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09 09 2010
 
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Festival di Roma, Vince Battiato: Resolution 819

 

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Votato dal pubblico Resolution 819

di Giacomo Battiato

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 Benoît  Magimel e Karolina Gruszka nel film sul genocidio in Bosnia

 

 

I Premi della Selezione Ufficiale

 

ASSEGNATI DAL PUBBLICO
(Ad ogni possessore di biglietto una tessera per esprimere il proprio gradimento)


Marc’Aurelio d’Oro al miglior film

Resolution 819 di Giacomo Battiato

Premio Alice nella città sotto i 12 anni al miglior lungometraggio
(Giuria di ragazzi con meno di 18 anni, scelti nelle scuole)

Magique! di Philippe Muyl

Premio Alice nella città sopra i 12 anni al miglior lungometraggio
(Giuria di ragazzi con meno di 18 anni, scelti nelle scuole)

Summer di Kenneth Glenaan

 

ASSEGNATI DALLA GIURIA DI CRITICI
(Edoardo Bruno, Michel Ciment, Tahar Ben Jelloun, Emanuel Levy, Roman Gutek)


Marc’Aurelio d’Oro al miglior film

Opium War di Siddiq Barmak

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 Una scena del film ambientato in Afghanistan


Marc’Aurelio d’Argento alla migliore interprete femminile

Donatella Finocchiaro (Galantuomini, di Edoardo Winspeare)

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L’attrice nella parte di Anna, capomafia nel Salento


Marc’Aurelio d’Argento al miglior interprete maschile

 Bohdan Stupka (Serce na dloni, di Krysztof Zanussi)

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Bohdan Stupka (a sinistra) è Konstanty, il nuovo ricco
  

Menzioni speciali 

A corte do Norte di João Botelho
Aide toi, le ciel t’aidera di François Dupeyron 

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LE RECENSIONI

A corte do Norte
Aide-toi, le ciel t’aidera
Baksy 
Cliente 
Easy Virtue
El artista 
Galantuomini
Good 
Il passato è una terra straniera 
Iri 
L’uomo che ama 
Le plaisir de chanter 
Opium war
Parlami di me
Pride and Glory
Resolution 819
Schattenwelt
Serce na Dloni
Un barrage contre le Pacifique
Un gioco da ragazze

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Marc’Aurelio d’oro alla carriera

Gina Lollobrigida
Al Pacino e Actors Studio

cinema_lollobrigida.jpg cinema_alpacino.jpg

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LA SELEZIONE UFFICIALE

Spazio al cinema italiano

Il film in concorso L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, con Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport e Piera Degli Esposti, ha inaugurato il Festival Internazionale del Film di Roma 2008. Subito dopo la premiazione, chiusura con L’ultimo Pulcinella, di Maurizio Scaparro, con Massimo Ranieri. Nella Selezione Ufficiale - opere della selezione competitiva Cinema 2008 e di Première/Anteprima, in concorso e fuori concorso, The Duchess di Saul Dibb, con Keira Knightley e Ralph Fiennes; e La Banda Baader Meinhof di Uli Edel, con Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara. Per la prima volta nella sua interezza, presentato 8/Huit/Eight, ispirato agli otto obiettivi fissati nel settembre 2000 dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale. Tra i 20 film in concorso nella Selezione Ufficiale, spazio al cinema italiano con Galantuomini di Edoardo Winspeare, Un gioco da ragazze di Matteo Rovere, Parlami di me di Brando De Sica, Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari, L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi. Tra le opere internazionali, Pride and Glory di Gavin O’Connor, con Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Easy Virtue di Stephan Elliott, con Jessica Biel, Parlez-moi de la pluie di Agnès Joaui, Un barrage contre le Pacifique, di Rithy Panh, tratto dal romanzo di Marguerite Duras, con Isabelle Huppert, Good di Vicente Amorim, con Viggo Mortensen. 

 

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I film in concorso

 

CINEMA 2008 

Aide toi et le ciel t’aidera
François Dupeyron, Francia, 2008
Félicité Wouassi, Claude Rich.

El artista
Gastón Duprat e Mariano Cohn, Argentina-Italia, 2008
Sergio Pangaro, Alberto Laiseca.

Bacsy
Guka Omarova, Kazakstan-Russia -Germania, 2008
Nesipkul Omarbekova, Farkhat Amankulov.

Un barrage contre le Pacifique
Rithy Panh, Cambogia-Francia-Belgio, 2008
Isabelle Huppert, Gaspard Ulliel, Astrid Bergès-Frisbey.

