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10 09 2010
 
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Trieste, Fantascienza 09

festival_fantascienza2009 

Science+Fiction
FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA
EDIZIONE ZERO/NOVE
TRIESTE 22-28 NOVEMBRE 2009
Multiplex Cinecity – Torri d’europa

70 proiezioni tra lunghi e corti, 20 titoli in Anteprima nazionale, oltre 20 film nelle sezioni speciali provenienti dal più grandi archivi europei. E una significativa presenza di pubblico: circa 12.000 presenze nell’arco della manifestazione e il tutto esaurito negli spettacoli serali.


Premi alla Carriera a Roger Corman e a Christopher Lee

L’edizione zero/nove di Science+Fiction – il festival internazionale della fantascienza - manifestazione dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo - si è svolta a Trieste dal 22 al 28 novembre 2009 presso il Multiplex Cinecity. Tra gli ospiti, Roger Corman e Christopher Lee che hanno ritirato il Premio Urania d’Argento alla Carriera, assegnato ogni anno a personalità di spicco del fantastico e realizzato in collaborazione con la rivista Mondatori “Uraniaâ€.

Roger Corman regista e produttore divenuto figura leggendaria con i propri film nel campo dei B movies  e per aver lanciato nomi del calibro di Jack Nicholson e Francis Ford Coppola, è stato insignito, appena da pochi giorni dall’Academy Award, dell’Oscar alla carriera. Il regista è stato omaggiato con la proiezione di L’uomo dalla vista a raggi x (The Man With The X Ray Eyes), storica pellicola interpretata da Ray Milland e vincitrice del premio Asteroide d’Oro nella prima edizione dello Festival del Film di Fantascienza di Trieste. Con la sigla Fant’America è stato proposto un focus sull’opera di Edgar Allan Poe, nel bicentenario della nascita dello scrittore. Tra i film tratti dai suoi lavori, i capolavori cormaniani I Vivi e i Morti (The Fall Of The House Of Usher), Il Pozzo e il Pendolo (The Pit And The Pendulum), I Maghi del Terrore (The Raven), La Maschera della Morte Rossa (Masque Of The Red Death).

cinema_rogercormancinema_christopherlee

Christopher Lee ha presentato per l’occasione (solo a Trieste) l’ultimo lavoro di Danis Tanovic, Triage, in uscita nelle sale italiane il 27 novembre, che lo vede impegnato al fianco di Colin Farrell. Una carriera davvero straordinaria la sua, oltre 250 interpretazioni (tra film e produzioni televisive). Per il popolo dei cinefili è e sarà sempre Dracula il Vampiro, la pellicola diretta da Terence Fisher che gli ha dato l’immortalità cinematografica nel 1958. Un’icona internazionale dei film dell’orrore, tanto da vestire gli intramontabili panni di altre due figure inquietanti: Frankenstein, 1957 e Fu Manchu, a partire dal 1965.  E’ stato diretto, tra gli altri, da John Huston, Raoul Walsh, Joseph Losey, George Marshall, Orson Welles, Nicholas Ray, Michael Powell, Edward Molinaro, Jerome Savary, Billy Wilder, Steven Spielberg, Joe Dante, Peter Jackson, Tim Burton, John Landis, Alejandro Jodorowsky e Andrei Konchalovsky. Una carriera più che quarantennale, che S+F è lieta quest’anno di celebrare attraverso il Premio Urania d’Argento.

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È First Squad-The Moment of Truth, del giapponese Yoshiharu Ashino, il vincitore del PREMIO ASTEROIDE assegnato al miglior lungometraggio in Concorso. Al film svedese Metropia di Tarik Saleh va una Menzione Speciale. A vincere è stato dunque il cinema d’animazione: un uso della computer graphica che ha trovato concorde l’intera Giuria di science+fiction 09, presieduta dallo scrittore Bruce Sterling.

Il Méliès d’Argento (novità assoluta di questa edizione) - Nomination indispensabile per accedere al Concorso Europeo che decreterà il vincitore del Méliès d’Oro alla prossima edizione del Festival del Film Fantastico di Sitges - va al film The Children dell’inglese Tom Shankland. La Giuria presieduta dal regista Enzo G. Castellari ha voluto premiare la pellicola britannica perché «horror coinvolgente che rimanda anche al genere fantascientifico».

Nella sezione European Fantastic Short, la selezione di cortometraggi fantastici europei,  la Giuria presieduta da Castellari ha assegnato la Nomination per il Miglior cortometraggio fantastico europeo al francese Virtual Dating firmato da Katia Olivier. «Una storia fantascientifica divertente e originale».

Per il Premio del Pubblico assegnato in collaborazione con la Provincia di Trieste e il Cinecity, gli spettatori hanno scelto TiMer della regista americana Jacqueline Schaeffer.

Premio Nuove Visioni a Federico Zampaglione quale autore emergente più interessante nel panorama Europeo.

 

IL PROGRAMMA

 

Serata inaugurale

domenica 22 novembre 2009

 

Teatro Miela

 

17.00  Roger Corman incontra il pubblico

a seguire

X - The Man with the X-Ray Eyes [ Usa | 1963 | col. | 79' | v.o.sott.it.]

ingresso libero

 

 

21.30 Massimo Volume

sonorizzazione del film La chute de la maison Usher [Francia/Usa | 1928 | b/n | 63’]

biglietto unico € 7    

ingresso gratuito per gli accreditati del festival

 

 

  

Lunedì 23 novembre

 

17.00 Sala 2 neon

The Age of Stupid [Regno Unito, 2009, col., 92’, v.o. sott.it.] di Franny Armstrong

presentazione a cura di Filippo Giorgi (ICTP)

in collaborazione con ARPA FVG - LaREA

 

17.15 Sala 4 neon

20th Century Boys: Beginning of the End [20-seiki shônen: Honkaku kagaku bôken eiga, Giappone, 2008, col., 142’, v.o. sott.it./ing.] di Yukihiko Tsutsumi

 

17.30 Sala 6 urania d’argento a Roger Corman

The Fall of the House of Usher [Usa, 1960, col., 79’, v.o. sott.it] di Roger Corman

a seguire

The Pit and the Pendulum [Usa, 1961, col., 90’, v.o. sott.it.] di Roger Corman

 

19.00 Sala 2 neon, concorso+méliès

Metropia [Svezia, 2009, col., 80’, v.o. sott.it.] di Tarik Saleh

 

20.30 Sala 6 urania d’argento a Roger Corman (cerimonia di premiazione)

consegna del premio alla carriera Urania d’Argento a Roger Corman

a seguire

 

The Masque of the Red Death [Regno Unito, 1964, col., 89’, v.o. sott.it.] di Roger Corman 

a seguire

The Raven [Usa  1963, col., 86’, v.o. sott.it.] di Roger Corman

 

21.00 Sala 4 neon corti / shorts

European Fantastic Shorts

 

22.15 Sala 2 neon

Goemon [Giappone, 2009, col., 128’, v.o. sott.it./ing.] di Kazuaki Kiriya

 

  

 

martedì 24 novembre

 

16.00 Sala 4 neon

20th Century Boys: Chapter Two – The Last Hope [20-seiki shônen: Dai 2 shô - Saigo no kibô, Giappone, 2009, col., 139',  v.o. sott.it./ing.] di Yukihiko Tsutsumi

 

16.30 Sala 6 marx attacks!

The Silent Star [Der schweigende Stern, RDT/Polonia, 1960, col., 93’, v.o. sott.it.] di Kurt Maetzig

 

18.00 Sala 2 neon, concorso

Salvage* [Regno Unito, 2009, col., 80’,  v.o. sott.it.] di Lawrence Gough

 

18.15 Sala 6 marx attacks!

Ikarie XB 1 [Cecoslovacchia, 1963, b/n, 84’, v.o. sott.it./ing] di Jindřich Polák

 

18.30 Sala 4 neon, concorso+méliès

Metropia (R) [Svezia, 2009, col., 80’, v.o. sott.it.] di Tarik Saleh

 

20.00 Sala 2 neon, méliès

Banlieue 13 – Ultimatum* [Francia,  2009, col., 101’, v.o. sott.it./ing.] di Patrick Alessandrin

 

20.15 Sala 4 spazio nocturno

Fuga dal Bronx [Italia, 1983, col., 89’] di Enzo G. Castellari

a seguire

incontro con Enzo G. Castellari

a seguire

Quel maledetto treno blindato (The Inglorious Bastards) [Italia, 1978, col., 100’, v.ing. sott.it.] di Enzo G. Castellari

 

20.30 Sala 6 marx attacks!

The End of August at the Hotel Ozone  [Konec srpna v Hotelu Ozón, Cecoslovacchia, 1966, b/n, 79’, v.o. sott.it./ing.] di Jan Schmidt

 

22.00 Sala 6 marx attacks!

Who Wants to Kill Jessie?  [Kdo chce zabít Jessii?, Cecoslovacchia, 1966, b/n, 81’, v.o. sott.it./ing.] di Václav VorlíÄek

 

22.15 Sala 2 neon, concorso+méliès

1* (One, Ungheria, 2009, col., 90’,  v.o. sott.it.] di Pater Sparrow

 

 

 

 

mercoledì 25 novembre

 

15.15 Sala 4 neon

Goemon (R) [Giappone, 2009, col., 128’, v.o. sott.it./ing.] di Kazuaki Kiriya

 

15.30 Sala 2 neon, concorso

Zone of the Dead* [Serbia, 2009, col., 96’,  v.o. sott.it.] di Milan Konjevic, Milan Todorovic

 

16.30 Sala 6 marx attacks!

Eolomea [RDT, 1972, col., 83’, v.o. sott.it.] di Herrmann Zschoche

 

17.30 Sala 2 neon, concorso

2033* [Messico, 2009, col., 90’, v.o. sott.it.] di Francisco Laresgoiti

 

17.45 Sala 4 neon, méliès

Banlieue 13 – Ultimatum (R) [Francia, 2009, col., 101’, v.o. sott.it./ing.] di Patrick Alessandrin

 

18.00 Sala 6 marx attacks!

In the Dust of the Stars [Im Staub der Sterne, RDT/Romania, 1976, col., 75’ , v.o. sott.it./ing] di Gottfried Kolditz 

 

