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09 09 2010
 
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Preti cattivi in Terra Santa

 

Si azzuffano nella Basilica della Natività

mondo_betlemme.bmpGERUSALEMME - In marcato contrasto con lo spirito di Natale una violenta baruffa è scoppiata nella Basilica della Natività a Betlemme tra preti greci ortodossi e armeni causata da rivalità sul controllo di una parte del sito sacro alle confessioni cristiane. A quanto si è appreso la baruffa, che si è conclusa col ferimento di cinque preti e di due poliziotti, è scoppiata dopo che preti greci ortodossi, impegnati in lavori di pulizia postnatalizia nella basilica, sono stati assaliti da preti armeni che li hanno accusati di aver ’sconfinato’ nell’ area a loro riservata. Cominciata con urli e rimproveri la lite è degenerata a vie di fatto, con l’impiego di scope e sbarre di ferro fino a un pugilato vero e proprio tra preti, davanti a un pubblico esterrefatto di fedeli. E’ stato necessario l’ arrivo della polizia palestinese - due dei cui agenti sono stati contusi nel parapiglia assieme a cinque preti - per porre fine alla rissa. I preti malconci hanno dovuto essere curati nel vicino ospedale di Bet Jalla. Ha contribuito a calmare gli animi anche l’ intervento del sindaco Victor Batarse. Non è certo la prima volta, ha detto, che le pulizie postnatalizie nella basilica sono causa di baruffe tra preti. “Nei precedenti due anni tutto era filato liscio, quest’anno purtroppo non è stato così” ha poi osservato tirando un sospiro. La basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme è un altro teatro, a volte, di aspre risse tra preti delle diverse confessioni cristiane che si accusano di sconfinare in aree della Chiesa a loro assegnate da un plurisecolare status quo. 

ANSA 2007-12-27 20:42

27 dicembre 2007

Capri-Hollywood, stelle nell’isola azzurra

festival_capri.jpg  

International Film Festival
XII edizione
27 dicembre 2007 - 2 gennaio 2008  

 

  Apertura con l’inaugurazione della mostra dei costumi del kolossal Elizabeth - The Golden Age

 

Una valanga di eventi

 

Citto Maselli celebrato sul palcoscenico della Certosa San Giacomo
al termine del concerto di Nicola Piovani

Premi a Lindsay Lohan, icona del Pop, e Michele Placido

Forum sul futuro della produzione globale
Tra i partecipanti, Steven Zaillian 

 Terry Gilliam presenta il suo ultimo film (ancora in lavorazione),
The Imaginarium of Doctor Parnassus.
Al suo fianco due stelle del cast: l’attore Andrew Garfield e la topmodel e neo attrice Lily Cole

Giovani star sul palcoscenico internazionale
Hayden Panettiere, affermatasi soprattutto in Tv (Heroes)
Freddie Highmore, protagonista di August Rush e Charlie and the chocolate factory
accanto ad attori del calibro di Christopher Lee e John Malkovich 
 

Capri Legend Award 
 A John Malkovich, Claude Lelouch e Dennis Hopper

Capri Music Award 
a Nicola Piovani e Raina Kaibavanska 
  
Capri Cult Award
a Paul Verhoeven
 

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il 1° Gennaio 2008 anteprima italiana
del nuovo film di Pascal Thomas, L’heure zéro,
dal giallo di Agatha Christie,
con Danielle Darrieux, Chiara Mastroianni e Alessandra Martines. 

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27 dicembre 2007

Peterson, virtuoso del jazz

 

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Il pianista dal tocco magico

Oscar Peterson lascia agli appassionati del jazz la leggenda del suo virtuosismo. Il pianista canadese (Montreal, 15.8.1925 - Toronto, 23.12.2007) si è esibito con i maggiori nomi della scena jazzistica mondiale, distinguendosi per la strabiliante tecnica. Smisurata la sua produzione con varie formazioni in trio (con Ray Brown al contrabbasso, Ed Thigpen alla batteria o Barney Kessel alla chitarra). Peterson ha supportato, con stile personale, l’arte di grandi figure del jazz, come Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Billy Holiday, Dizzie Gillespie, Lester Young, Stan Getz. Il primo successo internazionale lo ottenne nel 1949, alla Carnegie Hall di New York. La sua musica, afroamericana, si è sempre mantenuta saldamente agganciata alle radici Blues. Il suo precedente più noto Art Tatum. Molti i riconoscimenti ottenuti negli anni, uno per tutti il Grammy alla carriera, nel 1997.