Cliente
Josiane Balasko, Francia, 2008
Nathalie Baye, Josiane Balasko, Eric Caravaca.

A corte do Norte
João Botelho, Portogallo, 2008
Ana Moreira, Rogério Samara, Ricardo Aibéo.

Un gioco da ragazze
Matteo Rovere, Italia, 2008
Filippo Nigro, Chiara Chiti, Desirée Noferini, Nadir Caselli.

Iri
Zhang Lu, Corea del Sud, 2008
Yoon Jin-seo, Eum Tae-woong.

Opium War
Siddiq Marmak, Afghanista-Giappone-Corea del Sud-Francia, 2008
Joy Suba, Peter Bussian.

Il passato è una terra straniera
Daniele Vicari, Italia, 2008
Elio Germano, Valentina Lodovini, Chiara Caselli, Michele Riondino.

Le Plaisir de chanter
Ilan Duran Cohen, Francia, 2008
Jeanne Balibar, Marina Fois, Lorant Deutsch.

Resolution 819
Giacomo Battiato, Italia, 2008
Benoît Magimel, Hyppolite Girardot, Karolina Gruszka.

Shattenwelt
Connie Walther, Germania, 2008
Franziska Petri, Ulrich Noethen, Eva Mattes.

 

ANTEPRIMA

Easy Virtue
Stephan Elliott, UK, 2008
Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes.

Galantuomini
Edoardo Winspeare, Italia, 2008
Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Marcello Prayer, Giorgio Colangeli, Giuseppe Fiorello, Gioia Spaziani, Lamberto Probo.

Good
Vicente Amorim, UK-Hungary, 2008
Viggo Mortensen, Jason Issacs, Jodie Whittaker, Mark Strong, Gemma Jones.

Parlami di me
Brando De Sica, Italia, 2008
Christian De Sica

Pride and Glory
Gavin O’Connor, Usa, 2008
Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Noah Emmerich.

Serce na Dloni
Krzysztof Zanussi, Polonia-Ucraina, 2008
Bohdan Stupka, Marek Kudelko, Szymon Bobrowski, Marta Zmuda Trzebiatowska, Maciej Zakoscielny, Borys Szyc, Agnieszka Dygant, Krzysztof Kowalewski, Nina Andrycz, Tomasz Sapryk, Dima Stupka, Dorota Rabczewska.

L’uomo che ama
Maria Sole Tognazzi, Italia, 2008
Pier Francesco Favino, Ksenia Rappoport, Monica Bellucci, Marisa Paredes, Piera Degli Esposti.

 

 

ALICE NELLA CITTÀ

 

Magique!

Philippe Muyl, Francia, 2008

Marie Gillain, Louis Dussol, Holly O’Brien.

 

Only

Ingrid Veninger e Simon Reinolds, Canada, 2008

Jacob Switze, Elana Hudgins Lyle.

 

El Viaje de Teo

Walter Dohner, Messico, 2008

Erick Cañte, Andrés Marquez, Damian Alcazar.

 

Santa Mesa

Ron Morales, Filippine - Usa, 2008

Jacob Shalov, Angie Ferro, Jaime Tirelli.

 

Tahaan - A boy with a Grenade

Santosh Sivan, India, 2008

Purav Bhandare, Anupam Kher, Sarika.

 

Quell’estate

Guendalina Zampagni, Italia, 2008

Alessandro Haber, Pamela Villoresi, Diane Fleri, Jacopo Troiani, Michele Cesari ed Alessandro Bertolucci.

 

Playing for Charlie

Pene Patrick, Australia, 2008

Jared Deperos, Shane Connor, Jodie Rimmer.

 

Summer

Kenny Glenaan, Ingilterra, 2008

Robert Carlyle, Steve Evets, Rachael Blake.

 

La siciliana ribelle

Marco Amenta, Italia, 2008

Gérard Jugnot, Veronica D’Agostino, Marcello Mozzarella.

 

Lol

Lisa Azuelos, Francia, 2008

Sophie Marceau, Françoise Fabian, Jocelyn Quivrin.

 

Middle of Nowhere

John Stockwell, Usa, 2008.

Susan Sarandon, Eva Amurri, Anton Yelchin.

 

The Home of the Dark Butterflies

Dome Karuloski, Finlandia, 2008

Niilo Syväoja, Tommi Korpela, Kristiina Halttu.

 

 

 

 

Fuori concorso

 

CINEMA 2008

8
Jane Campion (The Water Diari ), Gael Garcia Bernal (The Letter), Jan Kounen (The Story of Panshin Beka), Mira Nair (How Can It Be), Gaspar Noé (Sida), Abderrahmane Sissako (Tiya’s Dream), Gus Van Sant (Mansion on the Hill), Wim Wenders (Person to Person), Francia 2008.