19.30 Sala 6 marx attacks!

The Rat Savior [Izbavitelj, Jugoslavia, 1976, col., 80’, v.o. sott.it./ing.] di Krsto Papic

 

20.00 Sala 2 neon, concorso

TiMER* [Usa, 2009, col., 99’, v.o. sott.it.] di Jac Schaeffer

 

20.15 Sala 4 neon, concorso+méliès

1 (R) [One, Ungheria, 2009, col., 90’, v.o. sott.it.] di Pater Sparrow

 

21.30 Sala 6 corti / shorts

European Fantastic Shorts - programma 1

 

22.15 Sala 2 neon, concorso

Infestation* [Usa, 2009, col., 93’, v.o. sott.it.] di Kyle Rankin

 

22.30 Sala 4 neon, méliès

The Children* [Regno Unito, 2008, col., 84’, v.o. sott.it.] di Tom Shankland

 

 

 

 

Giovedì 26 novembre

 

15.00 Sala 4 neon

20th Century Boys: Chapter Three – Redemption  [20-seiki shônen: Saishû-shô - Bokura no hata, Giappone, 2009, col., 155’, v.o. sott.it./ing.]  di Yukihiko Tsutsumi

 

15.30 Sala 2 neon, méliès

The Children (R)  [Regno Unito, 2008, col., 84’, v.o. sott.it.] di Tom Shankland

 

16.15 Sala 6 marx attacks!

The Fortress

[Az eröd, Ungheria, 1979, col., 119’, v.o. sott.it./ing.]

di Miklós Szinetár

 

17.30 Sala 2 neon, concorso

The Clone Returns Home* [Kurôn wa kokyô o mezasu, Giappone, 2008, col., 110’, v.o. sott.it./ing.] di Kanji Nakajima

 

18.00 Sala 4 neon, concorso

Salvage (R) [Regno Unito, 2009, col., 80’, v.o. sott.it.] di Lawrence Gough

 

18.30 Sala 6 marx attacks!

Ferat Vampire [Upír z Feratu, Cecoslovacchia, 1981, col., 90’, v.o. sott.it./ing.] di Juraj Herz

 

20.00 Sala 2 urania d’argento a Christopher Lee (cerimonia di premiazione)

consegna del premio alla carriera Urania d’Argento a Christopher Lee

a seguire

Triage [Irlanda/Spagna/Francia, 2009, col., 99’, v.o. sott.it.]  di Danis Tanovic

 

20.15 Sala 4 neon, méliès

Amer* [Francia/Belgio, 2009, col., 90’, v.o. sott.it./ing.]  di Hélène Cattet, Bruno Forzani

 

20.30 Sala 6 marx attacks!

Visitors from the Galaxy [Gosti iz galaksije, Jugoslavia, 1981, col., 86’, v.o. sott.it.] di Dušan Vukotic

 

22.00 Sala 6 corti / shorts

European Fantastic Shorts

spazio italia

 

22.15 Sala 4 neon, concorso

2033 (R) [Messico, 2009, col., 90’, v.o. sott.it.] di Francisco Laresgoiti

 

22.30 Sala 2 neon, méliès

Valhalla Rising* [Danimarca, 2009, col., 100’, v.o. sott.it.] di Nicolas Winding Refn

 

  

venerdì 27 novembre

 

15.15 Sala 4 neon, mèliès

Valhalla Rising (R) [Danimarca, 2009, col., 100’, v.o. sott.it.]  di Nicolas Winding Refn

 

16.00 Sala 2 neon, concorso

First Squad - The Moment of Truth [Faasuto Sukuwaddo, Russia/Giappone/Canada, 2009, col., 73’, v.o. sott.it./ing.] di Yoshiharu Ashino, Aljosha Klimov, Misha Sprits

 

16.30 Sala 6 marx attacks!

The War of the World: Next Century [Wojna swiatów - nastepne stulecie, Polonia, 1981, col., 96’, v.o. sott.it./ing.] di Piotr Szulkin

 

17.30 Sala 4 neon, concorso

TiMER (R) [Usa, 2009, col., 99’, v.o. sott.it.]

di Jac Schaeffer

 

17.45 Sala 2 neon, méliès

Amer (R) [Francia/Belgio, 2009, col., 90’, v.o. sott.it./ing.]

di Hélène Cattet, Bruno Forzani

 

18.15 Sala 6 marx attacks!

Sexmission [Seksmisja, Polonia, 1984, col., 116’, v.o. sott.it./ing.] di Juliusz Machulski

 

20.00 Sala 2 spazio nocturno/premio notturno “nuove visioni†a Federico Zampaglione

Shadow* [Italia, 2009, col., 90’, v.o. sott.it.]  Federico Zampaglione

 

20.15 Sala 4 neon, concorso

The Clone Returns Home (R) [Kurôn wa kokyô o mezasu, Giappone, 2008, col., 110’, v.o. sott.it./ing.] di Kanji Nakajima

 

20.30 Sala 6 marx attacks!

O-Bi, O-Ba - The End of Civilization [O-bi, O-ba - Koniec cywilizacji, Polonia, 1985, col., 88’, v.o. sott.it./ing.] di Piotr Szulkin

 

22.00 Sala 6 corti /shorts

European Fantastic Shorts - programma 2

 

22.15 Sala 2 neon, concorso

Carriers* [Usa, 2009, colore, 84’, v.o. sott.it./ing.]  di Àlex Pastor, David Pastor

 

22.30 Sala 4 neon, concorso

Zone of the Dead (R) [Serbia, 2009, col., 96’,  v.o. sott.it.] di Milan Konjevic, Milan Todorovic

 

  

sabato 28 novembre

 

15.00 Sala 2 uUrania d’argento a Christopher Lee

The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring – extended version [Nuova Zelanda/Usa, 2001, col., 208’, v.o. sott.it.] di Peter Jackson

a seguire

incontro con Christopher Lee

a seguire

The Wicker Man [Regno Unito, 1973, col., 88’, v.o. sott.it.] di Robin Hardy

 

15.30 Sala 4  neon, concorso

Infestation (R)  [Usa, 2009, colore, 93’] di Kyle Rankin

 

16.00 Sala 6 neon

20th Century Boys: Beginning of the End (R) [20-seiki shônen: Honkaku kagaku bôken eiga, Giappone, 2008, col., 142’, v.o. sott.it/ing.] di Yukihiko Tsutsumi

 

17.45 Sala 4 neon, concorso

Carriers (R)  [Usa, 2009, colore, 84’] di Àlex Pastor, David Pastor

 

18.45 Sala 6 neon

20th Century Boys: Chapter Two – The Last Hope (R)  [20-seiki shônen: Dai 2 shô - Saigo no kibô, Giappone, 2009, col., 139', v.o. sott.it./ing.] di Yukihiko Tsutsumi

 

19.45 Sala 4 neon, concorso

First Squad - The Moment of Truth (R)  [Faasuto Sukuwaddo, Russia/Giappone/Canada, 2009, col., 73’, v.o. sott.it./ing.]  di Yoshiharu Ashino, Aljosha Klimov, Misha Sprits

 

20.30 Sala 2

cerimonia di premiazione

consegna del premio asteroide e del premio méliès d’argento

a seguire

Moon [Regno Unito, 2009, col., 97’, v.o. sott.it.] di Duncan Jones

 

21.00 Sala 6 neon

20th Century Boys: Chapter Three – Redemption (R) [20-seiki shônen: Saishû-shô - Bokura no hata, Giappone, 2009, col., 155’, v.o. sott.it./ing.]  di Yukihiko Tsutsumi

 

21.30 Sala 4 neon, concorso

Replica di un film premiato

 

22.30 Sala 2 neon, concorso

Replica di un film premiato

 

 

NOTA

* Alla presenza del regista.

(R) Replica.

masterclass (Corman e Lee incontrano il pubblico e la stampa)

 

Aula Magna Science della Formazione

Università degli Studi di Trieste, via Tigor 22 / Trieste

 

Lun 23.11.09 ore 15.00

Masterclass di Roger Corman

Coordina Leonardo Gandini

 

Auditorium del Museo Civico Revoltella

via Armando Diaz 27 / Trieste

 

Ven 27.11.09 ore 15.00

Masterclass di Christopher Lee

Coordina Phillip Bergson

 

 

  

Caffè Tommaseo

Science Fiction café

dalle 11.30 incontri con gli scrittori, i registi e gli artisti ospiti del festival

ingresso libero

 

Lun 23.11.09

Edgar Allan Poe e il Cinema

Giuseppe Lippi, Lorenzo Codelli, Kim Newman, Roger Corman

 

Mar 24.11.09

E-Doll: premio Urania letterario 2009 a Francesco Verso

Giuseppe Lippi, Francesco Verso

 

Mer 25.11.09

Neon [1] incontro con i registi presenti al festival

 

Gio 26.11.09

Neon [2] incontro con i registi presenti al festival

 

Ven 27.11.09

La rinascita dell’horror italiano

Federico Zampaglione, Manlio Gomarasca, Alan Jones

 

Sab 28.11.09

Greystorm e la fantascienza nel fumetto in Italia

Antonio Serra, Mario Alberti, Franco De Vescovi, Adriano Barone

 

 

  

Auditorium del Museo Civico Revoltella

art&scienza dalle 17.00 incontri tra scienza, arte e fantascienza

in collaborazione con la Sissa, coordina Fabio Pagan

ingresso libero

 

Mer 25.11.09

Vita e morte delle stelle

Nane bianche e buchi neri nello spazio-tempo

Giuseppe Mussardo

Stefano Liberati

Proiezione del documentario “Chandra. The Journey of a Starâ€

 

Gio 26.11.09

Science Fiction & Beyond

Cyberpunk e oltre: scienza e tecnoscienza

Bruce Sterling

Giuseppe Lippi

 

Ven 27.11.09

L’astronave di Marinetti

Quando il futurismo amava la tecnologia

Gianfranco de Turris- Riccardo Valla

 

Sab 28.11.09

Balle spaziali. Siamo davvero andati sulla Luna?

