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10 09 2010
 
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Shrek Terzo

film_shrekterzo.jpgShrek the third
Chris Miller, Raman Hui, 2007
Animazione. Mike Myers (Shrek), Eddie Murphy (Ciucchino), Cameron Diaz (Fiona), Antonio Banderas (Gatto con gli stivali), Rupert Everett (Principe Charming), Justin Timberlake (Principe Artie).

Fuori dal ruolo e nel ruolo. A sei anni dalla prima uscita (Shrek, 2001) e a tre dalla seconda (Shrek 2, 2004), il gioco continua. Nei panni di Shrek Terzo, re del fantastico regno di Molto Molto Lontano, il simpatico orco non riesce a vedersi e pensa con nostalgia alla sua putrida dimora usuale. Però il suocero, padre della principessa Fiona, ha preso a cuore il matrimonio della figlia col bonario gigante verde e si è persino rassegnato alla mutazione fisica della giovane, ormai verde anche lei. Sicché, al momento del fatale trapasso mette nelle mani di Shrek i destini del regno. Shrek non resiste all’idea di vivere il resto dei propri giorni chiuso nella reggia e prigioniero dei riti regali. Sogna invece una vita “normale”, tanto più che Fiona gli darà presto dei figli. La soluzione ci sarebbe, ma l’orco deve rintracciare l’altro possibile erede al trono, Arthur. Il ragazzo, ancora studente, avrà bisogno di incoraggiamento, dovrà acquistare fiducia in sé e superare la concorrenza di Charming, principe biondo e tracotante. Con un po’ di psicologia e con un po’ di magia (c’è un Potter dietro l’angolo) tutto andrà a posto. Solita simpatia anche di Ciucchino e di Gatto con gli stivali. Ma i doppi sensi e le metafore attinte un po’ da altre fiabe e un po’ (molto) dalla filosofia basica targata Disney vanno scolorendo, lasciando scoprire in oro la tecnica DreamWorks. Alla fine, il “mondo alla rovescia” risulta non tanto diverso da quello, non meno utopico, di un certo regno che tutti conosciamo, chiamato Molto Molto Vicino.

Franco Pecori

31 agosto 2007

Toronto, cinema italiano in anteprima mondiale

 

Particolarmente significativa quest’anno la presenza del cinema italiano
al 32° Toronto International Film Festival (6-16 settembre):
otto film e almeno sette coproduzioni.

Novità assoluta le tre anteprime mondiali:

- il film di Silvio Soldini, Giorni e Nuvole, nella sezione Contemporary World Cinema;
- La terza madre, l’ultimo thriller di Dario Argento, interpretato dalla figlia Asia, che chiude la Trilogia delle Tre Madri (Suspiria e Inferno), in Midnight Madness;
- il film di Alessandro Capone, una co-produzione Italia/Lussemburgo/Belgio con Isabelle Huppert, L’Amour caché, nella sezione Visions.

cinema_soldini.jpg
Silvio Soldini

 Centochiodi di Ermanno Olmi nella sezione Masters.
L’ora di punta di Vincenzo Marra, Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti e In memoria di me di Saverio Costanzo, nella sezione Contemporary World Cinema.

Europa 2005, 27 Octobre di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, in Wavelenghts.

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Nelle diverse sezioni del Festival, tra l’altro, un ampio numero di coproduzioni di altissimo profilo, tra cui il nuovo film di François Girard, Seta, tratto dal romanzo di Alessandro Baricco e interpretato dall’attrice inglese Keira Knightley; Disengagement diretto da Amos Gitai (protagonista Juliette Binoche), Ne touchez pas la hache di Jacques Rivette, Les Amours d’Astrée et de Céladon di Eric Rohmer, Erik Nietzsche - De Unge Ã…r di Jacob Thuesen, Erzählung di Hannes Schüpbach e It’s a Free World… di Ken Loach.

 

Ad accompagnare i film, una nutrita delegazione di protagonisti del cinema italiano: Raz Degan per Centochiodi; Daniele Luchetti per Mio fratello è figlio unico; Vincenzo Marra per L’Ora di punta; Silvio Soldini per Giorni e Nuvole; Dario Argento per La terza madre; Alessandro Capone per L’Amour caché.

 

28 agosto 2007

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni

film_quattromesi.jpg4 luni, 3 saptmani si 2 zile
Christian Mungiu, 2007
Laura Vasiliu, Anamaria Marinca, Vlad Ivanov, Alexandru Potocean, Luminita Gheorghiu, Adi Carauleanu.
Cannes, Palma d’Oro