Sam Hoy Tsam Yan
Tsui Hark, Hong Kong, 2008
Angelica Lee, Isabella Leong.

ANTEPRIMA 

Der Baader Meinhof Komplex
Uli Edel, Germania, 2008
Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu, Johanna Wokalek, Nadja Uhlt, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz.

The Duchess
Saul Dibb, UK-Francia-Italia, 2008
Keira Knightley, Ralph Fiennes, Charlotte Rampling, Dominic Cooper, Hayley Atwell.

Parlez-moi de la pluie
Agnès Jaoui, Francia, 2008
Agnès Jaoui, Jean-Pierre Bacri, Jamel Debbouze.

Si può fare
Giulio Manfredonia, Italia, 2008
Claudio Bisio.

ALICE NELLA CITTÀ

The three of Ghibet
Amedeo D’Adamo e Nevina Satta, Italia-Camerun-Usa, 2008
Bambini di strada di Douala.

 

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Nella sezione Alice nella città 12 film in concorso, fra cui La siciliana ribelle di Marco Amenta, con Gérard Jugnot, Veronica D’Agistino, Marcello Mozzarella, Paolo Briguglia, Quell’estate di Guendalina Zampagni, con Alessandro Haber, Pamela Villoresi, Diane Fleri, Jacopo Troiani, Michele Cesari ed Alessandro Bertolucci, LOL di Lisa Azuelos, con Sophie Marceau. Inoltre, un omaggio all’Animazione italiana, con film di Bruno Bozzetto, Giulio Gianini, Emanuele Luzzati, Leo Lionni, Toni e Nino Pagot. 

Sezione L’Occhio sul mondo/Focus dedicata al Brasile, con una retrospettiva del Cinema Novo e una rassegna di 10 film presentati in anteprima europea e internazionale. Tra i titoli, il documentario Coração vagabundo di Fernando Grostein Andrade, dedicato al cantante brasiliano Caetano Veloso. Dopo la proiezione del film, Veloso incontra il pubblico e canta accompagnato dalla sua chitarra. Omaggio alla musica brasiliana anche da Fiorella Mannoia. Inoltre, per la prima volta in Italia, una mostra fotografica con 70 opere inedite di Pierre Verger, precursore di Sebastião Salgado.

Nell’ambito de L’Altro Cinema, incontro di Al Pacino con il pubblico del Festival e i giornalisti accreditati commentando dal vivo alcune scene di film, a dimostrazione del metodo di ricerca soggettiva che caratterizza da sempre lo stile dell’Actors Studio. Proiettati Riccardo III - un uomo, un re e  due inediti, Chinese Coffee e Babilonia, documento del lavoro di Al Pacino sulle scene teatrali di New York. Tra gli altri incontri  con la stampa e con il pubblico, il previsto “duetto” tutto italiano di Toni Servillo e Carlo Verdone. Particolare attenzione di Mario Sesti, responsabile della sezione che definisce «barricadera e promiscua», sull’importanza dell’incontro tra pubblico e personalità del cinema, non solo registi e scrittori ma anche attori, considerati tutti sullo stesso piano.  Per esempio, fanno parte del medesimo discorso sia il documentario di una serie di giovani cineasti, al festival con il loro sguardo su Roma Doc, sia  la musica, con materiali su Bob Marley e Fabrizio De André. E ancora, per la serie di incontri col pubblico, Michael Cimino con le scene di ballo più belle della storia del cinema. Nella sezione anche la mostra multimediale di David Cronenberg al Palazzo delle Esposizioni, Chromosomes, con 50 immagini scelte e rielaborate partendo dai fotogrammi dei film più noti del regista. Altro aspetto della sezione, sottolineato dal presidente del Festival, Gian Luigi Rondi, la celebrazione di figure importanti del grande cinema italiano: Nino Manfredi, Alida Valli, Dino Risi, Stefano Vanzina, Florestano Vancini.

Nella sezione Fabbrica dei progetti - New Cinema Network dedicata al sostegno della produzione indipendente, figurano tre giovani italiani: Colpa di Toni D’Angelo, Shun Lee e il poeta di Andrea Segre, Arabi danzanti di Ruggero Gabbai.

Tra le Mostre ospitate dal Festival, C’era una volta il ‘48 inaugurata dal Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Riproposte le vicende cinematografiche dell’anno in cui fu firmata la Costituzione Repubblicana.