Come smontare le tesi dei lunacomplottisti

Paolo Attivissimo-Andrea Bernagozzi

 

29 novembre 2009

Alatri, Cinema e Storia

Saturno International Film Festival

Alatri (Frosinone) 23-28 novembre 2009

Quinta edizione interamente dedicata al legame tra Cinema e Storia.
Manifestazione diretta da Ernesto G.Laura, Mariella Li Sacchi e presieduta da Giuliano Montaldo.
Tema portante di quest’anno, il rapporto tra Cinema e Terrorismo.
Seminari e convegni con la partecipazione di scrittori, politici e famigliari delle vittime tra cui Benedetta Tobagi e Nando Dalla Chiesa.

La cerimonia di premiazione ha visto come protagonista Michele Placido, che ha ritirato il Saturno d’Oro alla Carriera. 
 

 
I PREMI E LE MOTIVAZIONI

 

cinema_jasminetrinca
Jasmine Trinca, migliore attrice
per Ultimatum di Alain Tasma

 

SATURNO D’ORO
The World Is Big and Salvation Lurks Around the Corner (Bulgaria/Germania/Slovenia/Ungheria, 2008) di Stephan Komandarv.
Per l’abile incastro fra memoria, e ricerca della propria identità ed affetti familiari, con suadente allusione al gioco dei dadi, metafora di una giocosa palestra del talento immaginativo.

SATURNO D’ARGENTO
General Nil (Polonia, 2009) di Ryszard Bugajski
Per il rigore con cui, narrando un episodio oscuro della lotta clandestina nella Polonia occupata dai nazisti, esalta il profilo di un eroe della stessa resistenza del precedente regime che ora non accetta di sottomettersi alla nuova dittatura.

PREMIO AL MIGLIOR ATTORE
Miki Manojlovic per The World Is Big and Salvation Lurks Around the Corner di Stephan Komandarv
Per l’impareggiabile gioco di ironia ed affettuosa sollecitudine con cui interpreta la figura del “nonno” nel film.

PREMIO ALLA MIGLIORE ATTRICE
Jasmine Trinca per Ultimatum (Francia/Israele/Italia, 2009) di Alain Tasma
Per la naturalezza con cui interpreta una figura femminile serena e vitale di fronte alle minacce di un’apocalisse imminente.

MENZIONE SPECIALE
Sopra le Nuvole (Italia, 2008) di Riccardo Stefani e Sabrina Guigli
Per il timbro genuino con cui evoca l’eccidio compiuto nel 1944 dai nazisti in due villaggi dell’appennino, in un’opera prima, che pur nella sua ingenuità di realizzazione, si ispira alle tradizioni del nostro cinema neorealista.

SATURNO D’ORO ALLA CARRIERA
Michele Placido

PREMIO BANCANAGNI MIGLIOR CORTO
Senza Ragione dell’Istituto Sandro Pertini

 

28 novembre 2009

500 giorni insieme

film_500giorniinsieme(500) Days of Summer
Marc Webb, 2009
Fotografia Eric Steelberg
Joseph Gordon-Levitt, Zooey Deschanel, Geoffrey Arend, Chloë Grace Moretz, Matthew Gray Gubler, Clark Gregg, Rachel Boston, Minka Kelly.
Locarno 2009, Piazza Grande

Il capo ha una nuova segretaria, Sole (Deschane), appena arrivata a Los Angeles dal Michigan. Tom (Gordon-Levitt) la vede e ne resta colpito. Agli amici dice che non è niente, invece per lui sarà un incontro fatale. Il giovane fa il “creativo” in ditta ideando biglietti d’auguri, ma la sua aspirazione è di esercitare la professione per cui si è laureato, l’architettura. La ragazza, spigliata e carina, se lo fila e non se lo fila, dice subito che non ama le relazioni impegnative. Tom fa finta che va bene, ma non per molto: è uno che, proprio al contrario, crede nell’amore che viene all’improvviso e ti cambia la vita, per sempre. Incompatibilità? Sul filo di una scommessa sentimentale, i due protagonisti inseguono l’utopia (le due facce appartengono alla stessa medaglia) e vanno incontro a continue sorprese, a cambiamenti di direzione, a ripensamenti, a insistenze infantili, a umorismi anche neri. Il regista è alla prima prova (viene dai video musicali) ma non sembra. Narra con spigliatezza e con un gusto per l’invenzione scenica e di montaggio che fa pensare ad un cinema ben consapevole, un po’ di Godard, un po’ di Truffaut e un po’ di quel che può venire in mente ad uno spettatore non digiuno di modernità. In maniera esplicità Webb cita il Dustin Hoffman de Il laureato (Mike Nichols, 1967), ma il suo Tom fa pensare in più di un atteggiamento anche al Belmondo prima maniera. E al modo di trattare con “leggerezza” e non senza coscienza i temi della commedia non è estraneo il cinema francese che fece epoca negli anni Sessanta. Per esempio, le sottili “provocazioni” stilistiche, la grafica nell’inquadratura, il tempo non lineare, i tagli sintetici, le “didascalie” fuori campo, i dettagli che rafforzano la sintassi dei significati; e soprattutto l’ironia amara e sbarazzina. «Cosa c’è tra noi due?», domanda Tom incalzando Sole nella speranza di convincerla ad innamorarsi sul serio. «Non ho idea - risponde lei -, ma che importanza ha?». Non sarà una “storia d’amore”, ma non siamo molto lontani. La sorpresa finale, che rintraccia e sigilla il senso della “protesta” in forma di diario preannunciata nella dedica iniziale, la lasciamo ovviamente allo spettatore.

Franco Pecori

27 novembre 2009

Triage

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Danis Tanovic, 2009
Fotografia Seamus Deasy
Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee, Kelly Reilly, Jamie Sives, Branko Djuric.
Roma 2009, concorso.

Mark (Farrell, notevole la sua interpretazione) è un bravo fotoreporter di guerra. Sempre in prima linea a contatto diretto con gli orrori e con i rischi della professione, spesso si fa scudo dell’ironia e di una certa dose di cinismo - il film si apre con la scritta: «In guerra si muore perché si muore. Si muore e basta». Di ritorno a Dublino dal Kurdistan irakeno (siamo nel 1988) dov’è stato in coppia col suo collega e amico David (Sives), Mark non sembra più lo stesso. Sua moglie Elena (Vega) nota in lui un’insolita tristezza e anche nel fisico l’uomo appare minato oltre misura rispetto all’infortunio che dice di aver avuto. Noi non lo abbiamo visto, ma abbiamo assistito alla sua drammatica “sosta” in una specie di orrido pronto soccorso e centro di accoglienza/smistamento (”triage”) dei feriti, dove il Dottor Talzani (Djuric) uccideva con la pistola gli irrecuperabili per evitare loro sofferenze troppo atroci. Elena ha un nonno psichiatra, specializzatosi a suo tempo nel “recupero” dei criminali della guerra civile spagnola. Il vecchio ”fascista” Joaquin Morales (Lee) sarà però utile per risolvere in positivo i “disturbi” di Mark, sempre più accentuati man mano che David, non essendo tornato insieme al suo amico, sembra ormai dover essere dato per disperso. E la moglie Diane (Reilly) sta per dare alla luce una bambina. «Portare il dolore con noi sempre, questo è vivere», ammonisce lo psichiatra. In effetti, l’incubo della guerra, con i massacri e i lutti di cui è stato testimone (non mancano scene da “voltastomaco”), persiste in Mark non diversamente - si pensa - che in tanti reduci, da quella e da altre guerre. Il bosniaco Tanovic (No man’s land, Oscar nel 2001, 11′09”01, September 11 - episodio Bosnia Erzegovina, 2002) non desiste dal rappresentare, con stile comunicativo non privo di soluzioni forti, gli effetti della guerra. Dopo la parentesi “drammaturgica” di L’enfer (2005), eccolo alle prese con la tragedia dell’antichissimo popolo curdo. Non immune da tentazioni letterarie (”intervalli” dialettici/filosofici spiegano con cadenza regolare le ragioni e le situazioni dei personaggi), il regista si affida alla vera e propria divulgazione con il ruolo di Joaquin Morales, sostenuto per altro dignitosamente dal mitico Christopher Lee. Tutto sommato, al di là dei dettagli truculenti nelle scene di guerra, il momento decisivo del film è nella citazione finale. Sono parole del filosofo ateniese Platone (427-347 a.C.): «Solo i morti hanno visto la fine della guerra».

Franco Pecori

27 novembre 2009

La dura verità

film_laduraveritaThe Ugly Truth
Robert Luketic, 2009
Fotografia Russell Carpenter
Katherine Heigl, Gerard Butler, Eric Winter, John Michael, Nick Searcy, Kevin Connolly, Cheryl Hines.

Se volete la “dura verità” sulla vostra vita o su quella di altri non andrete certo a cercarla in un reality show, a meno che non siate un perfetto spettatore televisivo identificabile al cento per cento nel target del format appositamente studiato per lui, il perfetto. In base a simile ipotesi potete regolarvi sullo strato dell’interpretazione di questa commedia di Luketic (La rivincita delle bionde, 2001, Quel mostro di suocera, 2005, 21, 2008). Un po’ facile, a prima vista, ma provate a sollevare l’orpello e avrete di che esercitarvi in una lettura del senso più articolata. Questo, intanto, è ciò che accade quando il prodotto è ben confezionato, nella sceneggiatura, nella recitazione e insomma nella fase tecnica. Qui i due protagonisti sembrano nati per i ruoli loro assegnati. Abby/Heigl (The Ringer, Molto incinta, 27 volte in bianco) è la produttrice di un programma Tv di provincia («Buongiorno - esclama il conduttore - è un’altra splendita giornata a Sacramento!») che perde colpi in ascolto. Mike/Butler (Tomb Raider, Il fantasma dell’Opera, 300) è un incantatore di spettatori avidi di “verità” sul sesso e più in generale sui rapporti uomo-donna. Abby se lo trova accanto, chiamato dall’emittente per dare una scossa al programma: è uno che sembra dire pane al pane, anche in maniera sboccata. Lei è una fissata del “controllo”, frasi fatte e concetti pure. Le sue idee standard non sembrano adatte a sollevare lo share, così l’arrivo di Mike si mostra decisivo. La manager ha rischiato di finire nuda alle previsioni del tempo ed è costretta ad ammorbidire le proprie concezioni. E non solo sul set televisivo ma anche nel privato. La comparsa di Colin/Winter, giovane medico e bello, richiede l’aiuto dell’esperto in seduzione. Mike è chiamato alla consulenza interessata: guiderà Abby nella conquista di Colin e potrà evitare di subire l’ostilità della donna sul lavoro. Poco a poco si delinea tra i due un rapporto intrigante, soprattutto si capisce che la “resistenza” di Abby alle “dimostrazioni” di Mike (l’uomo esibisce, in scene come fuori scena, una sicurezza sfrontata e demolitrice delle convenzioni comportamentali femminili e maschili) non potrà andare all’infinito. Guerra dei sessi? Meglio, disvelamento dei meccanismi, morale e costume, che determinano la “normalità” del contest. E al contempo, confronto sofisticato e seminascosto tra “vita” e sua finzione, la diretta tv e tutto ciò che lo spegnersi delle telecamere lasciano alla “libertà” delle persone. Considerate inoltre che la doppia tematica è svolta nel cinema, il che la riattiva - per così dire - nel film, ad ogni cambio di scena. Se la psicologia dei personaggi è elementare, ciò non significa che i risvolti del senso restino altrettanto “poveri”. Vi meraviglierete se, ad un certo punto, Mike diventerà «selettivo» e Abby una «troietta»? Attenzione perché Sacramento si rivelerà comunque «un posto ideale per mettere su famiglia».

