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10 09 2010
 
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Il dubbio

film_ildubbio.jpgDoubt
John Patrick Shanley, 2008
Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Lloyd Clay Brown, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Lydia Jordan, Paulie Litt, Matthew Bradley Marvin, Evan Lewis, Audrie J. Neenan, Susan Blommaert, Alice Drummond, Carrie Preston.

Un coppia strepitosa di attori per un film duro su un tema dalle larghe implicazioni. Regista è lo stesso autore della pièce teatrale che, partita nel 2004 dall’off Broadway, ha spopolato in tante altre piazze, e per la quale Shanley ha avuto il premio Pulitzer nel 2005. Siamo nel 1964. Del ‘63 è l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy e il Concilio Vaticano II, aperto da Giovanni XXIII nel ‘59, è ancora in corso, continuato da Paolo VI. In una scuola cattolica del Bronx si riflettono i fermenti della società in fase di rinnovamento. Le tendenze progressiste di padre Flynn (Hoffman) sono ostacolate dalla preside Aloysius (Streep). La scintilla decisiva del contrasto tra i due viene dalla presenza di un alunno di pelle nera. Suor Aloysius ha il dubbio che il prete abbia delle attenzioni non normali verso il bambino (l’età è quella della terza media). Ma il dramma va in profondità, oltre la possibile questione della pedofilia. Ciò si può già comprendere dalla prima parte, che mostra la rigidità della preside nel gestire l’educazione dei ragazzi - e qui la Streep è bravissima nell’evitare il rischio di una caratterizzazione schematica; ma col procedere della vicenda, il film prende una prospettiva che, mentre investe la dimensione individuale dei personaggi cogliendone le ambiguità psicoanalitiche, rimanda ad una visione sociale e culturale databile sì in una precisa epoca eppure leggibile oggi secondo un vivo senso di attualità. Non inutile, nel contesto del ”duello” Aloysius/Flynn, il ruolo di Amy Adams (sorella James), la giovane suora insegnante di storia, che parla con passione di Kennedy e non gradisce alla parete il ritratto di Pio XII (ma lo usa per spiare gli alunni ai banchi come in uno specchio). Proprio lei si lascia prendere dal fascino perverso della preside, contribuendo al consolidamento del “dubbio”. La sequenza finale, con le due donne nel giardino di un Natale di ghiaccio, non va raccontata, è però decisiva per la lettura non superficiale del dramma, risolto, al di là del testo, nel suo specifico, con la sublime arte di Meryl Streep.

Franco Pecori

30 gennaio 2009

Revolutionary Road

film_revolutionaryroad.jpgRevolutionary Road
Sam Mendes, 2008
Kate Winslet, Leonardo DiCaprio, Kathryn Hahn, David Harbour, Kathy Bates, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Ryan Simpkins, Richard Easton, Michael Shannon, Kristen Connolly, John Behlmann, Adam Mucci, Timothy Warmen, Lorian Gish.
Golden Globe 2009: Kate Wnslet atr.

Giudizio senza appello sul “paradiso” degli anni ‘50, ancor più lontano, se possibile, da quello raccontato nel 2002 da Todd Haynes. Dopo il capolavoro interpretativo che fruttò a Juliane Moore la Coppa Volpi e la nomination all’Oscar, ora è toccato a Kate Winslet (Golden Globe) il ruolo della donna inquieta, oppressa dal “vuoto” epocale.  Frustrata nei suoi sogni da un marito che sembra volerla assecondare in certi slanci verso una vita più libera (a Parigi! a Parigi!), ma che invece resta ancorato ai princìpi e alle abitudini rassicuranti e “confortevoli” di Revolutionary Road (a un passo da New York, fuori dalla frenesia della metropoli), April patisce la prigionia delle proprie aspirazioni e va incontro al finale drammatico, segnato dallo stesso destino ambientale che via via è venuto consolidandosi nello svolgimento narrativo. Tratto dal romanzo di Richard Yates, il film gioca sul doppio binario della prova di attori (A DiCaprio la parte più convenzionale, di Frank marito trentenne in bilico tra le velleità giovanili e la sistemazione professionale) e del discorso sociologico. Ben misurati, in questo senso, tutti i ruoli di contorno, la coppia di amici (Milly/Hahn e Shep/Harbour), la famiglia Givins col figlio “disturbato” (John/Shannon) che dice la verità sui malesseri degli altri e con la madre sensale (Helen/Bates), perfetto specchio della piccola medietà del tempo. La Winslet, a differenza della Moore di Lontano dal paradiso, prende “di petto” il personaggio, con effetti più accentuati, che però finiscono per scaricarne l’energia, attenuando quel senso di spinta verso la liberazione così ben compresso - ed esplosivo - nel film di Haynes. Mendes conferma qui una sua propensione al discorso “in stile”, da American Beauty (1999) a Era mio padre (2002), criticando e fotografando con cura.