Mercato Internazionale del Film - The Business Street A Via Veneto il luogo d’incontro tra venditori e compratori del prodotto cinematografico.

Convegno sugli Stati generali del cinema italiano dal 27 al 30 ottobre, con la partecipazione di tutte le categorie del cinema, gli operatori del settore, il mondo delle imprese e delle istituzioni: per eleborare le linee guida, da suggerire al Governo, che possano rilanciare le condizioni del cinema italiano.

___________ 

 

 

I Responsabili

Gian Luigi Rondi - Presidente Fondazione Cinema per Roma
Francesca Via - Direttore generale
Piera Detassis - Coordinamento artistico delle sezioni

Direttori artistici:

Teresa Cavina - Cinema 2008 e Fabbrica dei Progetti - New Cinema Network
Piera Detassis - Anteprima
Gianluca Giannelli - Alice nella città
Giorgio Gosetti - Cinema 2008 e Mercato internazionale del film - The Business Street
Gaia Morrione - Occhio sul Mondo
Mario Sesti - L’altro cinema

31 ottobre 2008

Lollobrigida: Amo l’arte

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L’arte la mantiene giovane.
Gina Lollobrigida, premiata dal Festival del Film di Roma 2008
con il Marc’Aurelio d’Oro alla carriera,
è ancora la “Bersagliera” di Pane, amore e fantasia.
In perfetta forma, la Lollo ha ritirato il premio,
ricordando a tutti le sue due altre attività artistiche, la scultura e la fotografia,
che le continuano a dare grandi soddisfazioni in tutto il mondo.
Dice orgogliosa: «Amo l’arte!»

 

 

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Nel cinema, Gina Lollobrigida vanta, tra i numerosi riconoscimenti, una “collezione” di Dadid di Donatello:
1956 - La donna più bella del mondo, di Robert Z.  Leonard.
1963 - Venere imperiale (anche Nastro d’Argento), di Jean  Delannoy.
1969 - Buona Sera, Mrs. Campbell, di Melvin  Frank.
1996 - David alla Carriera

Dal 1987, Gina Lollobrigida è Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
 

31 ottobre 2008

Il passato è una terra straniera

film_ilpassatoeunaterrastraniera.jpgIl passato è una terra straniera
Daniele Vicari, 2008
Elio Germano, Michele Riondino, Chiara Caselli, Valentina Lodovini, Marco Baliani, Daniela Poggi, Maria Jurado, Romina Carrisi, Lorenza Indovina, Federico Pacifici, Antonio Gerardi.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Concorso.

Piacerà ai giocatori di poker ma non è un film sul poker, come risulta da un conto complessivo del senso. Non sarà bene ridursi alla metafora “morta” della sfida al caso, della vita gioco d’azzardo. Il gioco c’è (Germano continua a credere che il mattino abbia l’oro in bocca, come nel film di Francesco Patierno, del 2007), ma funziona solo da primo referente, materiale, per una storia di disagio giovanile che si sviluppa in un contesto di vita/malavita intrecciato tra elementi di borghesia impotente e di sottobosco canagliesco, di trucchi al tavolo verde e di traffico di droga. Siamo a Bari. Studente all’ultimo esame di Giurisprudenza, Giorgio è tormentato dalla voglia di vivere e spinto ai confini di una disarmonia familiare che si intravede e a tratti salta in primo piano. La posizione sociale dei genitori, professore universitario di Filologia romanza il padre e insegnante di scuola media la madre, è un indicatore un po’ stereotipo dell’incomprensione e della scarsa qualità dei rapporti; giustifica tuttavia, almeno a livello meccanico della sceneggiatura, l’impulso del ragazzo ad affidarsi alla fiducia verso Francesco (Riondino), conosciuto nei pressi di un tavolo da gioco.  La coppia deflagra, rompe i modelli del perbenismo e si infila in una progressione di situazioni critiche, trasgressive e violente, da cui sarà difficile uscire. Forse Giorgio, finalmente laureatosi, riuscirà a riposizionarsi in una prospettiva più regolare, ma certo il suo tentativo di catapultarsi fuori dal sistema famiglia gliene ne ha fatte provare di tutti i colori. Nel film, che Vicari trae dal romanzo di Gianrico Carofiglio, se ne vedono ad ogni sequenza, la regia però è monocorde, cerca con troppa insistenza rassicurazioni emozionali sul versante della “volgarità”. Tutto è ultraevidente, chiaro e senza sfumature, compresi i “nervosismi” di Germano. Il suo Giorgio ne esce sfinito, esausto, attonito. Lo attende una vita in tribunale, non pare tranquillo. Nella sequenza che, spaccata in due come una parentesi, apre e chiude il film, lo vediamo rigido, guarda fisso, non vuole riconoscere la ragazza che viene a ringraziarlo per averla salvata dall’aggressione maniacale del perverso Francesco. Ci trasmette la sua ansia che, a questo punto rischia d’essere soltanto un’ansia d’attore.