Franco Pecori

diretta tv

27 novembre 2009

Roma Film Festival 2009

Nel segno di Giancarlo Giannini

 

 

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La XIV edizione del Roma Film Festival si articola in tre fasi: la prima, dal 27 al 29 novembre presso la Casa del Cinema, dedicata al cinema Irlandese con la terza edizione dell’IrishFilmFesta in collaborazione con l’Associazione Archimedia e curata da Susanna Pellis. Anche quest’anno, saranno presentati una varietà di titoli che consentono una panoramica sul cinema irlandese: da film come The Magdalene Sisters - per cui l’attrice Eileen Walsh, ospite del festival, si aggiudicò il Leone d’Oro di Venezia nel 2002, a Kisses (2008) ed Eamon (2009) due pellicole per bambini, da Isolation (2005) il primo horror ambientato nella campagna irlandese a The Eclipse (2009) una storia soprannaturale. Si aprirà anche una finestra sul mondo delle miniserie televisive, presentando alcuni episodi delle più interessanti serie irlandesi e con un incontro a tema che avrà come oratore Barry Monahan, docente di studi dell’Università di Cork.

 

La seconda fase prevede una serata d’onore, quest’anno dedicata a Giancarlo Giannini, che si terrà il 1° dicembre presso il Cinema Embassy di Roma, a cui parteciperanno tutti coloro che hanno lavorato con lui in tutti questi anni di carriera cinematografica e televisiva. Durante la serata d’onore sarà presentato un filmato a cura di Adriano Pintaldi che ripercorrerà la carriera del grande attore e conterrà inediti tratti e realizzati sul set del suo ultimo film Ti ho cercata in tutti i necrologi del quale Giannini è produttore/regista/attore. Al termine sarà presentato Film D’amore e d’anarchia, conservato dalla Cineteca Nazionale, film con cui Giannini vinse la Palma d’Oro a Cannes. L’omaggio prevede anche la presentazione di un volume monografico dal titolo Giancarlo Giannini, il gioco dell’attore, a cura di Adriano Pintaldi, contenente materiali inediti tratti dall’archivio personale di Giannini, foto, testimonianze, biografia, filmografia e uno spazio importante dedicato al film Ti ho cercata in tutti i necrologi.

 

La terza fase, dall’8 al 13 dicembre, prevede una ricca retrospettiva che ripercorre l’intera carriera di Giancarlo Giannini. In collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale, la XIV edizione del RomaFilmFestival omaggia il grande attore con la programmazione, al Cinema Trevi, dei suoi film, alcuni dei quali restaurati o ristampati per l’occasione come Pasqualino Settebellezze di Lina Wertmuller, candidato a 4 premi Oscar, l’innocente di Luchino Visconti, Viaggio con Anita di Mario Monicelli, O’ Re di Luigi Magni, Ti voglio bene Eugenio di Francisco Josè Fernandez.

 

 

 

23 novembre 2009

Roma, Cinema e Storia

 

100+1. Cento film e un paese, l’Italia

 

Il Novecento e il grande cinema italiano

Progetto per gli studenti degli istituti superiori

di Roma e provincia

 

Cinema e Storia/100+1. Cento film e un paese, l’Italia è il titolo del progetto promosso dalla Provincia di Roma e dall’Associazione Giornate degli Autori, con la collaborazione di Cinecittà Luce e con il sostegno della Direzione Generale per il Cinema. L’obiettivo del progetto, inaugurato a Venezia durante l’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è ripercorrere la piccola e la grande storia del Novecento insieme agli studenti degli istituti superiori di Roma e provincia, attraverso il grande cinema italiano. Il 23 novembre 2009 al Cinema Nuovo Olimpia di Roma, incontro/dibattito moderato dal giornalista Andrea Purgatori, con la partecipazione di: Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, Luciano Sovena, amministratore delegato di Cinecittà Luce e il critico Fabio Ferzetti, ideatore e curatore del progetto. La presentazione è preceduta dalla proiezione del film I magliari di Francesco Rosi per alcune classi di istituti superiori accolti da Paola Rita Stella, assessore alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma. Studenti e docenti, grazie alla partecipazione di registi, attori, critici e storici, vivranno durante l’anno momenti di riflessione e di confronto per approfondire la storia del nostro Paese e magari per rileggere il presente attraverso quel passato fatto d’immagini, storie, personaggi ed emozioni che fanno parte del cinema italiano dal Secondo dopoguerra in poi.

I primi sette film sui quali si lavorerà sono stati individuati nell’ambito di altrettanti moduli tematici e acquisiti grazie al sostegno di Cinecittà Luce; quelli scelti sono pellicole che rappresentano il primo segmento di una library per le scuole, dedicata al cinema e destinata a crescere nei prossimi anni. Ad essi verrà allegato un Dvd di guida alla visione e materiali extra, curato da Giuliana Gamba, coordinatrice del progetto Cinema e Storia per le Giornate degli autori.

In particolare, i film selezionati per la prima edizione del progetto sono: Napoletani a Milano, di Eduardo De Filippo (1953); I magliari, di Francesco Rosi (1959); Tutti a casa, di Luigi Comencini (1960); La lunga notte del ‘43, di Florestano Vancini (1960); Io la conoscevo bene, di Antonio Pietrangeli (1965); I pugni in tasca, di Marco Bellocchio (1965); Un borghese piccolo piccolo, di Mario Monicelli (1977).

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Serge Reggiani e Alberto Sordi in Tutti a casa

 

Gli appuntamenti saranno così suddivisi:

- Da gennaio a febbraio del 2010 inizierà la formazione dei docenti sull’uso del linguaggio cinematografico, sulla storia del cinema italiano, i film e gli autori selezionati. Verrà inoltre distribuito un questionario finalizzato a chiarire la familiarità degli studenti con la storia e i protagonisti del cinema italiano.
- Da gennaio a maggio avrà luogo la proiezione commentata dei film nelle scuole, con la partecipazione dei docenti e delle classi aderenti al progetto.
- Da febbraio a maggio ci saranno delle giornate/evento, arricchite da proiezioni, finalizzate all’incontro tra i ragazzi delle scuole superiori e registi, critici cinematografici, attori ed esponenti del mondo della cultura, per discutere di cinema.
- In conclusione, il prossimo giugno, presso la sede della Provincia di Roma a Palazzo Valentini, si terrà una giornata d’incontro e di studio sugli esiti della prima fase di sperimentazione, la presentazione dei contributi realizzati dagli studenti nell’ambito del progetto e il lancio delle fasi successive.

 

Nicola Zingaretti - Presidente della Provincia di Roma 

100+1 è un’iniziativa  che si rivolge a chi ama il cinema, a chi lo vive quotidianamente, a chi se ne prende cura, a chi vuole avere la possibilità di conoscerlo e di scoprirlo. È un progetto che può aiutarci a costruire due ponti. Sul primo viaggia la nostra memoria: il nostro impegno per trasmettere ai più giovani i fatti e il senso della storia del nostro Novecento attraverso la testimonianza viva del racconto cinematografico. Non a caso, abbiamo scelto di far crescere questo progetto in una serie di appuntamenti rivolti allo studio e alla formazione degli studenti e degli insegnanti delle scuole della nostra Provincia: un’occasione per rileggere efficacemente gli avvenimenti del secolo che ci siamo lasciati alle spalle. Il secondo ponte che vogliamo costruire è quello su cui si misura la nostra capacità di trasformare il nostro patrimonio culturale nella più grande ricchezza di questo Paese. Recuperare i capolavori del nostro cinema e riconsegnarli al grande pubblico significa, infatti, credere in una verità molto semplice: la cultura non è un costo, ma un investimento. Una scommessa di sviluppo. E i nostri film sono uno dei tesori più inestimabili che la nostra cultura più recente ci abbia lasciato.

 

Paola Rita Stella - Assessore alle Politiche scolastiche

Cinema e storia/100+1. cento film e un paese, l’Italia è un progetto che la Provincia di Roma ha deciso di sostenere perchè rappresenta un modo originale per raccontare la storia del secolo scorso agli studenti e per attirare la loro attenzione sugli eventi più importanti e significativi del Novecento. Attraverso il grande cinema italiano di quegli anni vogliamo dare la possibilità alle nuove generazioni di comprendere gli avvenimenti che hanno portato alla tragedia delle guerre mondiali e di conoscere la vita dei primi anni della nostra Repubblica. Il cinema, infatti, rappresenta un veicolo affidabile e nello stesso tempo attraente per i ragazzi, come credo che tutto l’immenso  patrimonio culturale di cui il nostro Paese dispone rappresenti una ricchezza ineguagliabile che chi amministra ha il dovere di valorizzare e mettere a disposizione, nelle forme e nei mezzi più disparati, di tutti i cittadini.  L’obiettivo resta sempre quello di non dimenticare mai, perchè il passato resta la più grande lezione anche per chi vive il presente e per chi, come i giovani, ha la fortuna di avere tutto il futuro davanti.