Storia minima, intima, tragica. Storia personale in un quadro più vasto, di una realtà sociale ancora recente (Bucarest 1987) eppure così lontana da sembrare ormai lunare, agghiacciante. Suspence da thiller/noir in un racconto semplice quanto complesso; così diretto, “elementare” da divenire progressivamente profondo e intricato fino al mistero. Quadro squallido di una città cupa, povera, dove «il gas dopo le 8 è debole», dove le Kent si trovano solo al mercato nero. E gli alberghi sembrano prigioni sorvegliate da secondini severi e corruttibili. E i giovani scelgono il Politecnico per salvarsi dai campi di lavoro. Nella Casa dello Studente, Gabita (Vasiliu) e Otilia (Marinca) condividono la stanza e ne prenotano un’altra, in albergo, per una necessità inconfessabile. Gabita, bruna e introversa, è incinta di oltre 4 mesi e vuole abortire. Proibito dalla legge. Otilia, bionda ed energica, aiuta l’amica ad organizzare l’operazione clandestina. Mungiu mostra di sapere che cos’è il cinema, il cinema oltre lo schermo, il cinema che non c’è nell’inquadratura ma che, fuori dal film, è nel film come assenza importante, come cancellazione dei generi e, insieme, come uso metaforico della “diretta”. E che altro può essere, se non metafora, l’inquadratura diretta di una “realtà”? Thriller fuori dal thriller, noir fuori dal noir, il film del romeno Mungiu, Palma d’oro a Cannes, è nuovo e antico (i francesi se ne intendono di Nouvelle Vague), di quel tanto che lo rende inquietante nel contesto fragoroso dello star-system e del moviolismo universale. Eccezionale la bravura delle due attrici, soprattutto Marinca, che il regista utilizza per esprimere, miracolosamente, l’intrigo dell’anima nel contesto straniato e tragico, non dell’aborto ma dell’incomprensione  cementizia della società verso drammi così personali e specifici. Esemplare tutta la sequenza di Otilia, costretta a lasciare Gabita distesa a letto, con la sonda inseritale dall’ostetrico clandestino e “porco”, e correre a casa del fidanzato dove si festeggia il compleanno della madre di lui. A tavola, si compie il rito di una gente piccola, media, stupida, mentre il volto della giovane ospite rivela un’agitazione sfumata e incontenibile. Viene in mente la caduta del Muro, forse immeritata da quei commensali. E bene ha fatto Mungiu a mostrar loro, nel finale, il corpicino del “reato”. Da scemi scandalizzarsi per quell’inquadratura.

Franco Pecori

24 agosto 2007

Sicko

film_sicko.jpgSicko
Michael Moore, 2007
Documentario

Sick, malato. Sarebbe da curare. Ma negli States c’è un problema, dice Bush: «Troppi medici non hanno lavoro». E’ la prima immagine del film, un primo piano del presidente americano, quello eletto, secondo Moore, grazie a brogli in Florida (cfr. Fahrenheit 9/11, Palma d’oro a Cannes 2004). Michael Moore, la cui fama di documentarista di denuncia risale all’Oscar ottenuto già per Bowling a Columbine (2002), entra immediatamente nel vivo della polemica, con un chiaro paradosso d’attacco. I dati sulla Sanità in Usa parlano di tutt’altro problema. Nel paese che fa della libertà la propria bandiera, ci si può curare solo attraverso l’assicurazione privata. Liberi di scegliere la compagnia assicuratrice, i cittadini devono però superare alcune difficoltà: costi alti, elenchi selettivi per l’accesso all’assistenza (malattie pregresse, ecc.), forte tendenza al “risparmio” da parte degli assicuratori. Sicché risulta che 50 milioni di americani (9 milioni sono bambini) non si possono permettere copertura sanitaria. E per i 250 milioni di persone che ne sono in possesso, si tratta comunque di una copertura non totale. Resta sempre un margine di rischio nelle mani dei burocrati “risparmiosi”. Il dato riassuntivo è che, nella classifica dell’Organizzazione mondiale della sanità, gli Stati Uniti sono al 37° posto (la Francia è prima, seconda è l’Italia). Questo, dice il film, è dovuto al principio “liberale” per cui negli Usa non sono le cure ad essere negate, ma solo il pagamento. Una vistosa conseguenza è descritta nella prima parte di Sicko, quando vediamo una coppia di cinquantenni “rifugiarsi” in casa del figlio ventenne con tutti gli averi che restano loro, trasportati in due auto. Niente più casa. Neanche più un dollaro per curarsi. Il contraltare è oltre confine, in Canada e in Europa, in Gran Bretagna, in Francia, paesi dove la libertà si misura nell’assistenza sanitaria gratuita. Tutto questo sarebbe valido anche senza il film. Ma Moore rende efficace il discorso con una serie di scene-testimonianza ritagliate dal vero, dove gli “attori” esemplificano la vita vissuta. Anche se la ripresa non è “diretta”, il grado di realismo è adeguato ai contenuti; e il documentario, come ogni documentario, non fa che rafforzare la credibilità dei riferimenti proprio nella misura del formato artistico della rappresentazione, qui intessuta col filo dell’ironia. Nella serie di brevi episodi esemplificativi, colpisce lo stupore dei canadesi e degli europei, medici e gente comune, i quali, rispetto alle diverse cure mediche, si mostrano sorpresi dalla domanda: quanto costa? E la risposta è sempre la stessa: è gratis! Sarcastica la sequenza degli eroici “soccorritori dell’11 settembre”, i quali, ammalatisi per aver prestato generosa opera, si “rifugiano” a Cuba, chiedendo di essere curati ne più ne meno come il governo americano cura i prigionieri a Guantanamo.