Franco Pecori

31 ottobre 2008

High School Musical 3: Senior Year

film_highschoolmusical3.jpgHigh School Musical 3: Senior Year
Kenny Ortega, 2008
Zac Efron, Vanessa Anne Hudgens, Ashley Tisdale, Lucas Grabeel, Corbin Bleu, Monique Coleman, Bart Johnson, Olesya Rulin, Chris Warren Jr., Ryne Sanborn, Kaycee Stroh, Alyson Reed, Matt Prokop, Jemma McKenzie-Brown, Justin Martin, Leslie Wing, Robert Curtis Brown, David Reivers, Brad Johnson.

Apertura con il rito degli ultimi 16 minuti della partita di fine corso. Sarà un ricordo per tutta la vita. Seguiremo Gabriella (Hudgens) e Troy (Efron) anche all’università? Sul piccolo schermo i due ragazzi sono passati, negli anni del liceo, dal karaoke al musical, in un crescendo di attitudini, dal normale al super, in diversi campi espressivi, il canto, la musica, la danza, non tralasciando la passione di Troy per il basket. Ora, proprio mentre approdano al cinema, devono separarsi, andranno a studiare in due college lontani mille chilometri. E’ stata una bella esperienza, approdata, specialmente con questo terzo capitolo, ad una sorta di vita/spettacolo - genere di mitologia che in America è sempre andato forte - in cui sentimenti e idee, progetti e possibilità concrete si realizzano in perfetta finzione. Nessuna filosofia che non sia “Voglio essere io a scegliere il mio futuro”. Vivere al massimo, ma dentro al musical, nessun ingrediente escluso; con ritmo, nessuna sosta che non sia “pausa”; con convenienza, nessuna verità che non sia finzione. La perfezione è il target, nessuna briciola, nessuna fame residua. Caratteri definiti al millimetro, non solo dei protagonisti, di tutti i personaggi, perfino di quelli che non appaiono (ma che, fuori dallo schermo ci sono - ci devono essere). Su questi parametri si misurerà il Musical di Primavera, l’ultimo show da montare, che avrà per protagonista tutta la classe. «Interpretare un ruolo è facile, ma essere se stessi è la vera sfida»: parole incomprensibili. Le prove si mescolano alla vita, indiscrete come un “Prime Time” televisivo. Il finale non sorprende. Ma come sono bravi, tutti! Mirabile (da mirror, specchio).

Franco Pecori

31 ottobre 2008

Pride and Glory

film_prideandglory1.jpgPride and Glory
Gavin O’Connor, 2008
Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Noah Emmerich, Jennifer Ehie, John Ortiz, Shea Whigham,Frank Grillo, Lake Bell.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Anteprima-Concorso.

La famiglia è salva. Corruzione alla narcotici del Dipartimento di Polizia di New York City. Al padre, Francis Tierney (Voight), capo dei Detective di Manhattan, si spezza il cuore quando vede che sono coinvolti in affari poco chiari i due suoi figli, Ray (Norton) e Francis Jr. Oltretutto è entrato nella partita truccata anche il genero Jimmy (Farrell). Il vecchio dovrà tirare le fila del buon comportamento, ne va dell’onore della famiglia. Bum-bum pam-pam, i ragazzi sembrano vincenti, in servizio e fuori (football, che passione!). In realtà nessuno è completamente innocente. Tutto bene finché si tratta di festeggiare il Natale, dal nonno ai nipotini, ciascun ruolo viene rispettato. Ma sul versante operativo, quando il Dipartimento chiama, le scene di azione si fanno frenetiche e violente. I trafficanti di droga, si sa, non scherzano: sulla scena i morti rischiano di moltiplicarsi. Già subito vanno in orizzontale quattro poliziotti e la cosa è intollerabile. Il vecchio Francis convince Ray, il più bravo dei fratelli, a tornare sulla breccia dopo una pausa dovuta ad una crisi di coscienza. Non sarà un rientro facile. Come gli agenti rispettano le regole implicite del loro “sporco” lavoro, così O’Connor (Miracle, 2004) taglia e cuce la vicenda con inappuntabile precisione professionale. Scontri e duelli, violenze tra gruppi, inseguimenti, fuoco e fiamme: lo spettacolo va avanti senza intoppi. Ma prende l’attenzione soprattutto quando si comincia a capire che il vero confronto dovrà essere tra Ray e Jimmy. E l’attesa non sarà vana. Dopo di che, con grande sofferenza sui volti segnati, i protagonisti tornano in sé. Bravi attori per un bel pacco dono.