 

25 dicembre 2007

I migliori film visti nel 2007

 

BOX OFFICE

 

 

1 - Shrek terzo
2 - Ratatouille
3 - I Simpson - Il film
4 - Matrimonio alle Bahamas
5 - Come tu mi vuoi
6 - Lo spaccacuori
7 - SMS - Sotto mentite spoglie
8 - The Bourne Ultimatum
9 - Elizabeth: The Golden Age
10-Michael Clayton

STRANIERI 

 

1 - Lettere da Iwo Jima
2 - Leoni per agnelli
3 - Le vite degli altri
4 - Nella valle di Elah
5 - La città proibita
6 - Elizabeth: The Golden Age
7 - Il matrimonio di Tuya
8 - Michael Clayton
9 - La promessa dell’assassino
10-The Bourne ultimatum  

 

E INOLTRE 

In questo mondo libero
L’età barbarica
Zodiac
Il grande capo
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni
XXY - Uomini, donne o tutti e due?
Quel treno per Yuma
Paranoid Park
Irina Palm
Meduse                

ITALIANI 

 

1 - Centochiodi
2 - Mio fratello è figlio unico
3 - Giorni e nuvole
4 - La ragazza del lago
5 - La cena per farli conoscere
6 - La masseria delle allodole
7 - La giusta distanza
8 - Lascia perdere Johnny!
9 - Uno su due
10-Come tu mi vuoi

 

* Il giudizio critico tiene conto dei film usciti in Italia, indipendentemente dall’anno di produzione.

 

Franco Pecori

24 dicembre 2007

Prime staminali da pelle umana

Finora erano ottenibili solo da embrioni 
 

Trasformate per la prima volta cellule adulte umane in staminali pluripotenti da cellule di pelle prelevate direttamente da volontari sani. Le staminali sono simili a quelle finora ottenibili solo da embrioni. Annunciata su Nature, è la prima dimostrazione pratica che potenzialmente ciascuno di noi potrebbe avere a disposizione una riserva personale di staminali da usare per possibili terapie, ha spiegato all’Ansa il coordinatore dell’équipe dell’Ospedale Pediatrico di Boston, Daley. 
ANSA 2007-12-23 19:43

23 dicembre 2007

Putin, il più ricco d’Europa

 

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ACCUMULATI 40 MILIARDI DI DOLLARI ALL’ESTERO? 

LONDRA - Vladimir Putin è “l’uomo più ricco d’Europa”? Sulle pagine del quotidiano britannico ‘Guardian’ un politologo russo in rotta con il regime al potere a Mosca, Stanislav Belkovski, lo dà per scontato: a suo dire l’attuale leader del Cremlino avrebbe ammassato all’estero una fortuna da capogiro, pari ad “almeno 40 miliardi di dollari”.

 ”Di fatto” Putin controllerebbe grazie ad una “rete non-trasparente di fondi offshore” il 37% del gruppo petrolifero Surgutneftegaz e il 4,5% di Gazprom. Suo sarebbe poi il 75% di Gunvor, una misteriosa e lucrosa compagnia elvetica che fa capo ad un amico del presidente russo, un certo Ghennadi Timcenko, e fa soldi a palate. Belkovski ha detto al ‘Guardian’ di aver avuto queste dirompenti informazioni da “fonti interne all’amministrazione presidenziale russa”.

Il “tesoro di Putin” sarebbe nascosto in Svizzera e Liechtenstein. “Ovviamente - spiega il politologo al quotidiano britannico - il nome di Putin non compare in nessun registro di azionisti. C’é una rete non-trasparente di proprietà a scatole cinesi riguardanti società e fondi offshore. Il punto finale sta a Zug in Svizzera e nel Liechtenstein. Vladimir Putin dovrebbe essere il beneficiario”. “Si tratta di almeno 40 milioni di dollari. Il massimo non sono in grado di dirlo. Temo di non essere a conoscenza di tutto. Forse è di più, molto di più”, sostiene Belkovski. Malgrado non abbia né un ufficio a Mosca né un sito Internet la misteriosa Gunvor del businessman Timcenko (al pari di Putin un ex-colonnello del Kgb, i due si sarebbero conosciuti e avrebbero fatto amicizia verso la fine degli Anni Ottanta) ha fatto nel 2007 guadagni colossali: l’utile netto è stato di otto miliardi di dollari, su un giro d’affari di 43 miliardi.