Franco Pecori

30 gennaio 2009

Home

film_home.jpgHome
Ursula Meier, 2007
Isabelle Huppert, Olivier Gourmet, Adélaïde Leroux, Madeleine Budd, Kacey Mottet Klein.

Una famigliola un po’ strana (marito, moglie, due ragazze e un bambino) vive beatamente in mezzo ad un campo a pochi metri da un’autostrada non finita, in costruzione ormai da dieci anni. Marthe (Huppert) e Michel (Gourmet) sembrano a loro agio nella casetta un po’ improvvisata ma funzionante, si comportano in maniera “normale”, come se attorno ci fosse il resto dell’umanità, però liberi nella loro perfetta autonomia. Michel ogni mattina scavalca il guardrail, sale in macchina, porta Marion e Julien a scuola e va al lavoro, Marthe fa girare la lavatrice e stende i panni lì fuori mentre Judith (Leroux), la maggiore, se ne sta indifferente, sdraiata in bikini a prendere il sole sul prato. Forse per la prossima estate sarà pronta la piscina che Michel sta costruendo nei ritagli di tempo. Vita aperta, vita beata. Ma durerà? Il sogno s’interrompe quando arrivano gli operai ad asfaltare. Il tratto rimasto interrotto per tanto tempo si apre al traffico, le auto e i Tir sfrecciano a dieci metri. L’inquinamento acustico e chimico traforma la casetta in un inferno invivibile. Non resta che barricarsi all’interno, a costo di non respirare. Il film è condotto sul filo del paradosso, con un tagliente humor che intacca le nevrotiche certezze della stranezza e la stranezza delle certezze. Il rumore fa esplodere le discordanze tra gli elementi della famiglia, il fuori e il dentro diventano due dimensioni non più armonizzabili. La Huppert e Gourmet si destreggiano con leggerezza in una selva di rimandi impliciti, metaforici, comici e drammatici. Tuttavia l’impressione è che, al suo primo lungometraggio (presentato nel 2008 alla Semaine de la critique di Cannes), la regista francese si sia, per così dire, caricata di eccessive responsabilità. Il problema della scelta estrema di vivere fuori contesto, “come se niente fosse”, si traduce stilisticamente in una provocazione anche culturale (cinematrografica) di una certa efficacia, ma non in tutte le scene la trasparenza del progetto si fa corpo estetico nel senso pieno. L’abito resta imbastito.

Franco Pecori

30 gennaio 2009

Operazione Valchiria

film_operazionevalchiria.jpgValkyrie
Bryan Singer, 2008
Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann,Terence Stamp, Eddie Izzard, Kevin McNally, Christian Berkel, Jamie Parker, David Bamber, Justus Kammerer, Tom Hollander, David Schofield, Halina Reijn, Stephen Fry.