Franco Pecori

31 ottobre 2008

Roma Jazz Festival 2008

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5 - 30 Novembre
Auditorium Parco della Musica

 

Il cartellone della 32° edizione
del Roma Jazz Festival
è suddiviso in tre sezioni

Focus Orchestre

Panorama orchestrale jazz che ha animato la scena musicale, stile e storia, dai primi anni ’40,
fino alle avanguardie del free jazz e dell’etno-jazz.

Anteprime

Parentesi femminile, con tre artiste tra le più coinvolgenti degli ultimi anni
e un duo inedito di musicisti di livello internazionale.

Eventi

Rilettura di alcuni fenomeni, dalla bossa nova alla fusion,
che hanno lasciato un segno nella storia del jazz degli ultimi 50 anni.

 

 

 

IL PROGRAMMA 

 

Mercoledì 05/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Focus Orchestre: Count Basie Orchestra

Venerdì 07/11/2008
Sala Petrassi ore 21
Anteprime: Terez Montcalm “Voodoo Tour”

Sabato 08/11/2008
Sala Sinopoli ore 11
Focus Orchestre: PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra “Duke Ellington Memorial Concert”

Domenica 09/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Eventi: Carta Bianca 2008 - 2009 a Enrico Rava. Enrico Rava Quintet, Paolo Silvestri Ensemble

Martedì 11/11/2008
Teatro Studio ore 21
Anteprime: Chihiro Yamanaka “Piano solo”

Mercoledì 12/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 21
Eventi: Milton Nascimento, Jobim Trio “Novas Bossas”

Giovedì 13/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Focus Orchestre: Globe Unity Orchestra

Sabato 15/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 18
Gershwin “Porgy and Bess”
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Wayne Marshall

Sabato 15/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Focus Orchestre: Zapping, Quintetto Furio Di Castri e TJL Orchestra laboratorio permanente del Piemonte

Domenica 16/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 21
Eventi: Chick Corea & John McLaughlin “Five Peace Band”

Lunedì 17/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 21
Gershwin “Porgy and Bess”
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Wayne Marshall

Lunedì 17/11/2008
Sala Petrassi ore 21
Focus Orchestre: Gianluca Petrella Cosmic Band

Martedì 18/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 19.30
Gershwin “Porgy and Bess”
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Wayne Marshall

Mercoledì 19/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Anteprime: Dialogo, Paolo Fresu, Ralph Towner

Giovedì 20/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Focus Orchestre: Italian Instabile Orchestra

Venerdì 21/11/2008
Teatro Studio ore 21
Focus Orchestre: Solar Orchestra

Sabato 22/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Focus Orchestre: Sun Ra Arkestra

Domenica 23/11/2008
Sala Petrassi ore 11
Focus Orchestre: Orchestra Napoletana Jazz

Lunedì 24/11/2008
Sala Sinopoli ore 21
Anteprime: Yael Naim “New Soul”

Mercoledì 26/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 21
Eventi: Herbie Hancock Sextet Featuring Terence Blanchard

Giovedì 27/11/2008
Sala Santa Cecilia ore 21
Eventi: Roy Paci, Frank London, Boban Markovic; Boban Markovic Orkestar

Sabato 29/11/2008
Sala Petrassi ore 21
Focus Orchestre: Hr Bigband, Gary Husband, Colin Towns
Meeting of the Spirits (A celebration of the Mahavishnu Orchestra)

Domenica 30/11/2008
Sala Petrassi ore 18
Focus Orchestre: Berna Touch Point Orchestra, Enrico Pieranunzi
Uni Big Band Bern

30 ottobre 2008

Il CERN di Ginevra

scienza_cernginevra.jpg

Il CERN di Ginevra può essere considerato il luogo dell’avanguardia tecnologica, una vera e propria frontiera della conoscenza, in cui si studia l’infinitamente piccolo a livello fisico. Lo scopo è trovare risposte che coinvolgono anche l’origine dell’universo, con l’osservazione e lo studio di particelle finora solo teorizzate.