 

Luciano Sovena - Amministratore Delegato Cinecittà Luce

Abbiamo deciso di aderire a questo progetto perché siamo convinti che il cinema sia un viatico importante per raccontare ai più giovani la storia del nostro Paese a partire dal Secondo dopoguerra in poi. I primi film selezionati, che hanno reso grande la nostra cultura cinematografica, riusciranno, grazie anche all’ausilio dei professionisti che hanno aderito al progetto, a far riflettere gli studenti e a riportargli una realtà magari letta solo sui libri. Proprio per questo spero che il cinema entri sempre più nelle scuole e che le library degli istituti si possano ampliare con titoli cinematografici di grande qualità.

 

22 novembre 2009

Torino, La bocca del lupo

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Apre Nowhere Boy, di Sam Taylor Wood
biopic sull’adolescenza di John Lennon
con Aaron Johnson

Direttore Gianni Amelio

Oltre 254 titoli
42 anteprime mondiali
21 anteprime internazionali
10 anteprime europee
74 anteprime italiane

I premi del TFF 2009

TORINO 27

Miglior film La bocca del lupo di Pietro Marcello (Italia)

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Premio speciale della Giuria (ex-aequo) Crackie di Sherry White (Canada) e Guy and Madeline on the Park Bench di Damien Chazelle (Usa)
Migliore attrice Catalina Saavedra (La nana di Sebastián Silva - Cile)
Migliore attore (ex-aequo) Robert Duvall e Bill Murray (Get Low di Aaron Schneider - Usa)

ITALIANA.DOC
Miglior documentario italiano Nalentina Postika in attesa di partire di Caterina Carone
Premio speciale della Giuria (ex-aequo) Corde di Marcello Sannino (Italia) e The cambodian room - Situations with Antoine D’Agata di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci (Italia–Francia)
Menzione speciale Je suis Simone - La condition ouvrière di Fabrizio Ferraro (Italia-Francia)

ITALIANA.CORTI
Miglior cortometraggio italiano Notturno stenopeico di Carlo Michele Schirinzi
Premio speciale della Giuria Riviera di Gabriele di Munzio
Menzione speciale Scordati di Progetto Funes

SPAZIO TORINO
Miglior cortometraggio Ali di cera di Hedy Krissane (Italia)

PREMIO CULT – IL CINEMA DELLA REALTÀ
Miglior documentario internazionale Oil city confidential di Julien Temple (Gran Bretagna)

PREMIO CIPPUTI
Miglior film sul mondo del lavoro Baseco Bakal Boys di Ralston Jover (Filippine)

PREMIO FIPRESCI
Miglior film Torino 27 La bocca del lupo di Pietro Marcello (Italia)

PREMIO INVITO ALLA SCUOLA HOLDEN
Migliore sceneggiatura di Torino 27 Medalia de onoare di Calin Netzer (Romania/Germania)

PREMIO DEL PUBBLICO ACHILLE VALDATA
Miglior film Torino 27 Medalia de onoare di Calin Netzer (Romania/Germania)

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NOVITÀ

Gran PremioTorino

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Il Torino Film Festival istituisce il Gran Premio Torino. Il riconoscimento viene assegnato ai cineasti che, dall’emergere delle nouvelles vagues in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico, alla creazione di nuovi modelli estetici, alla diffusione di nuove tendenze che sono alla base delle opere più interessanti del cinema contemporaneo. In questa edizione, il premio viene assegnato a Emir Kusturica, per la qualità inventiva dei suoi film e la trascinante originalità del suo stile. Kusturica, del quale verrà presentata la versione integrale di Underground, della durata di oltre 6 ore, inedita in Italia, riceverà il premio durante la cerimonia di chiusura del Tff. Il premio viene inoltre attribuito alla American Zoetrope di Francis Ford Coppola, per il contributo della compagnia di produzione al rinnovamento dell’industria cinematografica statunitense e per il suo prezioso ruolo di congiunzione tra cinema classico e cinema del futuro. Francis Ford Coppola sarà presente a Torino per ritirare il premio e per l’anteprima italiana del suo nuovo film, Tetro (Segreti di famiglia), distribuito da Bim. In questa occasione, verranno presentati anche Rusty il selvaggio, diretto da Coppola nel 1983, e la versione restaurata di Scarpette rosse, il capolavoro del 1948 di Powell e Pressburger al quale Tetro rende un appassionato omaggio.

Premio Cult - Il cinema della realtà

In collaborazione con Cult, il canale satellitare che più in questi anni si è distinto per l’attenzione verso il cinema documentario. Nel corso di questi anni, con un importante concorso riservato ai documentari, il Festival ha svolto un ruolo essenziale nella rivitalizzazione di questo “genereâ€, legando sempre di più il cinema del reale con quello di finzione. Il Premio Cult si inserisce, dunque, perfettamente nello scopo di sostenere in modo sempre più concreto un cinema sorprendente per le capacità di esplorare il mondo con cui si raffronta e per il linguaggio che usa per raccontare questo mondo.

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Torino 27
16 film in concorso



ADÃS - TRANSMISSION di Roland Vranik (Ungheria, 2009, 35mm, 95’)
Tutti i sistemi elettronici si sono fermati: un mondo senza luce elettrica, senza frigoriferi, senza benzina. Un mondo alla J.G. Ballard, dove ognuno si arrangia come può. Squarci di quotidiana follia e sopravvivenza, in una città sulle rive di un lago, illuminata dal sole. Apocalisse prossima ventura venata di humor.

BASECO BAKAL BOYS di Ralston Jover (Filippine 2009, Betacam, 93’)
Utoy e Bungal sono due bambini che si guadagnano da vivere nella disastrata periferia di Manila recuperando in mare rottami metallici che rivendono per pochi spiccioli ai robivecchi. Sullo sfondo scorre una desolazione quotidiana che il regista ci racconta entrando con discrezione in un mondo disperato dove ancora abitano affetto e solidarietà.

LA BOCCA DEL LUPO di Pietro Marcello (Italia, 2009, DigiBeta, 67’)
A metà tra documentario e poema visivo, la storia d’amore tra Enzo, immigrato da giovane a Genova, e Mary, che Enzo conosce in carcere. Il rapporto tra due outsider vive sullo sfondo di una città-fantasma di reietti, il cui passato emerge attraverso rari filmati d’archivio. Il titolo allude a un celebre romanzo ottocentesco di Remigio Zena, ambientato nei vicoli genovesi.

CHI L’HA VISTO di Claudia Rorarius (Germania, 2009, 35mm, 88’)
Un giovane gay tedesco che non ha mai conosciuto il padre italiano, parte per Roma deciso a trovarlo. Mostra in giro una vecchia foto, poi scopre il programma televisivo Chi l’ha visto e si convince che quella è la sua unica vera chance. Film on the road, sulla storia vera del protagonista Gianni Meurer.

CRACKIE di Sherry White (Canada, 2009, 35mm, 94’)
Mitsy è un’adolescente abbandonata dalla madre alcolizzata che vive con la nonna burbera e soffocante. Il suo sogno è diventare parrucchiera, la sua vita affettiva si limita a una relazione con un fannullone e all’adorazione ossessiva per un cane. Il ritorno a casa della madre farà esplodere le tensioni. Un’opera prima sulla difficoltà di crescere.

GET LOW di Aaron Schneider (USA, 2009, HD, 101’)
Tennessee, anni 30: Felix ha un caratteraccio, vive come un eremita, il suo passato è pieno di segreti. Ormai vecchio, decide di concedersi un “funeral party†prima di morire. Chiunque potrà partecipare e raccontare quello che sa di lui. Da una storia vera, diretta dal vincitore dell’Oscar 2004 (per il corto Two Soldiers), una favola amara dominata da Robert Duvall.

GUY AND MADELINE ON A PARK BENCH di Damien Chazelle (USA, 2009, HD, 82’)
Lui, lei, il jazz, la città. Un inno alla vita che guarda a Cassavetes e a Chantal Akerman, con un po’ dello Spike Lee di Lola Darling. Un bianco e nero sgranato, aperture musical, spontaneità contagiosa, generosità a piene mani.

MEDALIA DE ONOARE - MEDAL OF HONOR di Calin Netzer (Romania, 2009, 35mm, 105’)
L’anziano Ion vive con la moglie Nina che da anni non gli rivolge la parola. Anche Corneliu, il figlio emigrato in Canada, evita di parlargli al telefono. Un giorno, Ion riceve una medaglia al valore militare, senza sapere per quale impresa. È l’occasione per riscattarsi davanti a tutti e per rimediare agli errori commessi. Soprattutto ora che Corneliu sta per tornare con moglie e figlioletto.

LA NANA - THE MAID di Sebastián Silva (Cile, 2008, HD, 94’)
Raquel festeggia il compleanno nella famiglia in cui è a servizio da oltre vent’anni. Ha cresciuto i figli della coppia e si illude di essere diventata parte integrante della famiglia. Per questo vive come una minaccia l’arrivo di nuove aiutanti e sistematicamente le mette in fuga. Ma Lucia, una cameriera più giovane, le fa capire che la sua vita è altrove.

NORD di Rune Denstad Langlo (Norvegia, 2009, 35mm, 78’)
Iomar, addetto a un impianto sciistico, è depresso e affetto da ambliopia causata dal riflesso della neve. Un giorno si presenta a casa sua quello che un tempo era il suo migliore amico, ma che poi gli ha rubato la fidanzata. Gli rivela che il figlio della donna, che abita nel Nord, è in realtà di Iomar. Questi intraprende un viaggio, dapprima in motoslitta e poi sugli sci per raggiungere il bambino.

LE ROI DE L’ÉVASION di Alain Guiraudie (Francia, 2009, 35mm, 97’)
Armand è sovrappeso, gay e annoiato della vita da single. Una sera salva Curly, 16 anni, da un’aggressione, e lei si innamora di lui. Intorno a loro, poliziotti, osti, famiglie, amici, tutti alla ricerca di una radice dai misteriosi poteri. Ambientata nel Sud della Francia, una commedia terragna e dissacrante dove si corre molto, si fa molto l’amore e si prende la vita come viene.