Il ‘Guardian’ non si pronuncia sull’attendibilità delle accuse mosse dal politologo ma le trova degne del titolo più grande in prima pagina e le inquadra in una “lotta senza precedenti” scoppiata al Cremlino dopo che nei giorni scorsi Putin ha elevato a suo delfino il primo vicepremier Dmitri Medvedev e gli ha assicurato il suo pieno appoggio per le elezioni presidenziali della primavera prossima. Molto scontenta del “liberale” Medvedev sarebbe la cordata - capeggiata dal vicecapo dell’amministrazione presidenziale Igor Secin - dei cosiddetti ’siloviki’ e cioé dei dirigenti che rappresentano il complesso militar-industriale e i servizi di sicurezza. Niente di davvero ideologico nella sorda lotta in corso tra i ’siloviki’ e i ‘liberali’: la posta in gioco sono le enormi materie prime - greggio e gas in testa - che stanno facendo nuovamente della Russia una potenza di importanza mondiale. La fortuna accumulata da Putin all’estero sarebbe uno dei pomi della discordia, e in effetti dal resoconto del ‘Guardian’ non è chiaro se le presunte ricchezze del presidente russo depositate in Svizzera e Liechtenstein sono per lui e per i suoi bisogni o se costituiscono più in generale i fondi neri di un regime in apparenza pronto a tutto pur di rimanere in sella. Da parte sua, glissando sul fatto che in Russia gli oppositori hanno la tendenza a finir male, Belkovski si dice sicuro del fatto suo. Sulle “finanze nascoste” di Vladimir Vladimirovic Putin - apparentemente un segreto di Pulcinella tra la gente al vertice in Russia - ha già pubblicato un libro e gli sembra significativa una cosa: “Vladimir Vladimirovic non mi ha querelato”.

ANSA 2007-12-21 17:14 
 

21 dicembre 2007

Nadine Labaki: Persone vere in un Libano “normale”

  

«Penso a un Libano normale»

Nadine Labaki, regista e protagonista di Caramel, candidato all’Oscar per il miglior film straniero,
parla del suo primo lungometraggio, una commedia in cui racconta la vita quotidiana
di un gruppo di amiche, donne che vogliono essere normali pure se attorno a loro c’è la guerra.

«Ho voluto mostrare la realtà
mettendo davanti alla cinepresa persone vere»

 

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guarda il video dell’intervista
di Francesco Gatti per Rainews24

leggi la recensione di Caramel

21 dicembre 2007

Leoni per agnelli

film_leoniperagnelli.jpgLions for Lambs
Robert Redford, 2007
Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise, Michael Peña, Derek Luke, Andrew Garfiel.

Per i giovani soprattutto. L’indipendente Redford, fondatore del Sundance Film Festival e, con Jane Fonda, una delle prime star del cinema americano a reclamare negli anni ‘70 il diritto dell’attore di “mettere le mani” sulle sceneggiature da interpretare, prende di petto il tema politico che più brucia nel quadro mondiale, terrorismo e guerra, e ne fa un film per il dibattito, dichiaratamente provocatorio. E’ un cinema diverso dai documentari di Michael Moore. L’impianto è solidamente drammatico, il “documento” viene  dall’interno delle coscienze, dei personaggi e degli spettatori, chiamati a partecipare alla discussione non più sui pro e contro ormai strarisaputi, ma su qualcosa che vuol essere trovato in profondità. Facciamo conto di essere in un luogo scenico ideale con tre porte da aprire. Entriamo nella prima e siamo in un ufficio del Congresso, dove l’ambizioso senatore Jasper Irving (Cruise, anche produttore esecutivo per questo primo film della rinata United Artists) ha chiamato l’importante giornalista Janine Roth (Streep) per “vendergli” una notizia-bomba su una nuova strategia Usa nella guerra al terrorismo. Il serrato duello dialogico vale un’intera pièce, per la grande prova dei due attori (prima volta insieme) e per le informazioni “derivate” che contiene. E mentre assistiamo allo scambio di battute si apre l’altra porta. Da Washington passiamo alla West Coast University, nell’ufficio del dottor Malley (Redford), professore di storia con molti anni di insegnamento alle spalle, il quale ha chiamato per un colloquio Todd (Garfield, attore di teatro inglese, esordiente nel cinema), uno studente che lo ha colpito per la sua ribellione solitaria, un ragazzo intelligente che da qualche tempo ha smesso di frequentare con assiduità le lezioni e sembra aver scelto di “godersi la vita”. Qui siamo nel cuore del film. Il confronto tra le due generazioni e le due esperienze è appassionante perché alla lucidità delle argomentazioni (l’equivalente di tutto un corso di pedagogia moderna tradotto in parole correnti) si unisce la trasparenza di un sincero coinvolgimento emotivo, radice unificante della decisione di rivolgersi al pubblico, agli americani per primi, per una riflessione sullo stato delle cose. La terza porta si apre, per analogia, sulle alture desertiche dell’Afghanistan, lontane da Berkeley ma vicine per la presenza di due soldati, un messicano e un afroamericano, Ernest (Peña) e Arian (Luke), che in un’azione contro i talebani dividono fraternamente il rischio della vita. I due ragazzi hanno frequentato i corsi di Malley e ora, nel gelido e mortale paesaggio notturno di guerra, incarnano il portato umano dei dibattiti in corso nel loro Paese. E’ il momento “spettacolare” del film, che però vive in stretta relazione con gli altri due. Le tre porte si aprono su un orizzonte comune e ciascuna, a sua volta, è anche la chiave per aprire l’altra.