Mentre ancora c’è chi dice che le camere a gas servirono per disinfettare, c’è chi dice che ai migliori generali tedeschi non piacque l’evolversi della dittatura hitleriana. Su quest’ultima “realtà” storica Singer ci fa un film. Scoperto e lanciato dal Sundance Festival nel 1993 per il provocatorio Public Access, su una certa commistione massmediologica di bene e di male nella provincia americana, il regista si è assestato poi su X-Men (2000) e su Superman (Returns, 2006). Qui Singer usa la tecnica hitchcockiana della suspense sul come (sappiamo che l’attentato alla vita di Hitler non riuscirà e però siamo presi dalla curiosità di vedere come possono essere andate le cose). È il lato del film che funziona, con un Cruise verosimile, che non deve sfoggiare chissà quali espressioni, limitandosi a condurre l’azione nel rispetto della verosimiglianza narrativa. Operazione Valchiria era il piano studiato dal dittatore tedesco per far fronte all’ipotesi di un’insurrezione antinazista. Un gruppo di ufficiali pensò, dopo altri tentativi andati male, di utilizzare il progetto contro Hitler e contro le SS, per presentarsi poi agli alleati e chiedere una resa onorevole. Era il luglio 1944. Vediamo un führer curvo e pensoso cavarsela miracolosamente (Dio è con la Germania!) e vediamo gli eroici ufficiali tedeschi, con i testa il colonnello Claus von Stauffenbeg seguire la loro sorte. Non ce ne verrà una virgola in più sul giudizio storico riguardo al nazismo e alla Santa Germania. La parola centrale ancora una volta è lasciata a Hitler: «Non si comprende il nazionalsocialismo se non si comprende Wagner» (e le sue Valchirie).

Franco Pecori

30 gennaio 2009

Maria Concetta Riina: Mafia? Mai a casa nostra

   
dicono_mariaconcettariinasfondo1.gif  Maria Concetta Riina, figlia di Salvatore, il “nemico numero uno” dello Stato, rinchiuso in isolamento dal 15 gennaio 1993, racconta che, in casa, ha vissuto con i suoi sempre una vita normale: «Quello che dicevano su di noi io lo sentivo ma è come se non mi appartenesse», «a casa mia, io non l’ho vissuta quella mafia». Insomma, un po’ il contrario di quel che accade spesso nel Paese, dove gente che sembra tanto brava e “per bene” combina macelli in privato. Se ne sentono tante. Mari - gli amici la chiamano così - descrive la figura del padre a modo proprio: «Come figlia», a lei «non risulta» che sia il sanguinario di cui si parla. I valori che le ha trasmesso sono: «Educazione. Moralità. Rispetto». «Rispetto non nel senso mafioso», precisa.

 

(Dall’intervista ad Attilio Bolzoni su la Repubblica, 28 gennaio 2009)

 

 

28 gennaio 2009

Carla Bruni: 20 minuti con Sarko

 

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Carla Bruni ha un sogno. E crede proprio che si avvererà.
Lo ha detto a Fabio Fazio in Tv.
A lui che la considera «la più bella donna del mondo»
ha rivelato che il 2 febbraio, alla scadenza del primo anno di matrimonio,
lei e suo marito Nicolas aggiungeranno un altro pezzetto alla luna di miele.
Carla ha questo desiderio: 20 minuti con Sarko.

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«Ci prenderemo altri 20 minuti per noi»,
ha detto l’ex top-model, ora moglie invidiata da tutte le compagne di scuola, 
a Fazio completamente imbambolato davanti ai suoi occhi. 
Sì, furono 20 minuti anche lo scorso anno,
è una goduria frammentata e concentrata,
è la legge della gente impegnata, è la moda socialista 
che s’incontra con la destra riformista e non c’è tempo per le soste lunghe.
C’è tempo per una canzone. La signora/madame (doppia nazionalità) Sarkozy
canta anche, con la chitarra in mano. Dedica le sue canzoni a Sarko, naturalmente.
Vuole dimostrare a suo marito il suo «sostegno totale», Comme si de rien n’etait.
S’intitola così, “Come se niente fosse”, l’ultimo album di Carla.