Franco Pecori

24 agosto 2007

Frédéric Maire: Locarno, luogo delle diversità

-Dal direttore del festival di Locarno, Frédéric Maire, il bilancio dell’edizione 2007

«E’ un risultato più che positivo. Abbiamo avuto un aumento di presenze nelle sale e più accreditati. In Piazza Grande, le cattive condizioni del tempo hanno portato a una piccola riduzione di pubblico, ma con The Bourne ultimatum abbiamo fatto il pienone di 8.500 spettatori. Significativo anche il successo di Planet terror, che in seconda serata ha sfiorato quota 5 mila. Ritengo inoltre molto importante che un cinema non facile come quello del taiwanese Hou Hsiao-hsien, che ha avuto il Pardo d’onore alla carriera, abbia avuto 7.100 appassionati in piazza».

-Quali sono state le novità nell’articolazione delle sezioni che reputa più soddisfacenti?

«Lo scorso anno, all’inizio del mio mandato, abbiamo posto le basi. Ora le stiamo affinando. Importante l’unificazione della rassegna ‘Cineasti del presente’, diventata competitiva, con i Video. Questo ha portato un pubblico molto più ampio a film che rischiavano di rimanere in una nicchia. Un’altra soddisfazione giunge dalle sale piene, anche le altre sezioni sono andate bene. Ora possiamo solo limare».

-Quali sono state le maggiori difficoltà nell’organizzazione?

«In un primo tempo, abbiamo temuto di non trovare tanti film in Europa, poi abbiamo scoperto che la nostra preoccupazione era infondata. Certo, è difficile trovare personalita’ disposte a venire in giuria per 11 giorni in agosto: di solito, o girano film o sono in vacanza. Ma anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Infine, il problema finanziario. Proprio di recente, l’Ufficio federale svizzero per la cultura ha aumentato i fondi per Locarno, passando da 1,2 milioni di franchi l’anno a l, 35. E’ molto importante, ma non basta. Dobbiamo cercare altri sponsor nel privato».

-La nascita di nuovi festival, come quello di Roma, può creare problemi a Locarno?

«Il nostro concorrente numero uno è Venezia, ma abbiamo identità diverse. E’ chiaro che Roma è un rivale in più, ma i film ci sono e la nostra selezione lo dimostra. Il problema è il cinema italiano: abbiamo film da Hollywood, prendiamo film francesi prima che escano nelle sale, ma con l’Italia non ci riesce.  Tutti vogliono Venezia o Roma. L’Italia non capisce che Piazza Grande è un luogo da considerare per lanciare film importanti. Spero che la visita del ministro Rutelli durante il festival e il successo della rassegna dimostrino che venire qui vale la pena. Comunque, siamo riusciti lo stesso ad avere una presenza italiana di livello».

-Lei ha parlato di identità diverse…

«Piazza Grande è il luogo delle diversità assolute. Io voglio un festival sempre più ricco e diverso dagli altri, pieno di contrasti. Andremo oltre nell’idea di un festival di fuochi d’artificio del cinema, dove il pubblico incontra attori e autori con una facilità altrove impensabile. Questo è Locarno».

 

 

Irène Jacob : La prima volta da presidente di giuria

 

cinema_jacob.jpg

- Irène, difficile giudicare i film?

«Vederne una ventina in dieci giorni è stato un impegno importante. E c’erano da discutere i criteri di valutazione, ogni film ha un suo posto nel contesto della selezione. La giuria è composta da registi e attori provenienti da diverse parti del mondo, dal Brasile all’Italia, dalla Cina alla Francia, e abbiamo ragionato insieme, con molta sincerità e rispetto. Abbiamo tenuto conto anche della specificità del festival: Locarno è una rassegna di giovani e qui il pubblico è al centro di tutto».

-Nella sezione del festival ‘Film dei giurati’, in cui potete indicare una pellicola rappresentativa della vostra carriera, lei ha scelto La doppia vita di Veronica di Kieslowski. Perche’?

 «E’ stato il mio primo film importante, quello della consacrazione a livello internazionale. Inoltre, mi sembrava doveroso rendere un omaggio a Kieslowski. Lui mi ha insegnato molto e sono stata felice di poterlo ricordare con questo film».

- Ha conosciuto Antonioni recitando in Al di là delle Nuvole. Come ricorda il grande regista?

«Mi è piaciuto moltissimo recitare con Antonioni. Avevo amato i suoi film e nutrivo una grande ammirazione per lui. Aveva ancora una forte passione per il lavoro e ci metteva molta energia. La notizia della sua scomparsa mi ha dato tanta tristezza».

- Lei è spesso impegnata nel teatro. Lo preferisce al cinema?