SANTINA di Gioberto Pignatelli (Italia, 2009, DigiBeta, 78’)
Ispirato ad alcune pagine de La storia di Elsa Morante, è la cronaca dell’omicidio di una prostituta da parte del suo giovane amante e sfruttatore. Ma anche un viaggio in luoghi e personaggi di una Roma in parte sognata e in parte scomparsa, al di là del bene e del male, di pagana e tragica innocenza. Con uno stile che mescola contaminazioni teatrali, musicali e figurative.

TORSO di Yamazaki Yutaka (Giappone, 2009, 35mm, 104’)
Due sorelle, un busto maschile gonfiabile, la solitudine e la difficoltà di fare i conti con l’altro: l’esordio alla regia del direttore della fotografia di Kore-eda è un ritratto femminile che scava in profondità senza invadenza, guardando e ascoltando il privato dei piccoli gesti di tutti i giorni.

VAN DIEMEN’S LAND di Jonathan auf der Heide (Australia, 2009, 35mm, 104’)
Nel 1822, Alexander Pierce evase con sette compagni da Macquarie Harbour, durissima colonia penale sepolta nel cuore della Tasmania. Solo lui riemerse alla civiltà. Com’era riuscito a sopravvivere? Avvolto da una natura ostile, vera protagonista del film, un thriller ispirato a un sanguinoso fatto di cronaca, diretto da un giovane attore australiano.

YOU WONT MISS ME di Ry Russo-Young (USA, 2009, HD, 81’)
Shelley è uscita da un ospedale psichiatrico. Il suo reinserimento sociale passa attraverso serate con gli amici, sesso, furiose litigate, telefonate alla madre e audizioni teatrali nel tentativo di restaurare con doloroso coraggio la propria vita. Opera seconda di Ry Russo-Young, il film ha il suo cuore e il suo motore nell’interpretazione di Stella Schnabel, figlia del pittore e regista Julian.

ZHA LAI NUO ER – JALAINUR di Zhao Ye (Cina, 2008, HD, 92’)
Un operaio va in pensione, uno più giovane, che lo guarda e lo rispetta come un padre, decide di accompagnarlo fino a casa. Come se il cinema di Jia Zhangke andasse a braccetto con quello di David Gordon Green: un road movie immerso in una Mongolia (il titolo si riferisce alla zona in cui corrono ancora i treni a vapore) sconfinata e gelida.

Italiana.Doc

THE CAMBODIAN ROOM -SITUATIONS WITH ANTOINE D’AGATA di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci (Italia/Francia, 2009, DigiBeta, 55’) Antoine d’Agata vive intimamente il mondo che fotografa, fatto di prostituzione e droga. Le sue modelle sono le sue amanti, come la squillo-spacciatrice con cui vive, nella casa di lei in Cambogia, costantemente sotto crack in attesa di carpire quell’unico momento da immortalare. Ritratto sofferto di un fotografo al quale le immagini non bastano più.

LA CASA DEL PADRE di Sebastiano D’Ayala Valva (Italia, 2009, DigiBeta, 70’) Franco d’Ayala Valva, architetto, allievo di Frank Loyd Wright ed esponente del movimento dell’architettura organica, a 81 anni è padre di 6 figli, progetta ancora ville, ma non riesce a terminare la propria. Il figlio-regista penetra nel mondo visionario dell’artista in un viaggio che parte dalle colline del Chianti, attraversa il deserto dell’Arizona e arriva in Messico con il desiderio di comprendere l’uomo e di ritrovare il padre.

CORDE di Marcello Sannino (Italia, 2009, DigiBeta, 60’) Le corde sono quelle del ring su cui combatte Ciro Pariso, giovane pugile napoletano ex campione d’Italia, che si deve destreggiare però anche nella quotidianità, tra la passione per la boxe, la voglia di concretizzare la vita sentimentale e la necessità di guadagnarsi da vivere.

FAMILLE di François Farellacci (Italia/Francia, 2009, DigiBeta, 65’) Fantasia e intraprendenza non sono mai mancate alla famiglia Farellacci. Lo attestano i racconti, spesso inventati, dell’epopea familiare. Restano sotto silenzio invece le fughe, gli abbandoni, gli inganni che tengono prigionieri. Il regista invita la sua famiglia a ripercorre la propria storia come in un rito che propizi un nuovo racconto.

GIALLO A MILANO di Sergio Basso (Italia, 2009, DigiBeta, 75’) Un regista italiano che parla cinese si intrufola in una delle Chinatown più grandi e vecchie d’Europa, quella di Milano, e indizio dopo indizio, personaggio dopo personaggio, tratteggia un universo molto complesso e sorprendente.

HOUSING di Federica Di Giacomo (Italia, 2009, DigiBeta, 90’) A Bari l’ultima casa popolare è stata costruita più di vent’anni fa. Oggi ci sono oltre tremila famiglie in attesa di alloggio: esasperate, non vedono altra soluzione se non quella di impossessarsi con la forza delle case lasciate incustodite. I proprietari non osano più uscire di casa e mettono a punto improbabili strategie per non perdere il loro bene.

INTERPORTO di Marco Santarelli (Italia, 2009, DigiBeta, 61’) L’interporto, il non-luogo che esiste solo nelle periferie del nostro sguardo, dove la merce è la sola a trovare cittadinanza. Eppure dentro le macchine che trasportano le merci ci sono ancora gli uomini, unici veri motori del perpetuo processo di scambio di beni (altrui). Un viaggio in presa diretta nella “città dei container†più grande d’Italia.

INTO THE BLUE di Emiliano Dante (Italia, 2009, DigiBeta, 75’) Emiliano, Valentina, Paolo, Elisabetta e Stefano vivono nella tendopoli di Collemaggio dal disastroso terremoto abruzzese del 6 aprile. Quando il mondo ti crolla addosso c’è l’urgenza di ricostruirlo, o ancor meglio di ricrearlo, così, le loro storie reali si mescolano e si confondono ad altre immaginate, che reinventano i rapporti e le relazioni, per ribellarsi ai ruoli che il paese ha affidato loro.

JE SUIS SIMONE (LA CONDITION OUVRIÈRE) di Fabrizio Ferraro (Italia, 2009, DigiBeta, 82’) Dal 4 dicembre 1934 al mese di agosto del 1935 Simone Weil lavorò come operaia alla Renault dell’Ile Seguin, nei sobborghi parigini. Da quell’esperienza lacerante nacquero alcune note raccolte postume con il titolo La Condition Ouvrière. Oggi l’Ile Seguin sta per diventare un quartiere residenziale della scienza e dell’arte, ma il grido di dolore di quella giovane operaia è ancora scolpito nel nostro presente.

Italiana.Corti

Programma 1

NOTTURNO STENOPEICO di Carlo Michele Schirinzi (Italia, 2009, DigiBeta, 8’)
SOLO QUESTO MARE di Rossella Schillaci (Italia, 2009, Dvcam, 6’)
LA CONQUISTA DELL’AMERICA di Mattia Petullà (Italia, 2009, DigiBeta, 20’)
RIVIERA 91 di Gabriele Di Munzio (Italia/Francia, 2009, Dvcam, 14’)
ABSENCE di Patricia Boillat e Elena Gagliuzza (Svizzera/Italia, 2009, Detacam, 16’)

Programma 2

IN BLOOM di Salvatore Cutaia e Emanuele Vara (Italia/Belgio, 2009, DigiBeta, 14’)
DYSLEXIA di Gabriele Gianni (Italia, 2009, DigiBeta, 4’)
SCORDATI di Progetto Funes (Italia, 2009, DigiBeta, 28’)
TOMMASINA di Margherita Spampinato (Italia, 2009, DigiBeta, 19’)

Programma 3

L’ULTIMA ISOLA di Margherita Cascio (Svizzera/Italia, 2009, Betacam, 25′)
399 B.C. di Nicola Campiotti (Italia, 2009, DigiBeta, 10’)
UN GIORNO IDEALE di Alberto Mascia (Italia, 2008, 35mm, 16’)
NEIGHBORHOOD di Cristian Guerreschi e Fiorella Pierini (Italia, 2009, Betacam, 5’)
L’AMORE CI DIVIDERÀ di Federico Tocchella (Italia, 2009, 35mm, 23’)

Spazio Torino

ALI DI CERA di Hedy Krissane (Italia, 2009, DigiBeta, 7’)
ALOHA FROM HAWAII di Umberto Costamagna, Sergio Luca Loreni e Luigi Sorbilli (Italia, 2009, Betacam, 6’)
L’APPARENZA di Enrico Bisi (Italia, 2008, Betacam, 5’)
EVA IN CASA MIA di Matteo Michele Bisaccia (Italia, 2009, Betacam, 10’)
(I) LIKE ERIKA di Giuseppe D’Oria (Italia, 2009, Betacam, 13’)
MANGIAMI di Dario Ingrami e Flavio Stroppini (Italia/Svizzera/UK, 2009, Dvcam, 6’)
NON ORA, NON QUI di Luca Vigliani (Italia, 2009, Betacam, 18’)
NONOSTANTE I LAMPIONI di Luca Cosimato e Marco Holland (Italia, 2009, DVD, 8’)
L’ULTIMO TRENO di Laurent Farò (Italia, 2009, Dvcam, 10’)
WARNING SAFARI di Maximilien Dejoie (Italia, 2009, DigiBeta, 11’)

Premio Cult - Il cinema della realtà
Concorrono 14 film presentati nelle sezioni “Festa mobile” e “Onde”.