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26 gennaio 2009

Che cos’è il jazz

 

Se ne accorge soltanto chi può averne memoria 

 

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Energia, talento, donna “calda”, seme dell’uomo: la parola jass passa da tali significati della seconda metà dell’800 al significato di musica suonata nelle feste da ballo, verso la seconda metà del ‘900. Nel ’14, un cero Bert Kelly suona il banjo in un’orchestrina al Saint Francis Hotel di San Francisco e nel ’16 è leader della sua Jass Band, a Chicago.  

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Il jazz, nella sua prima forma compiuta, è quello di New Orleans, basato sull’improvvisazione collettiva di carattere polifonico. Per l’ispirazione, attinge al canto afroamericano, spirituale e di lavoro, e alla musica europea (New Orleans nasce nel 1680 come colonia francese sulle rive del Mississippi), classica e militare. Per il ritmo, ruolo decisivo hanno le danze africane degli schiavi, ai quali la domenica è permesso riunirsi. Gli strumenti sono quelli della tradizione bandistica dei colonizzatori. 

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Quando i locali del divertimento e della prostituzione si chiudono a New Orleans (gli Usa sono entrati in guerra), il jazz va a Chicago. Louis Armstrong arriva nel ’22. Tra il ’25 e il ’28, raggiunge la vetta artistica, con due complessi messi insieme per incidere dischi, senza il dovere professionale di “divertire” i presenti. L’elastico tra esigenze espressive e richiesta commerciale porta il jazz a cercare risposte artisticamente adeguate alle proprie istanze sociologiche. Il blues, dolore-malinconia-rabbia, segna la sofferenza di un incontro (tra popoli) e la sua vitale necessità. 

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Il canto, nel jazz classico e nell’età di mezzo (anni ’50 compresi), ha un ruolo omogeneo rispetto alle esecuzioni strumentali. Grandi cantanti e grandi solisti spesso si equivalgono. E d’altra parte, il valore artistico delle big-band e delle piccole formazioni si misura comunque con la capacità d’intrattenimento, che resta la funzione principale del jazz fino agli anni ’60. I risultati, a volte artisticamente sublimi, non cambiano la sostanza del discorso. La tensione si fa diversa quando, a partire dai primi anni ’40, musicisti come Thelonious Monk e Charlie Parker sentono sempre più viva la necessità di suonare svincolati dalle convenzioni del jazz ballabile (ed orecchiabile) e, cercando libertà espressiva, elaborano col Be-bop stili complessi. Il jazz si dirama in un intreccio di poetiche, “calde” e “fredde” e si dibatte tra l’ansia di progredire sul piano culturale (si pensi alla musica “intuitiva” predicata da Lennie Tristano) e la nostalgia del Revival cioè del tentativo di tornare a New Orleans. 

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In verità, è proprio l’energia delle origini a fornire nuova vita al jazz degli anni ’60, non però nell’ottica revivalistica, bensì attraverso il pieno recupero dell’improvvisazione collettiva, di tutte le sue valenze espressive. Miles Davis e John Coltrane aprono al metodo modale e valorizzano la melodia, rompendo la gabbia delle armonie tradizionali e facendo posto alla fresca vena del Free Jazz di Ornette Coleman. 

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Nel free si volle vedere qualcosa di rivoluzionario e di eccessivo. Era invece semplicemente una scelta di libertà, attraverso il canto dei padri, non per tornare indietro, ma per fare un passo decisivo verso il futuro. Il jazz, specialmente il “free”, è parte essenziale di tutta la nuova musica degli anni ’70 e ’80, sia in prospettiva Fusion, sia di stampo “euro-colto”. 

 

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Nel decennio successivo e ora, nel terzo millennio, il jazz vive nascosto in molte musiche, a quasi tutte dà sostanza, ma se ne accorge soltanto chi può averne memoria. 

 

 caldo o freddo?