«No, mi piace alternare. Per me la cosa piu’ importante è vedere quali sono le persone con cui devo lavorare, non se sono sul palcoscenico o sul set. Ultimamente ho recitato in due film: l’italiano Nessuna qualita’ agli eroi, diretto da Paolo Franchi, in concorso al festival di Venezia 2007, e l’americano La vita interiore di Martin Frost, per la regia dello scrittore Paul Auster, invitato a San Sebastian a fine settembre. Poi, a gennaio 2008, sarò in teatro, all’Odeon di Parigi, con Caterina di Heilbronn di Kleistâ€.

 

Interviste di Giovanni Casa
 

 

 

11 agosto 2007

Locarno, vince il giapponese “Ai no yokan” (La rinascita)

 

60. Festival del Film di Locarno
1-11 agosto 2007

  

Pardo d’oro a La rinascita 
del giapponese Masahiro Kobayashy

cinema_locarno2007kobayashy.jpg

 

Migliori attori (ex aequo)

Michel Piccoli (Sous les toits de Paris, di Hiner Saleem – Francia)
Michele Venitucci (Fuori dalle corde, di Fulvio Bernasconi – Svizzera/Italia)

Migliore attrice

Marian Alvarez (Lo mejor de mi, di Roser Aguilar – Spagna)

Migliore regia

Philippe Ramos (Capitaine Achab- Francia/Svezia)

 

Premio Speciale della Giuria Ciné

Imatra di Corso Salani, Italia (Cineasti del presente)

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IRENE JACOB: MI PIACE LOCARNO, IL PUBBLICO E’ AL CENTRO DI TUTTO
Cinema o Teatro? Per me contano le persone con cui devo lavorare

Grata a Kieslowski che l’ha resa famosa nel mondo con La doppia vita di Veronica e col Film rosso, ammiratrice di Antonioni che l’ha voluta nel IV episodio delle Nuvole, Irène Jacob, a Venezia 2007 in uno dei tre film italiani in concorso, Nessuna qualità agli eroi, di Paolo Franchi, parla della sua nuova esperienza, di presidente della giuria del 60. festival di Locarno.

cinema-irene-jacob.jpg
Leggi l’intervista a Irène Jacob

 

 

«PIAZZA GRANDE, LUOGO DELLE DIVERSITA’»

Il direttore del festival di Locarno, Frédéric Maire, parla del successo di pubblico: 8500 spettatori per The Bourne ultimatum e oltre 7000 per il film del taiwanese Hou Hsiao-hsien. E spera che il cinema italiano si accorga presto dell’importanza di  Locarno, «luogo delle diversità assolute», dove «dove il pubblico incontra attori e autori con una facilità altrove impensabile.

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leggi l’intervista a Frédéric Maire

 

 

 

 

 

IL PROGRAMMA
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PRIMA SERATA

1 JOURNÉE
di Jacob Berger – Svizzera/Francia – 2007 – 103 min
con Bruno Todeschini, Natacha Régnier, Noémie Kocher, Louis Dussol, Hiro Uchiyama,
Cyril Couton
Prima mondiale
THE BOURNE ULTIMATUM
di Paul Greengrass – Stati Uniti– 2007 – 120 min
con Matt Damon, Julia Stiles, Joan Allen, David Strathairn, Paddy Considine, Brian
Cox, Edgar Ramirez, Scott Glenn
Prima europea
CINEMA MUNDI
di Stefano De Luigi – Italia – 2007 – 7 min
DEATH AT A FUNERAL
di Frank Oz – Stati Uniti/Olanda/Germania/Gran Bretagna – 2007 – 90 min
con Matthew Macfadyen, Keeley Hawes, Andy Nyman, Ewen Bremner, Daisy
Donowan, Alan Tudyc, Jane Asher, Kris Marshall, Rupert Graves, Peter Egan, Peter
Dinklage
Prima internazionale
THE DRUMMER
di Kenneth Bi – Hong Kong/Taiwan/Germania – 2007 – 115 min
con Jaycee CHAN, Tony KA FAI LEUNG, Sinje LEE, Roy CHEUNG, Josie HO, Kenneth
TSANG
Prima mondiale
HAIRSPRAY
di Adam Shankman – Stati Uniti– 2007 – 117 min
con John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Amanda Bynes, Elija Kelley,
Queen Latifah, Nicole Blonsky, Zac Efron
Piazza Grande
MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO
di Daniele Luchetti – Italia/Francia – 2007 – 105 min
con Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Angela Finocchiaro, Luca Zingaretti, Anna
Bonaiuto, Massimo Popolizio, Ascanio Celestini
SON OF RAMBOW
di Garth Jennings – Gran Bretagna/Francia – 2007
con Zofia Brooks, Neil Dudgeon, Tallulah Evans, Adam Godley, Jessica Hynes, Diane
Leach
Prima i n ternazionale
VEXILLE
di Fumihiko Sori – Giappone – 2007 – 109 min
con le voci di Meisa Kuroki, Shosuke Tanihara, Yasuko Matsuyuki, Takahiro Sakurai,
Romi Paku, Tetsuya Kakihara
Prima mondiale – Film d’apertura
LE VOYAGE DU BALLON ROUGE
di Hou Hsiao-Hsien – Francia – 2007 – 113 min
con Juliette Binoche, Simon Iteanu, Song Fang, Hippolyte Girardot, Louise Margolin
WAITRESS
di Adrienne Shelly – Stati Uniti– 2007 – 104 min
con Keri Russell, Nathan Fillion, Cheril Hines, Jeremy Sisto, Andy Griffith
Prima internazionale
WINNERS AND LOSERS
di Lech Kowalski – Francia/Stati Uniti– 2007 – 80min
Prima mondiale – Film di chiusura

