, a partire da una storia sentimentale. Il finale, che non riveliamo, struggente e doppio, sarà una bella sorpresa.

Franco Pecori

24 giugno 2005

La piccola Lola

film_lapiccolalola.jpgHoly Lola

Bertand Tavernier, 2005

Jacques Gamblin, Isabelle Carré, Bruno Putzulu, Lara Guirao.

 

Tanto “vero” da sembrare un documentario, il film del francese Tavernier fa un quadro realistico e drammatico della situazione adozioni nel Sudest asiatico, particolarmente in Cambogia, dove sono ancora gravi le conseguenze della guerra del Vietnam. La “burocrazia” locale, combinata con accordi internazionali tutt’altro che trasparenti, va in scena in un teatro della follia, che coinvolge i sentimenti autentici di chi vuole adottare una piccola creatura e, insieme, pone il problema, più profondo, dei rapporti tra mondo “vincente” e Paesi in difficoltà ormai storica.

 

Franco Pecori

17 giugno 2005

My summer of love

film_mysummeroflove.jpgMy summer of love

Pawel Pawlikowski, 2005

Natalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine.

 

Phil svuota le bottiglie di whiskey e di Vodka del suo pub. Colpito da un’illuminazione religiosa dopo aver scontato il carcere, vuole trasformare il locale: non più bere, ma pregare. Avrà un bel da fare con la sorella, sperduta e ruvida. La solitudine (siamo in un paesino dello Yorkshire) non aiuta la ragazza, la quale sembra trovare conforto in una coetanea venuta lì in vacanza. Scorre, sotterranea, una vena vagamente diabolica. I personaggi si muovono sul filo della difficile scelta tra Bene e Male. Ne viene fuori un film inquieto e stilisticamente interessante.

 

Franco Pecori

17 giugno 2005

Batman Begins

film_batmanbegins.jpgBatman Begins

Christopher Nolan, 2005

Christian Bale, Michael Caine, Liam Neeson, Katie Holmes, Gary Oldman, Cillian Murphy, Morgan Freeman.

 

Un po’ di Male può far bene al Bene. Dipende dalle motivazioni. Quelle del Cavaliere Nero veniamo a sapere che hanno origine personale. Il ragazzino, figlio di genitori ricchi, potenti e buoni, ha visto uccidere il padre all’ uscita dal teatro, una sera, da parte di un volgare delinquente. Da allora non ha trovato più pace. E, man mano, si è reso conto che di delinquenti ve ne sono molti altri, anche meno volgari. Sete di vendetta e istanza di giustizia si mescolano fino a sublimare il corpo di Bruce in pipistrello. L’azienda che il padre avrebbe lasciato in eredità a Bruce è finita nelle mani di un presidente che bada solo ad arricchirsi. Giudici e poliziotti sono governati da un boss mafioso. E la loro salute mentale è inquinata da un malvagio psichiatra. La voglia di “purificazione” è forte in Bruce, il quale si sottopone a iniziazioni non proprio chiarissime pur di ripulire Gotham, la sua città. Con lui, nella squadra dei buoni, il maggiordomo, un’amica d’infanzia, un detective e un ricercatore scientifico. Se non vedrete in quel mondo riferimenti troppo diretti al vostro, vi godrete le entusiasmanti prodezze di Batman.

 

Franco Pecori

17 giugno 2005

La diva Julia

film_ladivajulia.jpgBeing Julia

István Szabó, 2005

Annette Bening, Jeremy Irons, BruceGreenwood, Miriam Margolyes, Juliet Stevenson, Shaun Evans, Michael Gambon.