 

 il vero jazz

Franco Pecori

 

 

25 gennaio 2009

Sundance Film Festival 2009

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 Park City, Utah  15-25 Gennaio 2009

 

 

 

Il festival si articola in diverse sezioni e verifica le tendenze del cinema indipendente.
In particolare evidenza il panorama americano e mondiale dei documentari e dei film drammatici.
Il programma comprende anche 16 Premieres.

 

Tra i documentari 

Art & Copy di Doug Pray
Boy Interrupted di Dana Perry
Dirt! The Movie di Bill Benenson, Gene Rosow
211: Anna di Paolo Serbandini

 

VINCE TWe live in public di Ondi Timoner

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U.S. DRAMATIC COMPETITION

16 Film di cineasti indipendenti americani

film_push_based_on.jpgVINCE
Push: Based on the novel by Sapphire
Lee Daniels - Usa, 2008
Gabourey Sidibe, Paula Patton, Mo’Nique, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz.

 

 

 

world cinema
DRAMATIC COMPETITION

 16 film, panorama mondiale di cinema indipendente

film_the_maid_la_nana.jpgVINCE
The Maid - La Nana
Sebastian Silva - Cile, 2008
Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Mariana Loyola, Andrea García-Huidobro, Alejandro Goic, Agustín Silva.

 

 

 

QUI TUTTI I PREMI 

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IN PROGRAMMA 

 

U.S. DRAMATIC COMPETITION

Film di cineasti indipendenti americani 

 

Adam
Max Mayer - Usa, 2009
Hugh Dancy, Rose Byrne, Frankie Faison, Peter Gallagher, Amy Irving, Mark Linn-Baker.

Amreeka
Cherien Dabis - Usa/Canada/Kwait, 2009
Nisreen Faour, Melkar Muallem, Hiam Abbass, Yussuf Abu-Warda, Alia Shawkat, Joseph Ziegler.

Arlen Faber
John Hindman - Usa, 2008
Jeff Daniels, Lauren Graham, Lou Taylor Pucci, Olivia Thirlby, Kat Dennings, Nora Dunn.

Big Fan
Robert Siegel - Usa, 2008
Patton Oswalt, Michael Rapaport, Kevin Corrigan, Marcia Jean Kurtz, Matt Servitto.

Brief Interviews with Hideous Men
John Krasinski - Usa, 2008
Julianne Nicholson, John Krasinski, Bobby Cannavale, Ben Shenkman, Dominic Cooper, Christopher Meloni.

Cold Souls
Sophie Barthes - Usa, 2008
Paul Giamatti, Dina Korzun, David Strathairn, Emily Watson, Katheryn Winnick, Lauren Ambrose.

Dare
Adam Salky - Usa, 2009
Emmy Rossum, Zach Gilford, Ashley Springer, Ana Gasteyer, Alan Cumming, Sandra Bernhard.

Don’t Let Me Drown
Cruz Angeles - Usa, 2008
E.J. Bonilla, Gleendilys Inoa, Damián Alcázar, Ricardo Antonio Chavira, Gina Torres, Yareli Arizmendi.

The Greatest
Shana Feste - Usa, 2008
Pierce Brosnan, Susan Sarandon, Carey Mulligan, Johnny Simmons, Aaron Johnson, Michael Shannon.

Humpday
Lynn Shelton - Usa, 2009
Mark Duplass, Joshua Leonard, Alycia Delmore, Lynn Shelton, Trina Willard.

Paper Heart
Nicholas Jasenovec - Usa, 2008
Charlyne Yi, Michael Cera, Jake Johnson.

Peter and Vandy
Jay DiPietro - Usa, 2008
Jason Ritter, Jess Weixler, Jesse L. Martin, Tracie Thoms.

Push: Based on the novel by Sapphire
Lee Daniels - Usa, 2008
Gabourey Sidibe, Paula Patton, Mo’Nique, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz.

Sin Nombre
Cary Joji Fukunaga - Usa/Mexico, 2008
Paulina Gaitan, Edgar Flores, Kristyan Ferrer, Tenoch Huerta Mejía, Diana García, Héctor Jiménez.