 

SECONDA SERATA

1408
di Mikael Håfström – Stati Uniti– 2007 – 104 min
con John Cusack, Mike Enslin, Samuel L. Jackson, Gerald Olin
Prima internazionale
CHICAGO 10
di Brett Morgen – Stati Uniti– 2007 – 103 min
con Nick Nolte, Mark Ruffalo, Roy Scheider, Hank Azaria, Jeffery Wright, Liev
Schrieber, Dylan Baker
Prima internazionale
KNOCKED UP
di Judd Apatow – Stati Uniti– 2007 – 129 min
con Seth Rogen, Katherine Heigl, Paul Rudd, Leslie Mann, Jay Baruchel, Jonah Hill,
Jason Segel
NICHTS ALS GESPENSTER
di Martin Gypkens – Germania – 2006 – 120 min
con August Diehl, Chiara Schoras, Fritzi Haberlandt, Janek Rieke, Stipe Erceg
Prima internazionale
PLANET TERROR
di Robert Rodriguez – Stati Uniti – 2007 – 105 min
con Rose McGowan, Marley Shelton, Freddy Rodriguez, Josh Brolin, Jeff Fahey,
Michael Biehn, Naveen Andrews, Stacy Ferguson,
THE SCREENING
di Ariane Michel - Francia – 2007 – 23 min
VOGLIAMO ANCHE LE ROSE
di Alina Marazzi – Italia / Svizzera – 2007 – 85 min
con Anita Caprioli, Teresa Saponangelo, Valentina Carnelutti
Prima mondiale

 

Concorso internazionale

19 film per il Pardo d’oro.
Sette le opere prime, quattro le opere seconde.

 

AI NO YOKAN (The Rebirth)
di Masahiro Kobayashi – Giappone – 2007 – 102 min
con Masahiro KOBAYASHI, Makiko WATANABE, Harumi NAKAYAMA
Prima mondiale
BOYS OF TOMORROW
di NOH Dong-seok – Corea del Sud – 2006 – 93 min
con KIM Byeong-seok, YU A-in, CHOI Jae-sung
Prima internazionale
CAPITAINE ACHAB
di Philippe Ramos – Francia/Svezia – 2007 –100 min
con Denis Lavant, Virgil Leclaire, Dominique Blanc, Jacques Bonnaffé, Jean–François
Stévenin, Hande Kodja, Carlo Brandt, Philippe Katerine
Prima mondiale
CONTRE TOUTE ESPÉRANCE
di Bernard Émond – Canada – 2007 – 89 min
con Guylaine Tremblay, Guy Jodoin, Gildor Roy, René–Daniel Dubois
Prima mondiale
EXTRAORDINARY RENDITION
di Jim Threapleton – Gran Bretagna – 2007 – 77 min
con Omar Berdouni, Andy Serkis, Ania Sowinski
Prima mondiale – Opera prima
FREIGESPROCHEN
di Peter Payer – Austria/Lussemburgo – 2007 – 96 min
con Frank Giering, Lavinia Wilson, Corinna Harfouch, Robert Stadlober, Alfred Dorfer,
Thierry van Werveke
Prima mondiale
FRÜHER ODER SPÄTER
di Ulrike von Ribbeck – Germania – 2007 – 91 min
con Lola Klamroth, Peter Lohmeyer, Harald Schrott, Beata Lehmann, Fabian Hinrichs,
Thorsten Merten, Katharina Heyer, Marie–Lou Sellem
Prima mondiale – Opera prima
FUORI DALLE CORDE
di Fulvio Bernasconi – Svizzera/Italia – 2007 – 85 min
con Michele Venitucci, Maya Sansa, Juan Pablo Ogalde, Vilim Matula, Claudio
Misculin
Prima mondiale – Opera prima
HAÃTI CHÉRIE
di Claudio Del Punta – Italia – 2007 – 100 min
con Yeraini Cuevas, Valentin Valdez, Jean Marie Guerin, Juan Carlos Campos
Prima mondiale
JOSHUA
di George Ratliff – Stati Uniti – 2007 – 105 min
con Sam Rockwell, Vera Farmiga, Celia Weston, Dallas Roberts, Michael Mckean,
Jacob Kogan
Prima internazionale – Opera prima
LADRONES
di Jaime Marques – Spagna – 2007 – 101 min
con Juan José Ballesta, Maria Valverde, Patrick Bauchau, Maria Ballesteros
Prima mondiale – Opera prima
LAS VIDAS POSIBLES
di Sandra Gugliotta – Argentina/Germania – 2007 – 80 min
con German Palacios, Ana Celentano, Natalia Oreiro, Marina Glezer, Osmar Nuñez,
Guillermo Arengo
Prima internazionale
LO MEJOR DE MI
di Roser Aguilar – Spagna – 2006 – 83 min
con Marian Alvarez, Juan Sanz, Lluis Homar, Pablo Derqui, Albert Jiménez, Carmen
Machi
LA MAISON JAUNE
di Hakkar Amor – Francia/Algeria – 2007 – 85 min
con Aya Hamdi, Tounès Ait, Amor Hakkar, Bissa-Ratiba Ghomrassi, Inès Benzaim,
Nourredine Menasria
Prima mondiale
MEMORIES – jeonju digital project 2007
di Eugène Green / Pedro Costa / Harun Farocki – Corea del sud – 2007 – 102 min
Prima internazionale
O CAPACETE DOURADO
di Jorge Cramez – Portogallo – 2007 – 83 min
con Eduardo Frazão, Ana Moreira, Rogério Samora, Alexandre Pinto
Prima mondiale – Opera prima
RESTUL E TACERE
di Nae Caranfil – Romania – 2007 – 140 min
con Marius Florea Vizante, Ovidiu Niculescu, Mirela Zetza, Ioana Bulca, Florin
Zamfirescu, Nicu Mihoc
Prima mondiale
SLIPSTREAM
di Anthony Hopkins – Stati Uniti – 2007 – 100 min
con Anthony Hopkins, Christian Slater, Kevin McCarthy, Lisa Pepper, Gavin Grazer,
Stella Arroyave
Prima internazionale
SOUS LES TOITS DE PARIS
di Hiner Saleem – Francia – 2007 – 98 min
con Michel Piccoli, Mylène Demongeot, Maurice Bénichou, Marie Kremer, Rudi
Rosenberg, Birol Ünel
Prima mondiale