Festa mobile – Paesaggio con figure

45365 di Bill e Turner Ross (USA, 2009, HD, 90’)
CARNE VIVA di Jean-Charles Hue (Francia, 2009, DigiBeta, 98’)
GHOST TOWN di Zhao Dayong (Cina, 2008, Dvcam, 170’)
LINE di Kotani Tadasuke (Giappone, 2008, Dvcam, 52’)
MANIQUERVILLE di Pierre Creton (Francia, 2009, 35mm, 83’)
NEIL YOUNG TRUNK SHOW di Jonathan Demme (USA, 2009, HD, 83’)
O’ER THE LAND di Deborah Stratman (USA, 2008, 16mm, 52’)
OIL CITY CONFIDENTIAL di Julien Temple (UK, 2009, HD, 106’)
LES RACINES DU BROUILLARD di Dounia Bovet-Wolteche (Belgio, 2009, Betacam, 53’)
RESISIM -FRAGMENTS di Yonatan Haimovich (Israele, 2009, Betacam, 50’)
THE SHOCK DOCTRINE di Mat Whitecross e Michael Winterbottom (UK, 2009, 35mm, 78’)
UNTIL THE NEXT RESURRECTION di Oleg Morozov (Russia, 2008, DigiBeta, 90’)

Onde – Lungometraggi

L’IMPOSSIBLE -PAGES ARRACHÉES di Sylvain George (Francia, 2009, DVD, 125’)
NE CHANGE RIEN di Pedro Costa (Francia/Portogallo, 2009, 35mm, 80’)

Festa mobile

Figure nel paesaggio

À L’OUEST DE PLUTON di Henry Bernadet e Myriam Verreault (Canada, 2008, 35mm, 95’)
BEAUTIFUL KATE di Rachel Ward (Australia, 2009, 35mm, 100’)
LA BELLA GENTE di Ivano De Matteo (Italia, 2009, 35mm, 98’)
THE BLIND di Nathan Silver (USA, 2009, HD, 72’)
BOMBER di Paul Cotter (UK, 2009, HD, 84’)
BREAKING UPWARDS di Daryl Wein (USA, 2009, HD, 89’)
CHAN MAT – CLAUSTROPHOBIA di Ivy Ho (Hong Kong, 2009, 35mm, 100’)
LA COSA GIUSTA di Marco Campogiani (Italia, 2009, 35mm, 93’)
FANTASTIC MR. FOX di Wes Anderson (USA, 2009, 35mm, 87’)
GIGANTE di Adrián Biniez (Uruguay/Germania/Argentina, 2009, 35mm, 90’)
HAYAT VAR -MY ONLY SUNSHINE di Reha Erdem (Turchia/Grecia/Bulgaria, 2008, 35mm, 121’)
KINATAY di Brillante Mendoza (Francia/Filippine, 2009, 35mm, 110’)
LE DONK & SCOR-ZAY-ZEE di Shane Meadows (UK, 2009, DigiBeta, 71’)
THE LOVED ONES di Sean Byrne (Australia, 2009, 35mm, 84’)
LULU & JIMI di Oskar Roehler (Germania, 2008, 35mm, 94’)
MADE IN HUNGARIA di Gergely Fonyo (Ungheria, 2009, 35mm, 109’)
NEW DENMARK di Rafaël Ouellet (Canada, 2009, HD, 73’)
NON MA FILLE, TU N’IRAS PAS DANSER di Christophe Honoré (Francia, 2009, 35mm, 105’)
NOWHERE BOY di Sam Taylor Wood (UK, 2009, 35mm, 96’)
PINK SUBARU di Ogawa Kazuya (Italia/Giappone, 2009, 35mm, 96’)
POLITIST, ADJECTIV -POLICE, ADJECTIVE di Corneliu Porumboiu (Romania, 2009, 35mm, 113’)
PONTYPOOL di Bruce McDonald (Canada, 2009, 35mm, 96’)
RECORD 12 di Mario Conte e Simone Wendel (Germania, 2009, DigiBeta, 63’)
LE REFUGE di François Ozon (Francia, 2009, 35mm, 90’)
LA STRANIERA di Marco Turco (Italia, 2009, 35mm, 108’)

Paesaggio con figure

45365 di Bill e Turner Ross (USA, 2009, HD, 90’)
CARMEL di Cédric Venail (Francia, 2009, DigiBeta, 17’)
CARNE VIVA di Jean-Charles Hue (Francia, 2009, DigiBeta, 98’)
COME MIO PADRE di Stefano Mordini (Italia, 2009, DigiBeta, 75’)
COMMON GROUND di Vera Brunner-Song (USA, 2008, Betacam, 27’)
GHOST TOWN di Zhao Dayong (Cina, 2008, Dvcam, 170’)
GRANDMOTHER di Yuki Kawamura (Giappone/Francia, 2009, DigiBeta, 34’)
HORS SAISON di Jean-Claude Cottet (Francia, 2008, DigiBeta, 43’)
LINE di Kotani Tadasuke (Giappone, 2008, Dvcam, 52’)
MANIQUERVILLE di Pierre Creton (Francia, 2009, 35mm, 83’)
MY OWN PRIVATE LIBRARY di Beate Kunath (Germania, 2009, Betacam, 49’)
NAHIED = VENUS di Parisa Yousef Doust (Olanda, 2008, DigiBeta, 38’)
NEIL YOUNG TRUNK SHOW di Jonathan Demme (USA, 2009, HD, 83’)
O’ER THE LAND di Deborah Stratman (USA, 2008, 16mm, 52’)
OIL CITY CONFIDENTIAL di Julien Temple (UK, 2009, HD, 106’)
LES RACINES DU BROUILLARD di Dounia Bovet-Wolteche (Belgio, 2009, Betacam, 53’)
RESISIM -FRAGMENTS di Yonatan Haimovich (Israele, 2009, Betacam, 50’)
RIP! -A REMIX MANIFESTO di Brett Gaylor (Canada, 2009, DigiBeta, 80’)
THE SHOCK DOCTRINE di Mat Whitecross e Michael Winterbottom (UK, 2009, 35mm, 78’)
UNTIL THE NEXT RESURRECTION di Oleg Morozov (Russia, 2008, DigiBeta, 90’)
VIDÉOCARTOGRAPHIES: AÃDA, PALESTINE di Till Roeskens (Francia/Palestina, 2008, Dvcam, 46’)

Onde

Lungometraggi

CALL IF YOU NEED ME di James Lee (Malesia, 2009, DigiBeta, 105’)
DIARIO 1989 ‘DANCING IN THE DARK’ di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia, 2009, DigiBeta, 60′)
DOUBLE TAKE di Johan Grimonprez (Belgio/Germania/Olanda, 2009, 35mm, 80’)
L’IMPOSSIBLE -PAGES ARRACHÉES di Sylvain George (Francia, 2009, DVD, 125’)
INDEPENDENCIA di Raya Martin (Filippine/Francia/Germania, 2009, 35mm, 77’)
KUN 1 ACTION di Wu Haohao (Cina, 2008, DVD, 76’)
NANAYOMACHI / NANAYO di Naomi Kawase (Giappone, 2008, 35mm, 90’)
NE CHANGE RIEN di Pedro Costa (Francia/Portogallo, 2009, 35mm, 80’)
SATURN RETURNS di Lior Shamriz (Germania/Israele, 2009, HD, 93’)
UN SOURIRE MALICIEUX di Christelle Lheureux (Francia, 2009, HD, 75’)

Cortometraggi e mediometraggi

CERRO DE LA CRUZ di Constantino Escandón (Messico, 2009, 35mm, 12’)
CONTRE-JOUR di Christoph Girardet e Matthias Müller (Germania, 2008, 35mm, 11’)
DIAL M FOR MOTHER di Eli Cortiñas (Germania/Spagna, 2008, Betacam, 11’)
THE DIRTY ONES di Brent Stewart (USA, 2009, Betacam, 11’)
ELU ILMA GABRIELLA FERRITA/LIFE WITHOUT GABRIELLA FERRI di Olga e Priit Pärn (Estonia, 2008, Betacam, 44’) JOHN WAYNE HATED HORSES di Andrew T. Betzer (USA, 2009, 35mm, 10’)
LENNY di Cyril Amon Schaublin (Germania, 2009, DigiBeta, 17’)
NOTTURNO di Mauro Santini (Italia, 2009, DigiBeta, 7’)
REBECA di Gonzalo H. Rodriguez (Germania, 2009, DigiBeta, 24’)
SHOOTING LOCATIONS di Thomas Kutschker (Germania, 2009, Betacam, 8’)
LA TERRE DESSOUS MES PIEDS di Sophie Sherman (Francia, 2009, DigiBeta, 20’)
TOUTES LES MONTAGNES SE RESSEMBLENT di Christelle Lheureux e Sébastien Betbeder (Francia/Svizzera, 2009, DigiBeta, 12’)
TRIANGULUM di Melissa Dullius e Gustavo Jahn (Germania/Egitto/Brasile, 2008, Betacam, 22’)

Retrospettiva Nagisa Oshima

All’inizio degli anni Settanta Nagisa ÅŒshima (KyÅto, 1932) aveva già firmato diciotto lungometraggi affermandosi da subito come maestro rigoroso e inquietante di un cinema di rottura che pratica consapevolmente la diretta esteriorizzazione della propria soggettività interiore e propone un coinvolgimento attivo dell’artista nella società. Un atto sempre critico che non tende a uniformare e a semplificare ma ad arricchire e a descrivere nei dettagli più vitali le contraddizioni sociali e politiche del secolo, attraverso un’azione che va considerata globalmente, unendo ai film anche i documentari per la televisione, gli scritti e la sua figura di personaggio pubblico televisivo, attività alla quale si dedica a partire dalla metà degli anni Settanta fino a quando una grave malattia lo costringe a un ritiro forzato. Proprio questa ricognizione è l’obiettivo della retrospettiva del Torino Film Festival, andando alle radici della forza iconoclasta dell’opera intera e collegando idealmente l’infanzia e l’adolescenza dell’autore ai personaggi inquieti dei suoi film. I lungometraggi realizzati tra il 1959 e il 1972 offrono un ventaglio di caratteri e di situazioni molto variegato, in opere improntate da caratteristiche formali molto diverse ma con un costante riferimento alla situazione dell’individuo in lotta con la società. ÅŒshima, creando una propria società di produzione, arriva a assimilare e superare la lezione del cinema classico giapponese con La cerimonia (1971) sempre in bilico tra industria e creatività, e tra film inteso come impresa collettiva e politica ed espressione di un singolo. Negli anni Settanta ÅŒshima ha proseguito intenzionalmente la sua parabola divenendo celebre con un film il cui radicale erotismo fece “scandalo†(Ecco l’impero dei sensi, 1976), ed è stato grazie a produttori europei che ha potuto dirigere i suoi film più recenti, Furyo (1983, con David Bowie e Ryüichi Sakamoto) e Max, mon amour (1986, con Charlotte Rampling) fino a tornare a girare con fondi esclusivamente giapponesi il suo ultimo lungometraggio Tabù - Gohatto (1999), con Takeshi “Beat†Kitano. La maggior parte dei lungometraggi è proiettata in copie ristampate che restituiscono l’abbagliante bellezza formale dei film nel formato cinemascope per il quale sono stati concepiti. La retrospettiva comprende un’ampia selezione dei documentari e dei lavori televisivi di ÅŒshima, inediti fuori dal Giappone. Charlotte Rampling, protagonista nel 1986 di Max, mon amour, sarà ospite del Torino Film Festival per
raccontare la sua esperienza con il regista.