Taking Chance
Ross Katz - Usa, 2008
Kevin Bacon.

Toe to Toe
Emily Abt - Usa, 2008
Louisa Krause, Sonequa Martin, Silvestre Rasuk, Leslie Uggams, Gaius Charles, Ally Walker.

 

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world cinema
DRAMATIC COMPETITION

Panorama mondiale di cinema indipendente

Before Tomorrow - Le Jour Avant le Aendemain
Madeline Piujuq Ivalu - Canada, 2008
Peter-Henry Arnatsiaq, Paul-Dylan Ivalu, Madeline Piujuq Ivalu, Mary Qulitalik, Tumasie Sivuarapik.

Bronson
Nicolas Winding Refn - UK, 2008
Tom Hardy, Matt King, James Lance, Kelly Adams, Amanda Burton.

Carmo - Hit the Road
Murilo Pasta - Spagna, 2008
Fele Martínez, Mariana Loureiro, Seu Jorge, Márcio Garcia, Paca Gabaldón, Rosi Campos.

Cliente - A French Gigolo
Josiane Balasko - Francia, 2008
Nathalie Baye, Eric Caravaca, Isabelle Carré, Josiane Balasko.

The Clone Returns Home - Kurôn wa kokyô o mezasu
Kanji Nakajima - Giappone, 2008
Mitsuhiro Oikawa, Eri Ishida, Hiromi Nagasaku.

Dada’s Dance
Zhang Yuan - Cina, 2008
Li Xinyun, Li Xiaofeng, Gai Ge, Chen Jun.

An Education
Lone Scherfig - UK, 2008
Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Emma Thompson Ca: Lucy Bevan.

Five Minutes of Heaven
Oliver Hirschbiegel - UK/Irlanda, 2009
Liam Neeson, James Nesbitt, Anamaria Marinca.

Heart of Time - Corazón del Tiempo
Alberto Cortés - Mexico, 2008
Rocío Barrios.

Louise-Michel
Benoît Delépine, Gustave de Kervern - Francia, 2008
Yolande Moreau, Bouli Lanners.

Lulu and Jimi
Oskar Roehler - Germania, 2007
Jennifer Decker, Ray Fearon, Katrin Sass, Udo Kier, Rolf Zacher, Ulrich Thomsen.

The Maid - La Nana
Sebastian Silva - Cile, 2008
Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Mariana Loyola, Andrea García-Huidobro, Alejandro Goic, Agustín Silva.

One Day in a Life - Un altro pianeta
Stefano Tummolini - Italia, 2008
Antonio Merone, Lucia Mascino.

Unmade Beds
Alexis Dos Santos - UK, 2008
Deborah Francois, Fernando Tielve.

Victoria Day
David Bezmozgis - Canada, 2009
Mark Rendall, Sergiy Kotelenets, Nataliya Alyexeyenko, Holly Deveaux, John Mavro, Scott Beaudin.

Zion and His Brother - zion ve’achiv
Eran Merav - Francia/Israele, 2009
Ronit Elkabetz, Tzachi Grad, Reuven Badalov, Ofer Hayun.

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PREMIERES

Anteprime mondiali

Endgame
Pete Travis - UK, 2009
William Hurt, Chiwetel Ejiofor, Mark Strong, Jonny Lee Miller.

I Love You Phillip Morris
Glenn Ficarra, John Requa - Usa, 2008
Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro.

The Informers
Gregor Jordan - Usa, 2008
Billy Bob Thornton, Kim Basinger, Mickey Rourke, Winona Ryder, Jon Foster, Amber Heard.

In the Loop
Armando Iannucci - UK, 2008
Peter Capaldi, James Gandolfini, Tom Hollander, David Rashe, Gina McKee, Chris Addison, Anna Chulmsky, Mimi Kennedy.

Manure
Michael Polish - Usa, 2008
Billy Bob Thornton, Téa Leoni, Kyle MacLachlan.