 

Concorso Cineasti del presente

AN SEH (THOSE THREE)
di Naghi Nemati – Iran – 2007 – 80 min
con Yousef Yazdani, Dariush Ghazbani, Esmail Movahedian
Prima internazionale
COMME À OSTENDE
di Delphine Lehericey – Belgio – 2007 – 60 min
con Myrto Procopiou, Jan Hammenecker, Simon André, Ségolène van der Straten
Prima mondiale – Opera prima
ESTRELLAS
di Federico Leon, Marcos Martinez – Argentina – 2007 – 64 min
con Julio Arrieta, Esther Arrieta, Sebastián Antico
Prima internazionale
GUILLAUME ET LES SORTILÈGES
di Pierre Léon – Francia – 2007 – 62 min
con Guillaume Verdier, Renaud Legrand, Anne Benhaïem, Nikos Maurice, Mathieu
Riboulet, Svetlana Leon
Prima mondiale
IMATRA
di Corso Salani – Italia – 2007 – 60 min
con Paloma Calle, Corso Salani
Prima mondiale
JAPAN JAPAN
di Lior Shamriz – Israele – 2007 – 65 min
con Imri Kahn, Tal Meiri, Naama Yuria, Irit Gidron, Amnon Friedman, Benny Tziffer
Prima mondiale – Opera prima
JUIZO
di Maria Augusta Ramos – Brasile – 2007 – 90 min
con Alessandro Jardim, Daniele Almeida, Guilherme Di Carvalho, Isabela Cristina
Durães, Karina Lopes, Marco Aurélio
Prima mondiale
LO BUENO De LLORAR
di Matías Bize – Spagna – 2007 – 80 min
con Alex Brendimühl, Vicenta Ndongo,Toni Gonzalez, Paul Berrondo, Andrés Herrera
Prima mondiale
LOREN CASS
di Chris Fuller – Stati Uniti – 2007 – 83 min
con Kayla Tabish, Travis Maynard, Lewis Brogan, Jacob Reynolds, Mike Glausier, Din
Thomas
Prima internazionale - Opera prima
NEVER SLEEPS
di Philippe Fléchaire, Benoit Falize, Jérémy Boury – Francia – 2006 – 77 min
con Philippe Fléchaire, Johanna Tschi, Joe Kelly, Laurent Modigliani, Tara Valdis,
Sveinn Olafur Gunnarsson
Prima mondiale – Opera prima
NIRAKAR CHHAYA (SHADOWS FORMLESS)
di Ashish Avikuntha – India – 2007 – 82 min
con Mandira Banerjee, Deepak Haldar, Sweta Tiwari
Opera prima
NOS VIES PRIVÉES
di Denis Côté – Canada– 2007 – 82 min
con Penko S. Gospodinov, Anastassia Liutova, Jean–Charles Fonti
Prima mondiale
NUAGE
di Sébastien Betbeder – Francia – 2007 – 81 min
con Adrien Michaux, Nathalie Boutefeu, Aurore Clément, Bruno Sermonne, Bruce
Myers, Maria Otal
Prima mondiale – Opera prima
NU TE SUPARA, DAR… (NE TE FÂCHE PAS)
di Adina Pintilie – Romania – 2007 – 50 min
Prima mondiale – Opera prima
PHANTOM LOVE
di Nina Menkes – Stati Uniti – 2007 – 87 min
con Marina Shoif, Juliette Marquis, Bobby Naderi
Prima internazionale
TAGLIARE LE PARTI IN GRIGIO
di Vittorio Rifranti – Italia – 2007 – 93 min
con Micol Martinez, Isabella Tabarini, Fabrizio Rizzolo, Giorgia Wurth
Prima mondiale – Opera prima
TEJÚT (MILKY WAY)
di Benedik Fliegauf – Ungheria – 2007 – 82 min
con Péter Balázs, Barbara Balogh, Sándor Balogh, László Benedek, Jeno Bodrogi, János
Breckl
Prima mondiale
TUSSENSTAND
di Mijke de Jong – Olanda – 2007 – 80 min
con Marcel Musters, Elsie di Brauw, Stijn Koomen
Prima mondiale
XIA WU GOU JIAO (MID-AFTERNOON BARKS)
di ZHANG Yuedong – Cina – 2007 – 77 min
con HAN Dong, CHU Chen, GOU Zi, GU Qian, QUAN Ke, XIAO He
Prima mondiale – Opera prima