Retrospettiva Nicholas Ray

Raymond Nicholas Kienzle fu uno degli autori che reinventarono il cinema americano, faticosamente e drammaticamente, nel decennio più difficile della storia di Hollywood, quegli anni 50 che segnarono la fine del cinema classico e del sistema consolidato degli studios, davanti alla concorrenza della televisione. Calsse 1901, enfant prodige, cambiò il proprio cognome in Ray. Appassionato di radio, teatro e cinema, studiò architettura nel gruppo di allievi di Frank Lloyd Wright (uno dei padri dell’architettura moderna), poi negli anni ‘30, a New York, fu amico e collaboratore in teatro e alla radio di Elia Kazan, Joseph Losey, John Houseman. Durante la guerra, fu conduttore di trasmissioni radiofoniche per la propaganda all’estero. Finalmente, nel dopoguerra, Nicholas Ray approdò a Hollywood, insieme all’amico Kazan, e cominciò a lavorare per la Rko, specializzata in noir, thriller, avventura: serie B alta, anzi, altissima. Ray amava i generi e al primo noir (La donna del bandito, 1948) seguirono polizieschi, gangster film, melodrammi, western, tutti segnati dalla prepotente modernità del suo stile che, circa vent’anni prima del “nuovo cinema americanoâ€, metteva in discussione la struttura dei generi classici e, con essa, quella della American way of life. Proprio con un “falso†western, Johnny Guitar, nel 1954 ebbe un grande successo (ma i “Cahiers du cinéma†già da qualche anno lo indicavano tra i maggiori cineasti americani del momento) e l’anno dopo, con Gioventù bruciata, divenne celebre in tutto il mondo. Il colore e il cinemascope divennero nelle sue mani gli strumenti per mettere a fuoco le “malattie†della società americana. In bilico tra tradizione e rinnovamento, da sempre spirito inquieto, fu travolto dall’ossessione per i kolossal di una Hollywood in debito di ossigeno e, per tutti gli anni ‘60, visse lontano dall’America, senza tuttavia riuscire a concretizzare nessun progetto. Ritornò a fare cinema nel 1971, come insegnante di un gruppo di studenti universitari, per un film innovativo in multivisione, We Can’t Go Home Again, mai perfettamente concluso, attualmente in corso di completamento e restauro grazie agli sforzi della moglie Susan. Wim Wenders, che ha filmato insieme a Ray l’ultimo periodo della malattia che lo portò alla morte nel 1979, l’ha definito «uno degli uomini più giovani che abbia mai conosciuto». Nicholas Ray non si è mai smentito. Susan Ray, che ha gentilmente concesso di proiettare We Can’t Go Home Again, parteciperà al Tff. Dli incassi della serata del 17 novembre, dedicata all’autore, saranno devoluti alla Nicholas Ray Foundation, per il restauro di We Can’t Go Home Again.

Figlie e amanti

La nascita di una passione, il colpo di fulmine, la visione di un film che ha scatenato una vocazione, il debito che il cinema di oggi paga al cinema del passato e ai suoi maestri: a tutto questo è dedicata la sezione Figlie e amanti, alla scoperta dei film “di riferimento†di sei registi italiani contemporanei. È stato chiesto a Marco Bellocchio, Davide Ferrario, Matteo Garrone, Mario Martone, Paolo Sorrentino e Gianni Zanasi di indicarci un film del passato fondamentale per la nascita della loro ispirazione e per la loro formazione culturale, e di venire a parlarne con il pubblico del Torino Film Festival. Dopo la proiezione del film scelto, ciascuno di loro racconterà il momento e il significato di quella scoperta,
accompagnato da un critico cinematografico.

Lunedì 16 novembre, ore 17.00, PAOLO SORRENTINO presenta
ROMA di Federico Fellini (Italia/Francia, 1972, 35mm, 128’)

Martedì 17 novembre, ore 17.00, GIANNI ZANASI presenta
LA NUIT AMÉRICAINE di François Truffaut (Effetto notte, Francia/Italia, 1973, 35mm, 115’)

Mercoledì 18 novembre, ore 17.00, MARIO MARTONE presenta
RECORDAÇÕES DA CASA AMARELA di João César Monteiro (Ricordi della casa gialla, Portogallo, 1989, 35mm, 119’)

Giovedì 19 novembre, ore 17.00, DAVIDE FERRARIO presenta
LE PROCÈS / THE TRIAL di Orson Welles (Il processo, Francia/Italia/Germania, 1962, 35mm, 118’)

Venerdì 20 novembre, ore 17.00, MATTEO GARRONE presenta
IO LA CONOSCEVO BENE di Antonio Pietrangeli (Italia, 1965, 35mm, 122’)

Sabato 21 novembre, ore 17.00, MARCO BELLOCCHIO presenta
GIUSEPPE VERDI di Carmine Gallone (Italia, 1938, 35mm, 110’)

21 novembre 2009

Terni, Cinema &/è Lavoro

 

Festival Cinematografio dell’Umbria

Settima edizione 2-5 dicembre 2009

 

 OSPITE PETER GREENAWAY

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La settima edizione di Cinema &/è Lavoro – Festival Cinematografico dell’Umbria si svolgerà dal 2 al 5 dicembre a Terni, con la direzione artistica di Steve Della Casa.  L’ospite internazionale di questa edizione sarà il grande regista inglese Peter Greenaway, autore de I misteri del giardino di Compton House, Il ventre dell’archietto, Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, I racconti del cuscino.

Gli eventi e le proiezioni del festival si svolgeranno al Planet Multicinema Terni, a Palazzo di Primavera e alla sede della Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di Laurea in Discipline delle Arti Teatrali e dei Linguaggi Creativi. Cinema &/è Lavoro è promosso da Regione dell’Umbria e Comune di Terni, con il patrocinio della Provincia di Terni, il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il contributo di Fondazione Carit, Cassa Edile di Terni e Unicredit.

Da segnalare, in anteprima il 4 dicembre, i primi tre episodi de  La ballata dei precari, film realizzato a costo zero da un gruppo di giovanissimi che, nel solco della commedia all’italiana, racconta 6 storie di ordinario precariato partendo da altrettante domande fondamentali. Come spiega Silvia Lombardo, regista del film e anche lei precaria, l’idea di partenza era quella di ragionare intorno ad alcuni aspetti fondamentali del precariato che incidono in modo drammatico sulla vita presente e futura del nostro paese.

Nella medesima serata, Dieci inverni, opera prina di Valerio Mieli, vincitrice del festival di Villerupt, una commedia sentimentale che racconta le difficoltà, le incertezze, i dubbi, le gioie della scoperta dell’amore, con Isabella Ragonese e Michele Riondino.

20 novembre 2009

Valentino: L’ultimo imperatore

film_valentinothelastemperorValentino: The last emperor
Matt Tyrnauer, 2009
Fotografia Tom Hurwitz
Valentino Garavani, Giancarlo Giammetti.
Venezia 2008, Orizzonti

Inutilizzabile. Fantasmatico. Valentino Garavani non è reale, non è vivibile. La sua dimensione occupa uno spazio filosofico le cui coordinate non sono rintracciabli e meno che mai rappresentabili. Il suo impero assoluto, unico nella Moda, è fuori. Il carattere tendenzialmente metafisico del suo disegno sembra nascere sì dal colore e dal tessuto, dal corpo e dagli occhi, dalle caviglie e dal seno di una modella, sembra sì scorrere sulla passerella per l’ammirazione e per l’estasi, ma la vita che indica non è mai un suggerimento, non si realizza. È altrove. Vediamo il laboratorio, vediamo le sarte con l’ago e il filo e vediamo la mano di Valentino stringere un drappeggio, accennare a una piega. Nessuna macchina per cucire. L’atmosfera è astratta, come se dall’idea al disegno e alla “prova” il passaggio fosse incolmabile. La troupe di Matt Tyrnauer ha seguito Valentino per due anni nel tentativo di fare un documetario sull’artista e di racconntare le fasi della sua ascesa, i trionfi, il dominio di un impero ineguagliabile. Non ci è riuscito. Ne è venuto fuori qualcosa di molto di più. Perfino i cani a cui l’imperatore lava i denti stanno a mezz’aria, quasi consapevoli di un destino irripetibile. Quando appare nell’inquadratura, quando parla e si consiglia col suo compagno Giancarlo Giammetti, Valentino sembra svegliatosi in quel momento da un sogno e continua a concentrarsi per un sì o per un no decisivi, artistici. La musica di Nino Rota non “commenta”, ricorda soltanto che qualcuno un giorno ebbe anch’egli una vaga visione di Via Veneto e intravide spettri allucinati aggirarsi e ripiombare nel nulla. Conobbe anche, Fellini, le angoscie del regista sulla soglia di un mezzo film in più, da fare, da estrarre dall’incubo dell’inarrivabile menzogna. Inutilizzabile anche questo. Si azzerano intorno all’artista medianico le figure note, i nomi importanti. Lana Turner, Hedy Lamarr, Judy Garland, Jacqueline Kennedy, Julia Roberts: tutte favole avvolte nei tessuti che Valentino accarezza nei suoi sogni senza peso. Modelli per un’esistenza impossibile, arresa alla bellezza. La chiusura romana nell’Ara Pacis, l’evento dell’ultima sfilata che celebra i 45 anni di attività, finisce per essere ben poca cosa. Certo, ancora una volta, la frenesia del dietro le quinte, l’uscita delle modelle nel vuoto, il loro sguardo lontano, l’applauso e le lacrime dell’ultimo imperatore, la sua commozione irrefrenabile, il suo appuntamento al “diluvio” si vedono e si percepiscono. Ma inutilizzabili, provocazioni estetiche verso l’indegnità futura. Favola che non vuol essere praticata, falso documentario per un bellissimo film malinconico, impossibile.

Franco Pecori

20 novembre 2009
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