Franco Pecori

21 dicembre 2007

Caramel

film_caramel.jpgSukkar banat
Nadine Labaki, 2007
Nadine Labaki, Yasmine Al masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad, Aziza Semaan, Fatme Safa, Dimitri Stancofski, Fadia Stella, Ismaïl Antar.

Un istituto di bellezza e cinque donne. Ciascuna ha il suo mondo, confidenze, segreti, passioni anche non confessate, omessualità latenti, verginità perdute, relazioni pericolose, malinconie per la vita fuggita via, rispetto delle tradizioni e delle religioni, voglia di riscatto femminile. Parigi, Madrid, Londra, New York? No. Beirut. L’attrice libanese Nadine Labaki, 33 anni, laureata in Scienze delle Comunicazioni, passa dagli spot pubblicitari e dalle videoclip musicali alla regia con questo film che al pubblico di Cannes (Quinzaine) ha fatto spellare le mani dagli applausi. Il Libano, come si sa, sta vivendo un momento storico non proprio felicissimo. Forse anche per una specie di “presenza” drammatica di un contesto pesante, però non citato e nemmeno sfiorato, Caramel funziona sul piano espressivo, per la sua leggerezza, per la “com-passsione” con cui racconta l’intimo restando al superficiale, descrive il pianto restando al sorriso.  La regista e protagonista del film (è lei la padrona del salone) mantiene i toni giusti per una specie di surreale postneorealismo, che a tratti sembra voler sconfinare in uno sguardo quasi ”documentario”, fermandosi al di qua della metafora (il caramello per la ceretta depilatrice è dolce e doloroso), restando allo spunto che promette altre possibilità. Moderno e antico si mescolano in chiave simpaticamente popolare, con la dovuta ironia e con una spiccata sensibilità femminile, non “rivendicativa”, ideale per scandire un futuro al ritmo di commedia. Come spesso accade nei film doppiati, la versione italiana rischia di uniformare i caratteri dei personaggi, assogettandoli ad una medietà non richiesta e che sfiora l’assoluto. Basti pensare alla differenza che si percepisce quando, per un momento, durante la festa per le nozze di una delle amiche, possiamo ascoltare una canzone con la colonna originale.

Franco Pecori

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guarda il video dell’intervista
a Nadine Labaki
di Francesco Gatti per Rainews24

21 dicembre 2007

Il record della regina Elisabetta

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 81 anni, mai a Londra un monarca così vecchio

Mai, in oltre un millennio di storia, la Gran Bretagna ha avuto una testa coronata così stagionata come Elisabetta II: oggi all’ora del tè la regina ha battuto, a 81 anni suonati, il record che apparteneva alla trisavola Vittoria. Se conserverà lo scettro fino al 9 settembre 2015 - e le premesse ci sono tutte, salute di ferro in testa - il suo diventerà in assoluto il regno di più lunga durata mai registrato su questa sponda della Manica. C’era chi fissava il fatidico momento al 21 dicembre e chi al 22 ma Buckingham Palace ha fatto un preciso calcolo delle ore e ha sentenziato che la sovrana ha stabilito il nuovo primato di vecchiaia esattamente alle 17 di oggi (le 18 in Italia) e ha così spodestato nel libro Guinness la leggendaria Vittoria che, morendo nel 1901 quando aveva 81 anni, sei mesi e 29 giorni d’età, batté di quattro giorni il record del nonno Giorgio III.

Nata il 26 aprile del 1926, Elisabetta ha già avuto a che fare nei suoi 55 anni di regno con undici primi ministri (il primo fu il grande Winston Churchill) e rimane molto attiva in pubblico: compie molti viaggi anche all’estero, dà udienza ad un sacco di gente (si calcola che abbia già offerto il tè a circa 80.000 persone…), va in giro per la Gran Bretagna in occasione di inaugurazioni di ogni tipo. Tutta un’altra cosa rispetto alla regina Vittoria che a quell’età viveva praticamente da reclusa in cattive condizioni di salute, senza parlare di Giorgio III che alla fine dei suoi giorni era semplicemente pazzo. Elisabetta - che con qualche fatica ha saputo modernizzarsi, soprattutto dopo lo choc provocato dalla principessa Diana prima con il divorzio da Carlo e poi con la tragica e prematura morte - rimane molto amata. Piace per il suo senso del dovere, per l’impeccabile dignità che proietta, per la disponibilità a ricoprire il ruolo che la tradizione le assegna. E la sua popolarità è stata di recente consolidata da una serie di “rivelazioni” sul fatto che nella vita privata. Va matta per le imitazioni e sembra che abbia un debole per il plebeo gioco con le freccette, molto diffuso nei pub di provincia. 
ANSA 2007-12-20 19:29

 

 

20 dicembre 2007
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