 

 

I Pardi di domani

 

Pardi di domani – Concorso internazionale

DORA di Sergio Basso, Italia
KIN di Stephen Carroll, Australia
L’ARMÉE DES FOURMIS di Wissam Charaf, Francia/Libano
GRANITSA di Vanja D’Alcantara, Belgio
BENDE SIRA di Ismet Erguen, Turchia/Germania
BRAEDRABYLTA di Grimur Hakonarson, Islanda
THE SOLDIER’S WIFE di John Herndon, Stati Uniti
PIG AND SHAKESPEARE di Geon Kim, Corea del Sud
LE CAFÉ DES PÊCHEURS di Al Hadi Ulad Mohand, Francia/Marocco
MEIN VATER SCHLÄFT di Grzegorz Muskala, Germania
RENÉ di Tobias Nölle, Svizzera
ZOHAR di Yasmine Novak, Israele
KAFFEPAUSEN di Johannes Pico Geerdsen, Danimarca
DUST BOWL HA! HA! di Sébastien Pilote, Canada
BLUE COLLARS AND BUTTERCUPS di Janis Pugh, Gran Bretagna
WING, THE FISH THAT TALKED BACK di Ricky Rijneke, Paesi Bassi
VALURI di Adrian Sitaru, Romania
REWIND di Atul Taishete, India
HOY NO ESTOY di Gustavo Taretto, Argentina
ANÉMONE di Nathalie Teirlinck, Belgio
L’INCONNU di Aurélien Vernhes-Lermusiaux, Francia
WALTZES AND TANGOS FROM THE VILLAGE OF WHITEWATER di Ivan Vladimirov,
Bulgaria
TONGUE TIED di Ken Wardrop, Irlanda

Pardi di domani – Concorso svizzero

IL NEIGE À MARRAKECH di Hicham Alhaya
SALE GOSSE di Joëlle Bacchetta
FERIEN di Memi Beltrame
MÉNAGERIE INTÉRIEURE di Nadège de Benoit-Luthy
LOSTAGE di Bettina Eberhard
LANDLEBEN di Lukas Egger
LATITUDE 2023 di Florence Guillermin
ANCHE FIORI A VOLTE di Zijad Ibrahimovic
FATHOM di Vladimir Jedlicka
NULL GRAD di Claudia Lorenz
CLANDESTINS di Shirin Mashayekh
THE LITTLE SAMURAI di Lorenz Merz
THE STUDY OF BUNKERS & MOUNDS IN A TEMPERATE CLIMATE (RELATIVELY SPEAKING) di Sebastian Michael
RENÉ di Tobias Nölle
ORLOJ di Jeanne Rektorik
ICEBERGS di Germinal Roaux
TWIST di Alexia Walther

Pardi di domani – Programma speciale

ARTICLE 3 di Frédéric Choffat e Julie Gilbert
SELMA! di Bernie Forster
DER ILLETTRIST di Olivier Paulus e Stefan Hillebrand
CROIRE di François Rossier
UN ALTRO MONDO di Mohammed Soudani
BOULY, LE CAMPEUR di Anthony Vouardoux

 