 

«Non lasciare che il mondo di fuori contamini il tuo dono». Julia Lambert, attrice diva, ha il teatro nel sangue e ascolta la “voce” che le suggerisce di non uscire mai dalla “scena”. Tratto dal romanzo di W. Somerset Maugham, il film dell’ungherese Szabo (Mephisto, Oscar 1981) mostra e dimostra l’essenza del teatro, svolgendo -per così dire- alla nostra presenza il tema di “finzione e realtà”, grazie anche alla intelligente interpretazione di Annette Bening, doppiata argutamente da Mariangela Melato. Londra, anni Trenta. Julia/Bening (fusione perfetta) rappresenta in modo esemplare la valenza drammatica del gioco scena-realtà. La diva domina se stessa e ciò che le sta attorno, copioni e amori compresi, finché fattori “esterni” non la chiamino a confrontarsi con la “vita”. Quando un giovane spudorato la tradisce, “raccomandandole” un’attricetta, la diva, costretta a misurarsi con la meschinità “vera”, fa ricorso alle sue risorse più profonde e specifiche, recuperando la dimensione scenica, solo per un momento smarrita, e sfoderando una beffa risolutiva, finale. Inutile sottolineare il cast regale.

 

Franco Pecori

10 giugno 2005

Terra promessa

film_terrapromessa.jpgPromised land

Amos Gitai, 2005

Hanna Schygulla, Anne Parillaud, Diana Bespechni, Rosamund Pike.

 

Nel deserto del Sinai, otto donne, rapite in Estonia, si praparano a passare la frontiera. Dalle mani dei beduini passeranno a quelle dei trafficanti di esseri umani, ad Eilat, nel Mar Rosso, fino ad Haifa. Gitai, al solito, guarda la materia da vicino, macchina a mano, suono in diretta. Sembra dirci: è la pura verità. A tratti, persino, siamo talmente “dentro” che stentiamo a capire bene la prospettiva. Ma la sensazione è comunque forte. La Schygulla, sempre grande, fa la parte della tenutaria e, paradossalmente, “riscatta” il destino delle vittime sciagurate.

 

Franco Pecori

6 giugno 2005

Saved! Il Paradiso ci aiuta

film_saved.jpgSaved!

Brian Dannelly, 2005

Jena Malone, Mandy Moore, Macaulay Culkin, Patrick Fugit, Eva Amurri, Heather Matarazzo, Chad Faust.

 

L’amore per Gesù, anzi per Jesus, può giocare brutti scherzi e stravolgere la vita di giovani in buona fede. Siamo in America. Mary (Malone), che frequenta l’ultimo anno all’American Eagle Christian High School, è chiamata improvvisamente ad una dura prova: il suo ragazzo è gay e deve “salvarlo”. L’impegno è gravoso e lei resta incinta. L’ambiente, molto “per bene”, si rivela un ostacolo in più. Non tutto ciò che riluce è oro. Ma, alla fine, le buone intenzioni verranno premiate.

 

Franco Pecori

3 giugno 2005

Le strane coincidenze della vita

film_lestranecoincidenzedellavita.jpgI heart Huckabees

David O.Russell, 2005

Dustin Hoffman, Isabelle Huppert, Jude Law, Jason Schwartzman, Lily Tomlin, Mark Wahlberg, Naomi Watts.

 

Chi è l’assassino? Questa volta l’indagine è molto speciale. E speciali sono Bernard e Vivian Jaffe (Hoffman/Tomlin) - investigatori specializzati in metafisiche orientali. I due “Detective Esistenziali” vengono assoldati da Albert (Schwartzman), ambientalista sull’orlo del dubbio, che non ha pudori, sembra, nel porsi le domande fondamentali: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Il contrario è Brad (Law), giovane dirigente dei magazzini Huckabees, il quale vuole sponsorizzare proprio l’attività di Albert. Il compito dei Jaffe è reso più arduo dalla concorrenza della filosofa francese Caterine (Huppert), seguace di Sartre. E’ guerra tra due concezioni: siamo legati insieme da una specie di coperta multiforme, o siamo individui nel Nulla? L’indagine si complica in una catena di battute comiche senza respiro, in un intreccio psicoculturale degno di Allen. Potete partire da qualsiasi punto. Chiedetevi, per esempio, se vi vergognate di essere tristi quando vi muore il gatto. Ma poi, è sicuro che Albert dica la verità e che il suo vero problema sia di salvare la palude e il bosco? Chi è l’assassino delle migliori idee?

 

Franco Pecori

3 giugno 2005
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