Mary and Max
Adam Elliot - Australia, 2008
Toni Collette, Philip Seymour Hoffman, Barry Humphries, Eric Bana.

The Messenger
Oren Moverman - Usa, 2008
Ben Foster, Woody Harrelson, Samantha Morton, Jena Malone, Eamonn Walker.

Moon
Duncan Jones - UK, 2008
Sam Rockwell, Kevin Spacey, Dominique McElligott, Benedict Wong, Matt Berry, Kaya Scodelario, Malcolm Stewart.

Motherhood
Katherine Dieckmann - Usa, 2008
Uma Thurman, Anthony Edwards, Minnie Driver.

Rudo y Cursi
Carlos Cuarón - Mexico, 2008
Diego Luna, Gael García Bernal, Guillermo Fracella.

Shrink
Jonas Pate - Usa, 2008
Kevin Spacey, Keke Palmer, Mark Webber, Dallas Roberts, Saffron Burrows.

Spread
David Mackenzie - Usa, 2008
Ashton Kutcher, Anne Heche, Margarita Levieva, Rachel Blanchard, Sebastian Stan, Sonia Rockwell.

 

 

25 gennaio 2009

Oscar 2009, The Millionaire

 

 

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2009

 

Il miglior film è

 

Slumdog Millionaire  (The Millionaire)

 

 

cinema_themillionaire2.jpg

Un’inquadratura del film di Danny Boyle

 

 

Consegnati gli Oscar a Los Angeles

   

 

Film

The Curious Case of Benjamin Button
Frost/Nixon
Milk
The Reader
* Slumdog Millionaire (The Millionaire)

Regia

David Fincher (The Curious Case of Benjamin Button)
Ron Howard (Frost/Nixon)
Gus Van Sant (Milk)
Stephen Daldry (The Reader)
* Danny Boyle (Slumdog Millionaire)    

Film straniero

The Baader Meinhof Complex - Germania
The Class - Francia
* Departures - Giappone
Revanche - Austria
Waltz with Bashir - Israele

Attore

Richard Jenkins (The Visitor)
Frank Langella (Frost/Nixon)
* Sean Penn in (Milk)
Brad Pitt in (The Curious Case of Benjamin Button)
Mickey Rourke (The Wrestler)

Attrice

Anne Hathaway (Rachel Getting Married)
Angelina Jolie (Changeling)
Melissa Leo (Frozen River)
Meryl Streep (Doubt)
* Kate Winslet (The Reader)

Attore non protagonista

Josh Brolin (Milk)
Robert Downey Jr. (Tropic Thunder)
Philip Seymour Hoffman (Doubt)
* Heath Ledger (The Dark Knight)
Michael Shannon (Revolutionary Road)  

Attrice non protagonista

Amy Adams (Doubt)
* Penélope Cruz (Vicky Cristina Barcelona)
Viola Davis (Doubt)
Taraji P. Henson (The Curious Case of Benjamin Button)
Marisa Tomei (The Wrestler)

Sceneggiatura

Written by Courtney Hunt (Frozen River)
Mike Leigh (Happy-Go-Lucky)
Martin McDonagh (In Bruges)
* Dustin Lance Black (Milk)
Andrew Stanton, Pete Docter (WALL-E)

Fotografia

Tom Stern (Changeling)
Claudio Miranda (The Curious Case of Benjamin Button)
Wally Pfister (The Dark Knight)
Chris Menges, Roger Deakins (The Reader)
* Anthony Dod Mantle (Slumdog Millionaire)

Montaggio

Kirk Baxter, Angus Wall (The Curious Case of Benjamin Button)
Lee Smith (The Dark Knight)
Mike Hill, Dan Hanley (Frost/Nixon)
Elliot Graham (Milk)
* Chris Dickens (Slumdog Millionaire)   

Animazione 

Bolt
Kung Fu Panda
* WALL-E

Scenografia

James J. Murakami, Gary Fettis (Changeling)
* Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo (The Curious Case of Benjamin Button)
Nathan Crowley, Peter Lando (The Dark Knight)
Michael Carlin, Rebecca Alleway (The Duchess)
Kristi Zea, Debra Schutt (Revolutionary Road)