Ici & Ailleurs

LA CAPTURE
di Carole Laure – Canada / Francia – 2007 – 92 min
con Catherine De Léan, Laurent Lucas, Pascale Bussières, Thomas Lalonde, Francis
Ducharme
Prima mondiale
CRIME AND PUNISHMENT
di ZHAO Liang – Cina / Francia – 2007 – 120 min
Prima mondiale
LA DANSE DE L’ENCHANTERESSE
di Adoor Gopalakrishnan, Brigitte Chataignier – Francia – 2007 – 75 min
Prima mondiale
DUTTI DER RIESE
di Martin Witz – Svizzera – 2007 – 94 min
Prima mondiale – Opera prima
HANDERSON E AS HORAS
di Kiko Goifman – Brasile – 2007 – 52 min
Prima mondiale
IO NON SONO UN MODERATO!
di Andrea Nobile – Italia – 2007 – 75 min
Prima mondiale
KADIN
di Adolfo B. Alix Jr. – Filippine – 2007 – 90 min
con Rico Mark Cardona, Monica Joy Camarillas, Florencia Cardona, Ursula Gecha,
Servilino Alavado, Anthony Gecha
Prima internazionale
LITTLE MOTH
di Tao Peng – Cina – 2007 – 99 min
con Dequn HAN, Huihui ZHAO, Qifa HONG, Lei ZHANG, Zelin XU, Yuanbing GAO
Prima mondiale
MORCEAUX DE CONVERSATIONS AVEC JEAN–LUC GODARD
di Alain Fleischer – Francia – 2007 – 125 min
Prima mondiale
IL PIANTO DELLA STATUA
di Elisabetta Sgarbi – Italia – 2007 – 45 min
con le voci di Anna Bonaiuto, Toni Servillo
Prima mondiale
PREUSSISCH GANGSTAR
di Irma-Kinga Stelmach, Bartosz Werner – Germania – 2007 – 88 min
con Robert Ohde, Benjamin Succow, Mario Knofe
Prima internazionale
I PROMESSI SPOSI
di Massimo d’Anolfi, Martina Parenti – Italia – 2007 – 73 min
Prima mondiale – Opera prima
LE RETOUR DES CINÉPHILES
di Louis Skorecki – Francia – 2007 – 53 min
con Axelle Ropert, Julien Naveau, Nathanaelle Viaux
Prima mondiale
SALLY GROSS – THE PLEASURE OF STILLNESS
di Albert Maysles, Kristen Nutile – Stati Uniti – 2007 – 56 min
Prima mondiale
SHAKE THE DEVIL OFF
di Peter Entell – Svizzera – 2007 – 99 min
con Father Jerome LeDoux, Al Harris, Sandra Gordon, Glen David Andrews
Prima mondiale
UPA! UNA PELICULA ARGENTINA
di Tamae Garateguy, Santiago Giralt, Camila Toker – Argentina – 2006 – 91 min
con Hildegunn Warness, Santiago Giralt, Tamae Garateguy, Camila Toker
Prima internazionale – Opera prima
WIERSZALIN
di Francesco Carrozzini – Stati Uniti / Polonia – 2007 – 47 min
Prima internazionale

 

Signore & Signore

Omaggio del Festival internazionale del film di Locarno e Cinecittà Holding alle dive del cinema italiano con un programma speciale intitolato “Signore & Signoreâ€, curato da Piera Detassis. Nella selezione di venti film, girati dal 1941 sino ad oggi, non solo alcune delle migliori produzioni del cinema italiano, ma anche opere restate a lungo inedite. Tutte le pellicole sono state interamente ristampate da Cinecittà Holding.

Alida Valli (Piccolo mondo antico di Mario Soldati, 1941)
Anna Magnani (Bellissima, Luchino Visconti, 1951)
Gina Lollobrigida (Pane, amore e fantasia, Luigi Comencini, 1953)
Lucia Bosé (La signora senza camelie, Michelangelo Antonioni, 1953)
Tina Pica (La nonna Sabella, Dino Risi, 1957)
Franca Valeri (Il vedovo, Dino Risi, 1959)
Sofia Loren (La ciociara, Vittorio De Sica, 1960)
Claudia Cardinale (La ragazza con la valigia, Valerio Zurlini, 1960)
Sandra Milo (La visita, Antonio Petrangeli, 1965)
Stefania Sandrelli (Io la conoscevo bene, Antonio Pietrangeli, 1965)
Giulietta Masina (Giulietta degli spiriti, Federico Fellini, 1965)
Silvana Mangano (Teorema de Pier Paolo Pasolini, 1968)
Monica Vitti (Dramma della gelosia, Ettore Scola, 1970)
Mariangela Melato (Mimì metallurgico ferito nell’onore, Lina Wertmüller, 1972)
Ornella Muti (La stanza del vescovo, Dino Risi, 1977)
Margherita Buy (Maledetto il giorno che ti ho incontrato, Carlo Verdone, 1992),
Asia Argento (Il fantasma dell’opera, Dario Argento, 1998),
Monica Bellucci (Malena, Giuseppe Tornatore, 2000)
Laura Morante (La stanza del figlio, Nanni Moretti, 2001)
Giovanna Mezzogiorno (La finestra di fronte, Ferzan Ozpetek, 2003)

 

11 agosto 2007