Per oltre vent’anni molti paesi hanno unito le proprie forze per creare l’accelaratore di particelle più grande e potente del mondo, l’ LHC, Large Hadron Collider.La mole di informazioni raccolte dall’acceleratore necessitano di una potenza di calcolo elevatissima, di cui si fa carico Il Computer Center. Il centro computazionale del CERN costituisce il cuore di una rete sviluppata appositamente per questo scopo, la LHC Computing Grid.

Il centro, che si fa carico del 20% del lavoro, smista la rimanente parte ad altri 11 centri di calcolo più piccoli, indicati come Tier-1, collegati al CERN attraverso linee a 10gigabit dedicate. Questi centri smisteranno poi a loro volta ulteriore lavoro ad altre realtà più piccole.

Al Computer center si possono toccare con mano le problematiche che ci si trova ad affrontare di fronte ad una sfida di questa entità. Si parla di circa 15petabyte all’anno di dati a regime, ovvero 15 milioni di gigabyte. Attualmente i server del Computer Center sono circa 4400, che incorporano qualcosa come 31.000 core. Qui al CERN si preferisce parlare di numero di core e non di processori. Per la primavera del 2009 comunque verranno aggiunti ulteriori 13.000 core, distribuiti in macchine a con quattro processori quad-core con 32GB di memoria ram.

Un altro problema di non poco conto è costituito dall’archiviazione dati: non è uno scherzo trovare spazio per 15 milioni di gigabyte ogni anno. I dati permanenti vengono archiviati su nastro, molto più affidabile negli anni rispetto a qualsiasi altra soluzione, oltre ad essere la più economica. Per la manipolazione e l’interpretazione dei dati troviamo invece macchine provviste di comuni hard disk meccanici, sui quali riversare solo parti dell’intero backup, volta per volta.

Impressionanti in ogni caso i numeri in gioco: nel Computer Center si contano circa 7.200.000 GB su disco rigido, distribuiti in circa 28.000 dischi. In arrivo altri 16.000 dischi entro qualche mese. Siamo a circa un terzo della capacità disponibile su nastro, ovvero 21.000.000 di GB di spazio suddiviso in circa 35000 cartucce. Cifre impressionanti, ma che bastano solo ad archiviare il lavoro di un anno e mezzo.

25 ottobre 2008

L’uomo che ama

film_luomocheama.jpgL’uomo che ama
Maria Sole Tognazzi, 2008  
Pierfrancesco Favino, Kseniya Rappoport, Monica Bellucci, Marisa Paredes, Michele Alhaique, Glen Blackhall, Piera Degli Esposti,  Arnaldo Ninchi.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Anteprima-Concorso.

L’amore? Un gioco dell’oca con molto dolore. A cinque anni dal suo esordio (Passato prossimo, Nastro d’Argento 2003), Maria Sole Tognazzi ha aperto il Festival di Roma 2008 con un film sussurrato, scandito ed elegante, che affida agli attori il difficile compito di dare corpo ai sentimenti profondi di un “uomo che ama”, specialmente al momento dell’abbandono, della fine di un rapporto e del “lutto” che ne consegue. Il dolore ha le sue tappe e, come un gioco circolare, produce i suoi effetti di ritorno, scoprendo anche lati della vita interiore rimasti a lungo nascosti. Nei panni del sentimentale e passionale Roberto, Favino cerca di valorizzare al massimo una certa sua espressione bonaria, un po’ imbambolata e sincera. Innamorato di Sara, resta vittima di un passato della donna non risolto (la sceneggiatura, chiara, bilancia una qualche difficoltà della Rappoport nell’approfondimento). Il protagonista chiama il pubblico, con trasporto lodevolmente contenuto, alla propria sofferenza. E con altrettanta bravura si impegna nell’interpretare il rovescio della medaglia, giunto alla fatale tappa dove il maschio dell’oca - diciamo così - è atteso per chiudere il cerchio della passione. Lì lo attendeva Alba (una Bellucci semplice e trasparente quanto mai)  già dall’inizio - poco deve importare se noi lo veniamo a sapere in ritardo - pronta al sacrificio del contrappasso. In mezzo e durante, apprezzabili contaminazioni familiari. I genitori di Roberto (Ninchi e Degli Esposti), sulla riva del lago ad attendere, spiritosi e pazienti, le visite del figlio in crisi, a volte accompagnato dal fratello minore, Carlo (Alhaique), la cui omosessualità si disvela con parsimonia e discrezione, fino all’approdo un tantino letterario d’una malattia di cuore da superare per un futuro di felicità; e la dottoressa Campo (Paredes), presso la cui farmacia Roberto impiega il proprio tempo lavorativo - strardinaria la “tirata” in primo piano, da grande attrice (De Oliveira, Almodovar non sono per lei nomi casuali), che fà da sponda a Favino, regalandogli sostanza di contenuto solo con poche, perfette espressioni. La regìa è dolce nelle curve del montaggio, rispettosa del valore fotografico delle immagini  (Arnaldo Catinari), consona nell’uso della musica (Carmen Consoli, oltre che cantare Senza farsi male sui titoli di coda, sceglie violini e vibrafono con apprezzabile delicatezza). L’impressione è che Maria Sole Tognazzi sia “attesa” da un lavoro di elaborazione artistica, che la potrà portare ad approdi di livello cinematografico specifici. Ne lascia intravedere le possibilità.