Costumi

Catherine Martin (Australia)
Jacqueline West (The Curious Case of Benjamin Button)
* Michael O’Connor (The Duchess)
Danny Glicker (Milk)
Albert Wolsky (Revolutionary Road)

Musica

Alexandre Despat (The Curious Case of Benjamin Button)
James Newton Howard (Defiance)
Danny Elfman (Milk)
* A.R. Rahman (Slumdog Millionaire)
Thomas Newman (WALL-E)

Canzone originale

Down to Earth (WALL-E) - Musica: Peter Gabriel, Thomas Newman. Parole: Peter Gabriel
Jai Ho (Slumdog Millionaire) - Musica: A.R. Rahman. Parole: Gulzar
* O Saya (Slumdog Millionaire) - Musica e Parole: A.R. Rahman, Maya Arulpragasam 

Documentario

The Betrayal (Nerakhoon)
Encounters at the End of the World
The Garden
* Man on Wire
Trouble the Water

Corto

Auf der Strecke (On the Line) - Reto Caffi
Manon on the Asphalt - Elizabeth Marre, Olivier Pont
New Boy - Steph Green, Tamara Anghie
The Pig - Tivi Magnusson, Dorte Høgh
* Spielzeugland (Toyland) - Jochen Alexander Freydank

23 gennaio 2009

Milk

film_milk1.jpgMilk
Gus Van Sant, 2008
Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Josh Brolin, Diego Luna, Brandon Boyce, Kelvin Yu, Lucas Grabeel, Alison Pill, Denis O’Hare, Victor Garber, Howard Rosenman, Peter Jason, Carol Ruth Silver, Eric Stoltz.
Oscar 2009: Sean Penn at.

Uscire allo scoperto. Harvey Milk (Penn) usò questa leva psicologica per sollevare il “mondo” sommerso dei gay americani e la sua politica ebbe successo. Gli costò la vita, però. Spese tutte le sue energie per fare di sé un bersaglio e nel 1978 fu assassinato. Nonostante la reazione dei conservatori e dei cattolici californiani, Milk seppe andare oltre il confine della rivendicazione locale, a San Francisco. Il biopic di Van Sant racconta la storia del primo americano riuscito ad affermarsi in politica essendo dichiaratamente omosessuale, ma il film non è solo una biografia. Il regista di Elephant (2003) e di Paranoïd Park (2007), proprio restando alla concretezza della vicenda, ne fa espressione di sentimenti e di temi più larghi. Van Sant va in profondità, grazie alla bravura di Sean Penn nell’immedesimazione interpretativa e con la scelta estetica di coniugare l’”impressione di realtà” (macchina a mano, foto sgranata, tagli stile news) con l’opposto dei momenti poetici dedicati al “privato” del protagonista; “condivide” passo passo la crescita e l’esplosione delle energie di Milk, rivelandone l’intimità mentre sembra volersi mantenere ad un’obbiettività “documentaristica”; e dall’altra apre lo sguardo verso tematiche socioculturali che ci fanno rivivere, con la coscienza di oggi, la realtà di un paese complesso come l’America. Milk va così a far parte del gruppo di film che meglio aiutano ad aprire il grande giocattolo, a vedere cosa c’è dentro. Restando ad opere prodotte negli ultimi anni: Million dollar baby (2004) Good night, and Good Luck (2005), Non è un paese per vecchi (2007), L’ospite inatteso (2008). Nello stesso passaggio di Penn dalla regia (2007) di Into the wild (sull’ansia di recuperare il sogno di una vita rinnovata e diversa oltre l’inganno aprospettico dei destini precostituiti) all’impareggiabile interpretazione di Milk è la prova di come e di quanto il grande cinema possa e voglia ancora impegnarsi in discorsi non puramente commerciali.

Franco Pecori

23 gennaio 2009
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