Franco Pecori

24 ottobre 2008

Al Pacino: Si recita nella vita!

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Recitare o non recitare, questo è il problema? Al Pacino ha pochi dubbi, in apparenza.
Insignito del Marc’Aurelio d’Oro in apertura del Festival Internazionale del Film di Roma 2008,
ha sentito su di sé tutto il peso e l’importanza del ruolo di Presidente dell’Actor’s Studio
ed ha buttato lì una battuta semplice, in apparenza:
«Si recita nella vita, sono gli attori a cercare la verità».

Poche parole e mille problemi, tutti in una sola battuta per il pubblico acclamante.

23 ottobre 2008

L’arte di Ausonio Tanda

 

 

Il fare, il conoscere

 
 

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A venti anni dalla morte di Ausonio Tanda (Sorso, 1926 - Roma, 1988), la mostra romana del periodo 1950-1988, allestita dal 13 al 29 settembre 2008 nell’Antica Casa di Correzione di Carlo Fontana, presso il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, ha offerto la preziosa opportunità di una riflessione critica sulla produzione dell’artista e, oltre, sui decenni che segnarono una rapida evoluzione di istanze culturali, ancor oggi non del tutto chiarite.

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Trasferitosi a Roma dalla Sardegna nel 1951, Tanda visse con speciale intensità gli anni Sessanta e Settanta, praticando, senza dimenticare le prime esperienze figurative, nuove tecniche in funzione delle proprie esigenze sperimentali.

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La mostra, al di là del notevole valore intrinseco delle opere, è stata un’occasione importante, specie nel momento attuale, in cui alla postmodernità non sembrano seguire prospettive interessanti, né per l’estetica né per problematiche ancor più generali. Un’occasione, tra l’altro, di riarticolare seriamente il tema arte-scienza.

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Prima, la favola della pesca e della lavorazione dei tonni, antica cultura sarda; poi, via dall’isola, la visione di un mondo cibernetico, bruciato dalla stessa tecnologia: l’arte di Ausonio Tanda fissa in due momenti di un unico tracciato il passaggio di un’epoca, dalla pittura simbolica, primitiva in apparenza, alla rappresentazione drammatica e definitiva di una poesia avida di senso contemporaneo. Nella sintesi, l’ansia di fuga dallo sfinimento del sopravvivere verso un futuro confortato da coscienza scientifica, cercata nell’estenuante pratica dell’ipotesi operativa.

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Dall’olio alla tempera e alla nitro, al polistirolo espanso e al plexiglas, l’uso dei materiali approda alla paradossale archeologia dell’umanità, di cui la nostalgia si fonde con il disperato sentimento dei colori, della luce, dei giorni. Nessuna moda, nessuna concessione alle tendenze artistiche che videro battaglie spesso insensate tra realismo e metafisica, impegno esplicito e astrazione informale. L’arte di Tanda è utile oggi alla prefigurazione di un destino finalmente consapevole.

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La ricerca del senso e la costante insoddisfazione del risultato marcano nelle opere la fusione concreta del dualismo teorico tra arte e scienza. Il bisogno di certezza si unisce all’istanza inventiva in una creatività votata al parto con dolore.  L’”avanguardia” è rifiutata con sottile, interna ironia e perfino con sarcasmo, mentre una certa eleganza formale è quasi accettata, con riserbo sublime, come per proteggere da intrusioni “filosofiche” l’autenticità dell’ispirazione, cioè dell’osservazione non pregiudiziale delle occasioni espressive.

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Il progetto non è “progettuale”, ogni possibile cedimento è donato al recupero “impossibile” di un gusto perduto per sempre. L’amarezza di fondo si attenua in un sorriso non accomodante, in una richiesta di comprensione morale ed estetica. L’opera di Ausonio Tanda è più perseguibile che visitabile. Se la guardi, un brivido intelletuale accende istanze del fare e del conoscere, profonde.

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22 ottobre 2008
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